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L’Ambasciatore Stanevskij: nello Spazio post sovietico l’Occidente distrugge, Mosca costruisce

– Marco Bordoni – Seguiamo da qualche tempo l’attività dell’Ambasciatore Felix Stanevskij, una delle poche voci russe che riesce talvolta a”bucare” la barriera informativa elevata dei nostri media facendo giungere al pubblico italiano una rappresentazione sempre precisa e penetrante, mai rancorosa o esasperata (e ce ne sarebbe motivo !), della posizione della Federazione Russa nel panorama politico internazionale. Abbiamo apprezzato particolarmente il contributo offerto alla rivista Limes e abbiamo deciso di rivolgerci a

Vita per la vittoria

Invitiamo i nostri lettori a guardare questo breve clip che riteniamo estremamente interessante. La visione è comprensibile anche agli italiani senza bisogno di sottotitoli, essendo il senso generale del tutto immediato. Le considerazioni che intendiamo proporvi sono due: Primo: questo video testimonia lo stato dell’arte del percorso di avanzamento della riabilitazione della figura di Stalin, rivisitato non come capo comunista, ma come condottiero del popolo russo nel suo sforzo bellico

Noi e loro – Uno studio sull’odio e sull’amore

Sono seduto davanti al mio computer a guardare il film “Ожог” (L’ustione) di Arkadij Mamontov, sulla strage del 2 maggio a Odessa. Il film è molto ben fatto e spero che qualcuno lo possa sottotitolare in inglese. Mostra molti filmati degli eventi che hanno avuto luogo negli ultimi anni. Le scene includono le telefonate intercettate dei leader ucronazisti locali, i volti sorridenti delle ragazzine ucraine che preparano le molotov, gli applausi

Le sanzioni USA colpiscono un “eurasianista” critico del Cremlino (Aleksandr Dugin)

Cos’é questa fissazione dell’Occidente per Aleksandr Dugin? Benché sia un noto ideologo russo di destra, Aleksandr Dugin non ha alcuna influenza sulla politica pubblica russa, e nessun accesso al presidente Vladimir Putin. Marlene Laurelle di Foreign Affairs magazine (“Impauriti dall’ombra di Putin”) spiega: Dugin non ha uno status ufficiale all’interno del governo russo. […] Nè Dugin é parte della cerchia più vicina a Putin. I due uomini potrebbero anche non

La NATO attraverso lo specchio: un viaggio personale dall’ingenuità alla lucidità

Era una fredda sera di marzo del 2004 quando io ed un insegnante russo di inglese uscimmo dalla University Embankment nella notte dell’isola Vasilevsky, a San Pietroburgo. Eravamo colleghi nella stessa scuola linguistica, che collaborava con la facoltà di Filologia della Università Statale in quella città. Il marciapiede era affollato di studenti, di altri insegnanti e personale amministrativo, perché i corsi erano molto popolari e venivamo buttati fuori alla 9

Allerta dalla Società Russa – Siamo pronti per la Guerra; Voi lo Siete?

Una delle differenze più evidenti tra i media russi e quelli occidentali è che il tema di una possibile guerra è costantemente discusso dai russi e quasi mai dagli occidentali. In Russia, gli articoli piu’ importanti discutono i rischi di guerra, come del resto lo fanno molti personaggi noti, e nei talk-shows il tema è altrettanto ricorrente. Anche Putin ha recentemente dichiarato di non ritenere probabile una guerra. È come

C’è speranza e c’è un altro “Occidente”

L’ho detto molte volte su questo blog e lo ridico anche oggi: esiste un “altro Occidente” che noi, e per noi intendo tutti quelli che si oppongono all’Impero, non dovremmo mai dimenticare. C’è un Occidente che non vedrete mai riportato dai media corporativi e che è formato da innumerevoli individui che non si interessano di politica, non organizzano dimostrazioni e che semplicemente conducono una vita spiritualmente libera, lontana da quella

Per l’Occidente è tempo di ammettere che l’isteria contro la Russia sul volo MH17 era priva di ogni riscontro oggettivo

Quando si lanciano accuse prima di guardare all’evidenza vuol dire essere un propagandista. Robert Bridge (RT) Questo è un estratto da un articolo apparso in origine su RT. La caduta del volo Malaysia Airlines MH17 avvenuta il 17 luglio, non è stata solo una tragedia di dimensione umane, è stata anche un disastro di enormi proporzioni per quanto riguarda lo spirito del giornalismo. Il giorno successivo alla caduta nell’Ucraina dell’est