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Tag "Occupy Wall Street"

Intervista della NBC a Vladimir Putin

A margine dei lavori del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, Vladimir Putin ha risposto alle domande di Megyn Kelly, presentatrice della NBC. Megyn Kelly:  Presidente Putin, lei ha più volte e con forza negato, anche dal palco del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, che sia stata la Russia ad interferire con le elezioni presidenziali americane. Ma, come sa, l’opinione dominante è che l’abbia fatto. Questo è ciò che

Il blog del Saker celebra il suo 10° anniversario, anche se sono cambiate pochissime cose. O no?

Dieci anni fa, il 2 maggio 2007, decisi di “grattare i miei pruriti” e di scrivere quello che pensavo, e poi di renderlo pubblico. Dopo una lunga interruzione volevo analizzare di nuovo e, per la prima volta, volevo rendere pubblica l’analisi (in precedenza tutte le mie analisi venivano rese segrete, potete leggere una versione più dettagliata di questo fatto qui [in Inglese]). Anche se “pubblico” significava: io e, forse, un paio

L’Impero dovrebbe essere guardato a vista per impedire che si suicidi

Con tutti i drammi politici che stanno avendo luogo negli Stati Uniti a seguito della tentata rivoluzione colorata contro Trump, il quadro più ampio a volte viene dimenticato. Eppure, questo quadro generale è abbastanza sorprendente, perché se lo guardiamo vedremo segni inconfutabili che l’Impero è impegnato in un bizzarro seppuku al rallentatore, e l’unico mistero rimasto è chi, o cosa, servirà come kaishakunin dell’Impero (supponendo che ce ne sarà uno).

“L’uomo Saker dell’anno” per il 2016: “il cesto dei deplorabili“ americano

Certo, ancora una volta sto per cimentarmi in questo stupido gioco, quando faccio finta di credere che il mio blog sia un “rispettabile organo di informazione“ e, come tale, per darmi la dovuta credibilità e serietà, devo copiare riviste, come Time o altre, e scegliere un “uomo dell’anno”. Quest’anno, comunque, la scelta era proprio un gioco da ragazzi. “L’uomo dell’anno” per il 2016 è, naturalmente, il “cesto dei deplorabili” americani