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Il Saker intervista Dmitry Orlov

  “Penso che l’impero americano sia già finito, ma non è stato ancora sottoposto ad alcun serio stress test e quindi nessuno si rende conto che è così” Se dovessi descrivere l’attuale situazione internazionale usando solo una parola, la parola “caos” sarebbe una scelta abbastanza decente (anche se non l’unica). Caos in Ucraina, caos in Venezuela, caos ovunque l’Impero è coinvolto e, naturalmente, caos negli Stati Uniti. Ma questo non

Le Nazioni Unite devono uscire totalmente dal controllo amministrativo degli Stati Uniti

Da quando fu deciso di insediare la sede delle Nazioni Unite a New York, l’organismo mondiale è stato tormentato da continue ingerenze da parte del paese ospitante, ovvero gli Stati Uniti, che hanno violato sempre di più la lettera e lo spirito del trattato del 1947, riguardante la sede dell’ONU tra gli Stati Uniti e le Nazioni Unite. Il trattato, firmato il 26 giugno 1947 a Lake Success (New York)

Kosovo, cresce la tensione tra Serbia e Kosovo albanese

Negli ultimi mesi sono tornate a livelli preoccupanti e tese le relazioni tra il governo serbo e le forze secessioniste del Kosovo-NATO e di conseguenza le trattative relative alla situazione della provincia serba che si è auto separata, in particolare a causa della decisione di Pristina di aumentare provocatoriamente i dazi relativi alle importazioni di merci dalla Serbia, rendendoli di fatto impossibili da esortare. Questo sta causando una vera e

La sfuggente pace in Medio Oriente

Da vaghe fonti di notizie si  allude all’imminente avvio di nuovi colloqui di pace in Medio Oriente. La fine della guerra in Siria darà alla Russia serie e realistiche opportunità per sponsorizzare nuovi colloqui di pace. A conferma, inoltre, ci sono indizi diretti e indiretti, notizie fatte trapelare qua e là da alcuni funzionari, indizi e veline che diventeranno palesi e dichiarati nel prossimo futuro, quando arriverà la notizia ufficiale

La Trenta in mimetica per la «pace» in Afghanistan

La ministra della Difesa Elisabetta Trenta (M5S), ai microfoni di una radio musicale, ha intonato «C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones», dicendo «Questa canzone mi fa venire in mente il valore della pace, un valore inestimabile che dobbiamo preservare sempre». Una decina di giorni dopo, in divisa mimetica in Afghanistan, la ministra esaltava «la nostra presenza in armi fuori dai confini dell’Italia, guidata

La Russia è svantaggiata perché crede che l’Occidente sia governato dal Diritto

Le navi militari ucraine hanno violato le restrizioni volute dai Russi nel mare d’Azov e gli articoli 19 e 21 della Convenzione ONU sul Diritto Marittimo. La Marina ucraina ha superato il confine marittimo russo, ed è entrata nell’area chiusa delle acque territoriali russe. Chiaramente, Washington era dietro a tutto questo, dato che l’Ucraina non avrebbe fatto da sola una tale provocazione. A questo link c’è una accurata spiegazione di

Quali armi chimiche? Le avete già tutte

Oltre cento persone sono rimaste intossicate nei quartieri residenziali della città di Aleppo, Khaldieh, Calle Nilo e Jameyit Zahraa, in un attacco al cloro perpetrato, sabato 24 novembre, dai terroristi di Jabhat al-Nusra. Il direttore del Dipartimento della Salute della città siriana, Ziad Hajj Taha, ha riferito all’agenzia di stampa governativa Sana che le persone colpite soffrono di asfissia e di altri sintomi tipici dell’avvelenamento provocato da sostanze chimiche. Le

Perché i morti dello Yemen non meritano la stessa attenzione della morte di Khashoggi?

L’apparente omicidio del giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi è un crimine scioccante che merita l’attenzione internazionale ricevuta, ma è comunque impossibile non chiedersi perché la morte di una singola persona riceva una copertura più ampia delle atrocità saudite in corso nello Yemen. È perché una storia drammatica che coinvolge una singola personalità è più facile da comprendere di una guerra combattuta per complesse questioni politiche ed etniche, oppure perché i

Saif al-Islam Gheddafi, il convitato di pietra dello scenario libico

A cura di Enrico Vigna, settembre 2018 Nonostante il silenzio dei media il figlio di Muammar Gheddafi ha confermato la sua candidatura alle prossime elezioni per la presidenza della Libia. “In nome di Allah e con la benedizione di Allah, dichiaro al nostro caro popolo che ho deciso di candidarmi per le elezioni presidenziali”. بسم الله وعلى بركة الله اُعلن لشعبنا العزيز أنني قررت الترشح لانتخابات الرئاسة“ Saif al-Islam Gheddafi

Botta e risposta  con l’Ambasciatore della Lettonia

L’Ambasciatore della Lettonia in Italia, Solvita Aboltina, ha scritto al Manifesto a proposito di un articolo di Manlio Dinucci. Riportiamo la lettera e la risposta pubblicate sul giornale il 10 ottobre e, in appendice, l’articolo citato e il relativo video. Lettera al Manifesto dell’Ambasciatore della Lettonia Roma, 5 ottobre 2018 N.IT-26365 Egregi Vorrei fare riferimento all’articolo sulla Lettonia dal titolo “L’arte della guerra – Lettonia, la nuova cortina di ferro”