Tag "Palestina"

Nethanyahu è fuori, ma per i palestinesi nulla è cambiato

Un mese dopo la fine delle ostilità tra Israele e Hamas, gli eventi sul campo dimostrano che poco è cambiato. E ancora una volta, i media statunitensi stanno ignorando la strisciante annessione di terre palestinesi da parte di Israele, così come il suo comportamento brutalmente aggressivo nei confronti della popolazione palestinese. Sembrava esserci stato un risveglio della stampa lo scorso mese – specialmente per la copertura data allo sforzo compiuto

Palestina: Hamas sconfigge Israele

Proprio come nel 2006, quando sia Ehud Olmert che George Bush dichiararono che l’“invincibile IDF” aveva, ancora una volta, ottenuto una “gloriosa vittoria” e l’intero Medio Oriente quasi morì di risate ascoltando questa ridicola affermazione, oggi sia negli Stati Uniti che in Israele la macchina della propaganda ha dichiarato un’altra “gloriosa” vittoria per lo “stato Ebraico di Israele” nonché “unica democrazia in Medio Oriente”. E, proprio come nel 2006, tutti

Sitrep con Stefano Orsi Nr.094

Sono passate tre settimane dall’ultima puntata, in questa occasione partiremo dalla Siria per le ultime notizie, ci sposteremo in Yemen e parleremo della Repubblica Centro Africana. Infine l’argomento delle settimane passate, l’azione di guerra israeliana in Palestina. Ringrazio gli ascoltatori per l’attenzione e per la presenza, ringrazio Stefano per la pazienza e la costanza nell’aggiornarci. Buona visione e alla prossima!

Il rebus Papa-Sistani

Sotto ogni punto di vista storico, ha segnato una svolta: il primo incontro dal VII secolo tra un Papa della Chiesa Cattolica Romana e il leader spirituale sciita considerato una “fonte di emulazione”. Ci vorrà molto tempo per valutare tutte le implicazioni dell’immensamente intrigante conversazione faccia a faccia di 50 minuti, con la sola presenza degli interpreti, tra Papa Francesco e il Grand Ayatollah Sistani presso l’umile abitazione di quest’ultimo,

Israele non firma gli accordi di “pace”

Organi di stampa corporativi come Forbes (l’11/9/2020), Bloomberg (il 15/9/2020), CNN (il 15/9/2020) e il Washington Post (il 16/9/2020) [tutti in inglese] hanno descritto come accordi di “pace” quelli recenti che normalizzano le relazioni di Israele con gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrain. Questa è una etichetta fuorviante applicata ad accordi che aiutano a cementare una guerrafondaia alleanza militare contro l’Iran, e che permettono di continuare la violenza contro

Erdogan porta nel Medio Oriente le sue “ambizioni ottomane”

Quando Erdogan ha ospitato recentemente i leader di Hamas, inclusi quei leader della resistenza palestinese dichiarati dagli USA “terroristi” e “ricercati”, non sono suonati allarmi a Gerusalemme, Abu Dhabi o Riad. Al contrario, l’incontro di Erdogan ha dimostrato come la Turchia stia pianificando la risposta alla nuova configurazione regionale [in inglese] che mette Israele nel cuore del Medio Oriente a fianco degli Emirati Arabi Uniti, come nuovo leader auto-nominatisi del

Intervista al Ministro degli Esteri Sergey Lavrov pubblicata su Trud il 21 agosto 2020

Domanda: Quest’anno le Nazioni Unite celebrano i 75 anni e terranno la 75ma Assemblea Generale. Verranno presentati altri e nuovi temi che non erano prima in agenda? Su quali questioni la Russia vuole lavorare? Sergey Lavrov: Vero, quest’anno le Nazioni Unite compiono 75 anni. Tale anniversario ha un particolare significato per la Russia come membro fondatore e membro permanente del Consiglio di Sicurezza. Crediamo che dovrebbe contribuire a rafforzare ulteriormente

La pandemia non ha portato ad un cessate il fuoco, ma è poco probabile una grande guerra regionale durante il coronavirus

Sembrerebbe logico aspettarsi che le guerre nell’era del Coronavirus diventino secondarie rispetto all’ossessione globale di un’orribile pandemia che si rifiuta di estinguersi. Invece, in molte parti del Medio Oriente si continua a combattere. Il regime saudita (appoggiato dall’intera coalizione occidentale) prosegue la sua brutale guerra contro lo Yemen, mentre la guerra civile libica (innescata dalla “liberazione” del paese ad opera della NATO del Presidente Barack Obama) non si è placata,

L’occupazione militare israeliana deve essere discussa in un contesto coloniale.

Nel giugno del 1967, Israele ha costretto 400.000 palestinesi a lasciare i propri territori in seguito alla Guerra dei Sei Giorni. La Naksa [la ricaduta] rappresenta la principale ondata di espulsioni di palestinesi dopo la Nakba [la catastrofe] del 1948, e dette origine alla conquista da parte di Israele della Striscia di Gaza, di Gerusalemme e della West Bank. Decenni  dopo, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ritiene ancora di avere

La Brigata Carpatica polacca

Jenny Grant           @SilenceInPolish 19:36    14 giugno 2020 “Se sta per esser buttata nella spazzatura o forse ceduta agli Unni, è meglio prenderla nelle nostre mani…” Nel giugno 1940, mentre Pétain cercava un armistizio con Hitler, una scelta difficile si presentava ai quattromila polacchi della Brigata Carpatica posta sotto il comando francese in Siria.   Jenny Grant           @SilenceInPolish 19:36    14 giugno 2020 Dislocata a Homs, la brigata era composta dai polacchi