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Quali sono i motivi dell’intervento militare russo?

Alcuni anni fa ho discusso [in inglese] della possibile rilevanza della teoria della prospettiva per l’annessione russa della Crimea. La teoria della prospettiva suggerisce che è più probabile che gli esseri umani decidano di correre dei rischi per evitare una perdita che per ottenere un guadagno. Ciò si adatta alla ben nota inclinazione psicologica dell’avversione alla perdita. Perdere cose ci infastidisce molto di più che non riuscire a guadagnare cose.

Analisi dei risultati delle elezioni russe

I risultati delle elezioni della scorsa settimana alla camera bassa del Parlamento russo, la Duma di Stato, sono arrivati. I grandi vincitori? Il partito al governo Russia Unita (UR) che ha ottenuto il 50% dei voti. Il secondo è stato il Partito Comunista della Federazione Russa al 19%; il successivo con il 7,5% è stato il Partito Liberal-Democratico di Russia (LDPR) di Vladimir Zhirinovsky e Russia Giusta; e l’ultima a

I liberali russi speravano in una rivoluzione di strada contro Putin.

Ora potrebbero rendersi conto di aver sprecato anni in una strategia destinata a fallire. I Liberali russi sperano da tempo in una rivolta di massa contro il governo di Vladimir Putin. Ma, poiché il sostegno del presidente mostra pochi segni di cedimento dopo quasi 18 anni in carica, la rivoluzione non si vede da nessuna parte. Ora, una serie di sviluppi, incluso un saggio sul quotidiano di tendenza liberale, Novaja

Altri pensieri sulla Bielorussia

Dopo aver scritto il mio recente pezzo sulla passata ammirazione dei Liberali russi per il Generale Pinochet, Mark Galleotti ha pubblicato un breve commento dicendo che non avrei dovuto scrivere quello che ho scritto, non perché sia falso (cosa che non è), ma perché fa sembrare cattivi i Liberali russi, e quindi mina la loro lotta contro il malvagio regime di Putin (o cose di questo genere). Una logica molto

Gli esperti occidentali credevano che l’Ucraina post-Maidan sarebbe stata un “esempio” per la Russia – ma è diventata un ammonimento

  Molti Liberali russi ed esperti stranieri hanno visto il “Maidan” ucraino del 2014 come un evento che avrebbe ispirato il cambiamento a Mosca. Oggi, mentre una Kiev sempre più disfunzionale reprime la libertà di parola, sembra più un ammonimento. Nel maggio 2014, il neoeletto presidente ucraino Petro Poroshenko promise che avrebbe portato rapidamente la pace nel paese. “L’operazione antiterrorismo non può e non deve durare due o tre mesi.

Gli ultimi sondaggi minano i proclami sulla crescente insoddisfazione in Russia

Qualcosa è cambiato, ci viene detto ancora e ancora. Dopo due decenni di malgoverno, i russi sono sempre più stufi di Vladimir Putin e del suo “regime”. Le recenti proteste provocate dall’arresto di Aleksej Navalnyj sono solo la punta dell’iceberg, sotto il quale c’è un’enorme ondata di insoddisfazione che aspetta solo di scatenarsi. Ma è così? Da un lato, i giornalisti forniscono prove aneddotiche a sostegno di queste rivendicazioni. Dall’altra

Steinmeier mania

Questa settimana i media russi e ucraini sono stati in fermento per la notizia che il governo ucraino ha accettato la “Formula Steinmeier”, che ha lo scopo di aiutare a regolare il reinserimento del Donbass ribelle nell’Ucraina. I sostenitori dell’ex presidente ucraino Petro Poroshenko, così come i membri dell’estrema destra ucraina, denunciano la mossa come un tradimento. Altri, tuttavia, sperano che sia un primo passo importante verso la pace. In

Il candidato della pace?

L’imminente vittoria di Volodymyr Zelenskyj nelle elezioni presidenziali ucraine sta spaccando i commentatori. Da un lato, ci sono gli ottimisti. Zelensky è meno legato al voto nazionalista dell’attuale presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, e ha evitato il divisivo linguaggio etno-nazionale che ha caratterizzato la campagna di Poroshenko. Secondo gli ottimisti, quindi, sarà in una posizione migliore per porre fine al conflitto in Donbass. Serhiy Kudelia, ad esempio, sottolinea [in inglese] che

Violare i diritti umani

Mi sono imbattuto nel seguente testo mentre leggevo il giornale The Globe and Mail a colazione, stamattina. Facendo riferimento all’ex ministro degli Esteri canadese, Lloyd Axworthy, che ha guidato la missione canadese per osservare le elezioni presidenziali in Ucraina, il Globe ha informato [in inglese] i lettori che: La Russia sta violando i diritti umani delle persone che vivono in Crimea, e di altre zone sostenute dal Cremlino nell’Ucraina orientale,

Russia: sia malvagia che super-efficiente

Nel suo libro Lo Stato Hitleriano del 1969, lo storico tedesco Martin Broszat descrisse come lo stato nazista apparentemente molto centralizzato fosse in realtà decisamente anarchico. Il Fuhrer, desiderando concentrare tutto il potere nelle sue mani, gestiva un sistema di divide et impera progettato per impedire ai suoi subordinati di coalizzarsi per poter contrastare la sua volontà. Piuttosto che riunirsi per prendere decisioni collettive, ciascun ministero operava separatamente, con ciascun