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Gli esperti occidentali credevano che l’Ucraina post-Maidan sarebbe stata un “esempio” per la Russia – ma è diventata un ammonimento

  Molti Liberali russi ed esperti stranieri hanno visto il “Maidan” ucraino del 2014 come un evento che avrebbe ispirato il cambiamento a Mosca. Oggi, mentre una Kiev sempre più disfunzionale reprime la libertà di parola, sembra più un ammonimento. Nel maggio 2014, il neoeletto presidente ucraino Petro Poroshenko promise che avrebbe portato rapidamente la pace nel paese. “L’operazione antiterrorismo non può e non deve durare due o tre mesi.

Gli ultimi sondaggi minano i proclami sulla crescente insoddisfazione in Russia

Qualcosa è cambiato, ci viene detto ancora e ancora. Dopo due decenni di malgoverno, i russi sono sempre più stufi di Vladimir Putin e del suo “regime”. Le recenti proteste provocate dall’arresto di Aleksej Navalnyj sono solo la punta dell’iceberg, sotto il quale c’è un’enorme ondata di insoddisfazione che aspetta solo di scatenarsi. Ma è così? Da un lato, i giornalisti forniscono prove aneddotiche a sostegno di queste rivendicazioni. Dall’altra

Steinmeier mania

Questa settimana i media russi e ucraini sono stati in fermento per la notizia che il governo ucraino ha accettato la “Formula Steinmeier”, che ha lo scopo di aiutare a regolare il reinserimento del Donbass ribelle nell’Ucraina. I sostenitori dell’ex presidente ucraino Petro Poroshenko, così come i membri dell’estrema destra ucraina, denunciano la mossa come un tradimento. Altri, tuttavia, sperano che sia un primo passo importante verso la pace. In

Il candidato della pace?

L’imminente vittoria di Volodymyr Zelenskyj nelle elezioni presidenziali ucraine sta spaccando i commentatori. Da un lato, ci sono gli ottimisti. Zelensky è meno legato al voto nazionalista dell’attuale presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, e ha evitato il divisivo linguaggio etno-nazionale che ha caratterizzato la campagna di Poroshenko. Secondo gli ottimisti, quindi, sarà in una posizione migliore per porre fine al conflitto in Donbass. Serhiy Kudelia, ad esempio, sottolinea [in inglese] che

Violare i diritti umani

Mi sono imbattuto nel seguente testo mentre leggevo il giornale The Globe and Mail a colazione, stamattina. Facendo riferimento all’ex ministro degli Esteri canadese, Lloyd Axworthy, che ha guidato la missione canadese per osservare le elezioni presidenziali in Ucraina, il Globe ha informato [in inglese] i lettori che: La Russia sta violando i diritti umani delle persone che vivono in Crimea, e di altre zone sostenute dal Cremlino nell’Ucraina orientale,

Russia: sia malvagia che super-efficiente

Nel suo libro Lo Stato Hitleriano del 1969, lo storico tedesco Martin Broszat descrisse come lo stato nazista apparentemente molto centralizzato fosse in realtà decisamente anarchico. Il Fuhrer, desiderando concentrare tutto il potere nelle sue mani, gestiva un sistema di divide et impera progettato per impedire ai suoi subordinati di coalizzarsi per poter contrastare la sua volontà. Piuttosto che riunirsi per prendere decisioni collettive, ciascun ministero operava separatamente, con ciascun

La resiliente Russia

C’è una razza particolare di osservatori della Russia a cui piace prevedere l’imminente collasso del paese. Secondo tali “esperti”, la Russia è perennemente sull’orlo di disordini sociali, dell’instabilità e forse anche della rivoluzione. L’apparente popolarità del Presidente Vladimir Putin e l’apparente forza dello Stato russo sono solo delle facciate che nascondono un paiolo ribollente di malcontento che rischia di straripare nel momento in cui lo Stato aprirà il coperchio rilassando