Tag "Pentagono"

“NATO Go Home!”

Il Presidente Trump trascorrerà l’ultimo anno del suo primo mandato portando i suoi ragazzi a casa. Ci si aspetta che tutte le truppe statunitensi di stanza nel Medio Oriente e in Africa si ritirino. Tuttavia, questo ritiro delle truppe non significherà in alcun modo la fine dell’autorità degli Stati Uniti in queste regioni del mondo. Al contrario.   La strategia del Pentagono Dal 2001 – e questo è uno dei

Capire perché mentono e perché la fanno franca

Al posto di una normale introduzione: la conta dei danni eternamente in evoluzione Amici, il Pentagono l’ha fatto di nuovo. Tramite la CNN [in inglese], ovviamente. Ecco le “ultime notizie”: A oltre 100 soldati statunitensi sono stati diagnosticati lievi traumi cranici a seguito dell’attacco missilistico iraniano dell’8 gennaio alla base militare di Al Asad in Iraq, secondo un funzionario americano a conoscenza delle ultime informazioni? Sul suo sito web, Colonel

Per merito di un Capitano della Marina sovietica siamo sopravvissuti al 1962

Il 27 ottobre 1962 è il giorno in cui noi esseri umani, grazie al Capitano di sottomarino della Marina sovietica Vasili Alexandrovic Arkhipov, siamo scampati all’estinzione. Arkhipov insistette nell’attenersi strettamente alla procedura per l’utilizzo di armi nucleari. Si impose sui colleghi del sottomarino sovietico B-59 che, senza la necessaria autorizzazione da Mosca, volevano colpire la squadra navale della USS Randolph, vicino a Cuba, con un siluro nucleare da 10 kilotoni.

Siamo tutti ostaggi dell’11 Settembre

Dopo cinque anni di cronaca sulla Guerra Globale al Terrore, molte domande sugli attacchi americani rimangono senza risposta. L’Afghanistan è stato bombardato e invaso a causa dell’11 Settembre. Ero lì dall’inizio, prima dell’attacco alle Torri Gemelle. Il 20 agosto 2001, avevo intervistato [in inglese] il comandante Ahmad Shah Massoud, il “Leone del Panjshir”, che mi aveva parlato della “non-santa alleanza” tra Talebani, al-Qaeda e ISI (l’intelligence pakistana). Tornato a Peshawar,

Venezuela: andiamo al sodo

La Guerra Fredda 2.0 ha colpito il Sud America con un tuono, mettendo di fronte gli Stati Uniti e i suoi prevedibili lacchè contro i quattro pilastri della marcia verso l’integrazione euroasiatica: Russia, Cina, Iran e Turchia. È il petrolio, stupido. Ma c’è molto di più di quel che colpisce gli (oleosi) occhi. Caracas ha commesso il peccato capitale agli occhi dell’Eccezionalistan: commerciare il petrolio aggirando il dollaro degli Stati

L’aggressione americana al Venezuela come strumento diagnostico

I Neoconservatori non cessano mai di stupirmi e la loro ultima trovata con il Venezuela rientra in questa bizzarra categoria di eventi che sono assolutamente impensabili e allo stesso tempo assolutamente prevedibili. Questa apparente contraddizione logica è il risultato diretto di una visione del mondo e di una mentalità che è, credo, unica dei Neoconservatori: un mix di arroganza imperiale e infinita arroganza, una completa mancanza di decenza, un totale

Perché l’India dovrebbe prestare attenzione alla diatriba sugli S-400 fra USA e Turchia

Un sacco di sciocchezze sono state messe in risalto dai lobbisti americani durante lo scorso anno, nel senso che Washington era impaziente di punire l’India per aver acquistato il sistema anti missilistico S-400. Questa fobia è stata attentamente fatta circolare nelle discussioni indiane dai gruppi di esperti americani. L’esempio più eclatante è stato dell’esperto strategico indo-americano Ashley Tellis che ha scritto [in inglese] un saggio energico, presentato dalla Carnegie di

La Trenta in mimetica per la «pace» in Afghanistan

La ministra della Difesa Elisabetta Trenta (M5S), ai microfoni di una radio musicale, ha intonato «C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones», dicendo «Questa canzone mi fa venire in mente il valore della pace, un valore inestimabile che dobbiamo preservare sempre». Una decina di giorni dopo, in divisa mimetica in Afghanistan, la ministra esaltava «la nostra presenza in armi fuori dai confini dell’Italia, guidata

Dietro l’attacco USA agli smartphone cinesi

Dopo aver imposto pesanti dazi su merci cinesi per 250 miliardi di dollari, il presidente Trump al G-20 ha accettato una «tregua» posticipando ulteriori misure, soprattutto perché l’economia USA è colpita dalla ritorsione cinese. Ma oltre alle ragioni commerciali ci sono quelle strategiche. Sotto pressione del Pentagono e delle agenzie di intelligence, gli USA hanno bandito gli smartphone e le infrastrutture di telecomunicazioni della società cinese Huawei, con l’accusa che

L’Arte della Guerra – Torna l’incubo dei missili a Comiso

Il piano fu preannunciato tre anni fa, durante l’amministrazone Obama, quando funzionari del Pentagono dichiararono che «di fronte all’aggressione russa, gli Stati uniti stanno considerando lo spiegamento in Europa di missili da crociera con base a terra» ***** Video a cura di PandoraTV e Manlio Dinucci