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Tag "Pepe Escobar"

Putin, Trump e “il mio ragazzo” Macron

Il confronto di tre ore tra Vladimir Putin ed Emmanuel Macron a Versailles offre alcuni affascinanti suggestioni geopolitiche. Macron si è spinto a dire che “nessuno dei grandi problemi del mondo può essere risolto prescindendo dalla Russia”. A proposito della guerra in Siria, argomento in cima alla loro agenda, ha affermato che c’è bisogno di “una soluzione politica inclusiva”. Mentre, sul terrorismo, il suo ospite ha dichiarato: “È impossibile combattere

Russofobia: non ci sarà alcun “reset”

Alla fine, il reset era quasi avvenuto: diciamo una sorta di tentativo di mettere in pausa la Guerra Fredda 2.0. I giorni interminabili di “urla e furore” arrancavano, quando finalmente il Presidente Trump ha deciso che la NATO “non è più obsoleta”. Ma lui vuole “andare d’accordo” con la Russia. Poco prima di incontrare il Segretario di Stato americano Rex Tillerson a Mosca, il Presidente Vladimir Putin ha spiegato [in inglese]

Emmanuel “Clinton” versus Marine “LeTrump”

Ecco la conta delle vittime del più recente terremoto geopolitico che sta affliggendo l’Occidente: il Partito Socialista in Francia è morto, la Destra tradizionale è in coma, quello che era l’estrema sinistra è ancora viva e vegeta . Ma ciò che si supponeva essere uno shock del nuovo, non è esattamente uno shock. Più le cose virano verso un cambiamento (in cui possiamo credere), più rimangono le stesse. Ecco la nuova

Iran: target del Pentagono (e del Daesh)

Il Generale Joseph Votel  – comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) – ha recitato la sua versione del Dottor Stranamore di fronte al Comitato delle Forze Armate della Camera statunitense. “Ci dobbiamo concentrare sulle opportunità di fermare l’Iran con le armi o altri mezzi”. Orwelliani come possono essere i nostri tempi, suona comunque come una dichiarazione di guerra. Con la conseguenza intrinseca di fare a pezzi l’accordo sul

Retroscena dello scontro fra Trump e lo Stato Profondo

La storia vera dietro La Caduta di Michael Flynn è stata confermata da un insider bene informato, che aveva precedentemente dettagliato il modo in cui si svilupperà la politica estera dell’amministrazione Trump. Secondo la mia fonte, che avevo soprannominato “X”, “Flynn [in inglese] è stato rimosso perché stava smuovendo le acque per un attacco contro l’Iran che avrebbe avuto conseguenze disastrose.  Avrebbe causato attacchi iraniani contro le fonti di petrolio occidentali

La palude colpisce ancora

La pacchiana soap opera di Michael Flynn si riduce a profuse fughe di notizie della CIA a vantaggio dei giornali locali, il che porta al finale di partita desiderato: una vittoria clamorosa per le fazioni dello Stato Profondo americano Neoconservatrici/Neoliberalconservatrici dure e pure in una particolare battaglia. Ma la guerra non è finita; in realtà è solo all’inizio. Anche prima della caduta di Flynn, gli analisti russi stavano avidamente discutendo

L’era Trump inizia adesso – nei campi geopolitico e geoeconomico una serie di colpi di scena imminenti e imprevedibili

Ho spiegato già [in inglese] che la strategia di Henry Kissinger, il guru di Trump in politica estera, per affrontare il formidabile trio dell’integrazione eurasiatica – Russia, Cina ed Iran – è una rivisitazione del Divide et Impera; sedurre la Russia allontanandola dalla sua partnership con la Cina, e contemporaneamente continuare a tormentarne il membro più debole, l’Iran. E infatti è quello che sta già succedendo – come si capisce dalle

Le regole del gioco, di Trump.

Il generale James “Mad Dog” [“cane pazzo”] Mattis, scelto dal presidente eletto Donald Trump come nuovo capo del Pentagono, è un servitore modello dell’Impero del Caos. Il suo marchio di fabbrica non poteva che essere “caos” [in inglese]. Il Marine Corps Special Operations Command (MARSOC) ne tesse addirittura il panegirico: “San Mattis da Quantico, Santo Patrono del Caos”. Il Santo, nella sua iconografia pop, fa bella mostra di un coltello

Terremoto-Trump

Ciò che è appena accaduto nella “Nazione Indispensabile” è niente meno che un 11 settembre geopolitico. Ovviamente, con una differenza sostanziale: l’attentatore suicida è riuscito a sgusciare via dall’attacco, andato a buon fine, che puntava a decimare praticamente tutto l’establishment del partito della guerra-neocon-neoliberalcon-Wall Street-think tank-media corporativi. E poi, una volta posatesi le ceneri, quando nessuno credeva di rivederlo, eccolo riapparire per calare “l’asso piglia tutto” [Gioco di parole sul verbo

La Russia vede il bluff del Partito della Guerra

La Guerra Fredda 2.0 ha raggiunto un livello di isteria che non ha precedenti. Dalla macchina (da soldi) dei Clinton – sostenuta dal complesso dei think tank neoconservatori/neo-liberal-conservatori – all’establishment britannico e i suoi portavoce nelle corporation mediatiche, gli autonominati “leader del mondo libero” anglo-americani spingono la demonizzazione della Russia e del “Putinismo” alla pura incandescenza  [in inglese]. Eppure non scoppierà una guerra vera – prima o dopo le elezioni