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Il rimpasto del governo ucraino fa entrare politici legati agli USA e all’oligarchia al potere

Mercoledì 4 marzo l’intero governo ucraino si è dimesso dopo che il Parlamento (Verchovna Rada) ha votato in modo schiacciante accettando le dimissioni presentate dal Primo Ministro Oleksiy Honcharuk. Poco dopo, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha licenziato l’intero gabinetto di Honcharuk. Il giorno dopo, il 5 marzo, la Verchovna Rada ha approvato un voto di sfiducia al Procuratore Generale dello Stato, Ruslan Ryaboshapka. Honcharuk se ne va dopo soli

Zelenskyj si allinea al Nazismo

È difficile non dispiacersi per Volodymyr Zelenskyj. È il talentuoso comico che si è fatto eleggere presidente dell’Ucraina lo scorso aprile perché era tutto ciò che Petro Poroshenko all’epoca non era. Laddove Poroshenko utilizzava lo slogan “Esercito, lingua, fede”, Zelenskyj è un ebreo che parla meglio il russo dell’ucraino ed è particolarmente freddo nei confronti della guerra contro i ribelli filorussi nell’est. Era il non-Poroshenko, motivo per cui le masse

L’Ucraina può essere salvata solo dal rifiuto sia del nazionalismo che della decomunistizzazione idiota.

Le autorità ucraine non hanno mai compreso perché il loro paese abbia iniziato a cadere a pezzi. Intendono ancora continuare con una politica di ucrainizzazione, e perseguono lo stabilirsi di uno stato mono-etnico, anche se in modalità più morbida rispetto a quanto accadeva con Poroshenko. E questo nonostante il fatto che nella stessa Europa, dove l’Ucraina post-Maidan aspira ad entrare, la politica di unificazione è stata da lungo tempo abbandonata.

Autopsia degli Accordi di Minsk

Il recente vertice di Parigi, e i giorni subito dopo il vertice, hanno fatto molta chiarezza sul futuro degli Accordi di Minsk. In breve: Kiev li ha ufficialmente respinti (respingendo sia la serie di passaggi, che molti punti fondamentali). Per coloro che sono interessati, guardiamo un po’ più in dettaglio. Primo, cos’è appena accaduto Innanzitutto, qui di seguito sono riportati degli estratti della Conferenza di Parigi e delle dichiarazioni da

La pace in Ucraina ostaggio della russofobia di Washington

Dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha concluso i colloqui di pace multilaterali a Parigi, il messaggio dei media è stato che “nessuna linea rossa era stata superata” nei negoziati con il leader russo Vladimir Putin. Sembrava che Zelenskyj fosse molto più interessato a cercare di rassicurare gli osservatori che non aveva “capitolato” a Putin, piuttosto che impegnarsi in un dialogo autentico per risolvere il conflitto del suo paese.

Vertice del Formato Normandia per il futuro dell’Ucraina: cosa c’è in gioco?

Parigi ospiterà il primo vertice del cosiddetto Formato Normandia dopo oltre tre anni. L’appuntamento è possibile grazie a un cambio di potere in Ucraina e ad una posizione molto attiva di Macron. Che carte hanno in mano le parti interessate? Carta bianca virtuale per Zelenskyj Volodymyr Zelenskyj ha il più grande interesse di tutti. Consegnandogli la vittoria alle elezioni di primavera, gli elettori speravano nella pace, in un armistizio nel

La guerra in Ucraina – quella che non vi è stato detto

Quando sentite parlare della guerra in Ucraina, potreste pensare al conflitto tra Ucraina e Russia di cui i media occidentali tradizionali vanno sbraitando da circa cinque anni. Quella guerra è falsa, falsa come la storia della collusione Trump-Russia. Se ci fosse mai stata una guerra tra Ucraina e Russia, sarebbe finita molto tempo fa. Come disse Vladimir Putin al capo dell’UE Manuel Barroso nel 2014, i carri armati russi potrebbero

Ucraina: dieci punti di discussione per persone razionali

1. L’Ucraina è la più grande nazione in Europa, con un confine terrestre di 1400 miglia con la Russia. Il governo degli Stati Uniti dai tempi di Bill Clinton ha cercato di integrare l’Ucraina nell’alleanza militare anti-russa della NATO. 2. La NATO è un artefatto della prima Guerra Fredda e della Dottrina Truman, che promise tutti i mezzi necessari per fermare la diffusione del Comunismo. Fondata nel 1949, quando gli

Il doloroso viaggio dell’Ucraina Indipendente attraverso le cinque fasi del dolore

Nel mio articolo del 25 luglio intitolato “Il dilemma di Zelenskyj”, avevo sottolineato la strutturale asimmetria della configurazione del potere in Ucraina a seguito della schiacciante vittoria di Zelenskyj su Poroshenko: anche se una grande maggioranza di Ucraini ha chiaramente votato per fermare la guerra e ripristinare un qualche tipo di pace nel paese, le vere leve del potere nello stato del Banderastan post-Maidan sono tutte in mano ad ogni

Il saccheggio dell’Ucraina da parte dei corrotti del Partito Democratico americano

Una conversazione con Oleg Tsarev rivela la presunta identità della “talpa su Trump e l’Ucraina” Alti esponenti del Partito Democratico sono coinvolti nel saccheggio dell’Ucraina: nuovi nomi, conti da capogiro. La misteriosa “talpa”, la cui testimonianza aveva dato il via al caso di impeachment, viene nominata nell’’intervista in esclusiva per Unz Review di un noto politico ucraino, ex membro del Parlamento con quattro mandati, candidato alla presidenza dell’Ucraina: Oleg Tsarev.