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Guerra di aggressione: la carneficina dei sauditi e degli Emirati Arabi Uniti nello Yemen non è un conflitto per procura con l’Iran

Se gli Emirati e l’Arabia Saudita da un lato esercitano il totale controllo sui giornalisti consentendo loro di visitare solo alcune parti dello Yemen, e di conseguenza raccontare solo un certo tipo di storie, dall’altro tramite i loro investimenti in relazioni pubbliche, in lobbisti, in gruppi di riflessione e in consulenti politici stanno modellando la narrativa sulla loro guerra in quell’area. Scrittori, corrispondenti dell’informazione, la stessa Wikipedia e persino alcuni cosiddetti

Le supposizioni errate sulla guerra in Siria

EHSANI2                     @EHSANI22 07:02 – 7 mar 2018   La “crisi siriana” si riduce, alla fin fine, a quelli che hanno fatto un sacco di supposizioni errate e che poi non hanno mai ammesso i propri errori.   EHSANI2                     @EHSANI22     Errore n° 1: Errate estrapolazioni – Se ciò è avvenuto velocemente

La storia dietro la Notte dei Lunghi Coltelli saudita

Principi, ministri e un miliardario sono “imprigionati” nel Ritz-Carlton di Riyad, e sembra che l’Esercito dell’Arabia Saudita sia in tumulto Re Salman della Dinastia Saudita ha creato una commissione “anti-corruzione” con ampi poteri, e ne ha nominato presidente suo figlio, il Principe Ereditario Mohammad Bin Salman, alias MBS. Poco dopo, la Commissione ha incarcerato 11 principi della Dinastia Saudita, quattro ministri in carica e decine di ex principi/segretari di gabinetto

Trump: ballando coi lupi sul Titanic

Robert Fisk non poteva esprimersi meglio: “Trump sta per fare un vero casino in Medio Oriente” [in Inglese]. A seguito della sua decisione fantasticamente stupida di attaccare i militari siriani con missili da crociera, Trump, o per meglio dire dire, le persone che decidono per lui, probabilmente hanno capito che era “game over” per qualsiasi politica statunitense in Medio Oriente, così hanno fatto l’unica cosa che potevano fare: sono corsi

La causalità della frutta marcia

Il mio amico Anwar Khan ha recentemente scritto un interessante editoriale [in inglese] nel quale ha espresso il suo disaccordo con quello che ha percepito come un mio pregiudizio pro-Sciita, e nel quale ha ricordato alcune delle atrocità commesse dagli Sciiti. Non è mia intenzione scrivere una confutazione completa oggi, né penso che sia opportuno per me, in qualità di Cristiano Ortodosso, schierarsi in una controversia tra i Musulmani. Tuttavia,

La superficialità come sentiero verso Dio: sul presente conflitto fra i gruppi violenti e il Sunnismo storico – 2° parte

[La prima parte della serie si può leggere qui.] Parte II: “Chi sono i Sunniti? Un lamento” Seduto a rispondere a questa domanda, sono preda di un’incertezza inaspettata visto che quello che sembrava un compito facile è diventato poi piuttosto difficile. Facile perché potrei semplicemente tradurre un passaggio da uno dei centinaia di manuali del credo sunnita dove dare una definizione del Sunnismo è una normalissima procedura standard.  Inoltre, il

La superficialità come sentiero verso Dio: sul presente conflitto fra i gruppi violenti e il Sunnismo storico.

Nota del Saker: Sono stato contattato recentemente da un lettore del blog che, pur lodando il contenuto generale del blog, aveva avvertito con dispiacere una certa propensione a favore degli Sciiti dovuta, e su questo ci siamo trovati d’accordo, ad un certo numero di circostanze, incluse alcune legittime. Ma il mio lettore continuava a rammaricarsi di questa tendenza, ed io ho deciso di offrirgli la possibilità di presentare il suo

Le e-mail della Clinton, le Big Oil e il terrorismo contro i Musulmani Sciiti

Venerdì 1 Luglio, migliaia di persone si sono riunite pacificamente nelle strade di Zaria, una città nella parte settentrionale della Nigeria. I partecipanti portavano bandiere con sopra dipinte immagini della Cupola della Roccia a Gerusalemme, così come cartelloni e bandiere che condannavano Israele. L’ultimo venerdì del Ramadan, i Musulmani di tutto il mondo sono scesi in strada per la “Giornata di Al-Quds” per protestare contro Israele, e chiedere che “Al-Quds”