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La tragedia e l’inganno dell’esperimento nei Balcani della NATO: 20 anni dopo

Il 24 marzo 1999 era un ordinario giorno di scuola di metà settimana a Belgrado (mercoledì). All’improvviso, metà della mia classe liceale se ne andò in silenzio per andare a casa prima, citando i parenti d’oltreoceano che dicevano che la campagna di bombardamenti della NATO era iniziata nel sud, inclusa un’autorizzazione per colpire Belgrado. I miei amici e io (per i quali la TV satellitare era un lusso inimmaginabile!) lasciammo

La tragedia del Kosovo

Venti anni dopo, la campagna della NATO in Kosovo è una testimonianza degli orrori dell’“intervento umanitario”. Venti anni fa questa settimana, la NATO lanciò la sua prima grande campagna militare. Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e altre potenze della NATO bersagliarono la Serbia per 78 giorni. Non si trattava di un’operazione puramente militare: la NATO distrusse anche obiettivi denominati “a duplice uso”, come fabbriche, ponti e persino il principale

Il think tank terrorista di Washington

Un articolo di Brookings, ampiamente citato come un attacco alla relazione tra Arabia Saudita e ISIS, stabilisce un nuovo standard per la propaganda. Leggendo “How States Exploit Jihadists Foreign Fighters”, si capisce come  esso ribalti la realtà, incolpando le vittime, nazioni come il Pakistan e la Siria, mentre bacchetta leggermente la Turchia e l’Arabia Saudita. Da Insurge Intelligence, un’analisi di Nafeez Ahmed: “Alcuni dei più importanti movimenti di combattenti stranieri

Schiavitù 2017

Quando nel XVIII e XIX secolo gli schiavi africani non si “comportavano bene”, venivano picchiati con ferocia, qualche volta a morte, in modo che fossero di monito agli altri. Erano privati del cibo per le loro famiglie. Le donne venivano violentate. Erano venduti a padroni bianchi ancora più severi. Le loro vite valevano quanto il valore del lavoro che potevano rendere. Erano trattati come oggetti, senza calore umano. Oggi siamo

Mettere tutto a tacere nell’America che si prepara per la guerra

Tornando negli Stati Uniti in un anno di elezioni, sono colpito dal silenzio. Ho seguito quattro campagne presidenziali, iniziando da quella del 1968; ero con Robert Kennedy quando gli hanno sparato e ho visto il suo assassino prepararsi ad ucciderlo. È stato un battesimo alla “American way”, assieme alla violenza schiumante della polizia di Chicago alla convention truccata del Partito Democratico. La grande controrivoluzione era iniziata. Il primo ad essere