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Siria: un presunto attacco chimico suscita una risposta opposta da parte dell’Occidente

Dopo un altro presunto attacco con armi chimiche in Siria, alcuni mezzi di informazione occidentali hanno dato una risposta scettica, altri hanno addirittura taciuto il fatto. La reazione decisamente diversa rispetto alla consueta isteria da “attacco chimico” deriva dal fatto che, diversamente da incidenti precedenti, questa volta sembra che i responsabili siano i militanti che operano a Idlib, in Siria, con il sostegno occidentale. Si stanno ancora raccogliendo le prove

L’attacco franco-israeliano alla Siria

Tony Cartalucci              @TonyCartalucci 21:31 – 17 set 2018   La moderna arte della guerra è incredibilmente complessa, specialmente quando si combatte un avversario più grande e potente. C’è una moltitudine di ragioni sul perché la Russia si sia astenuta dall’usare i suoi sistemi di difesa aerea più sofisticati e sul perché abbia subito ripetutamente attacchi umilianti senza problemi.   Tony Cartalucci       

Americani e Sauditi assumono Al Qaeda per la guerra in Yemen

La Associated Press ha rivelato che la guerra sostenuta dagli Stati Uniti e guidata dai sauditi contro lo Yemen include l’uso di Al Qaeda come forza mercenaria contro i ribelli Houthi. Ciò conferma la realtà di quello che, fin dal 2011 e con la complicità dei media occidentali, è stato ampiamente respinto dai politici occidentali come “complottismo”. La prova che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno arruolato Al

Siria: l’ultimo spettacolo dei Caschi Bianchi

È noto che quando una nave affonda, l’equipaggio non si imbarca sulle scialuppe di salvataggio prima dei passeggeri. È ancora più nobile quando il capitano e l’equipaggio affondano con la nave. Quindi con quale livello di ignobilità dovremmo valutare la cosiddetta “Difesa Civile siriana” più comunemente nota come Caschi Bianchi? Ci viene detto che le forze siriane sostenute dall’aviazione russa stanno brutalizzando i resti dei “ribelli” nella Siria meridionale, vicino

L’azienda del terrore di Washington e Riad

Per decenni gli Stati Uniti, insieme agli alleati della NATO, hanno aiutato l’Arabia Saudita ad esportare il metodo di indottrinamento politico conosciuto come wahabismo, allo scopo di radicalizzare e ingrossare le fila di mercenari usati per scatenare guerre per procura e manipolare le popolazioni occidentali direttamente a casa loro. Ciò che per la casata dei Saud fu inizialmente un mezzo per stabilire, espandere e consolidare il proprio potere nella Penisola

Gli Stati Uniti vogliono gli sponsor dell’ISIS per ricostruire l’Iraq

Come la mafia locale che rompe i finestrini dell’auto di notte e li ripara di giorno, gli Stati Uniti hanno arruolato i propri partner del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) – Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti – a “ricostruire” l’Iraq sulla scia dello sconfitto Stato Islamico autoproclamato (ISIS), sponsorizzato da questi stessi stati.   L’agenzia di stampa Reuters in un articolo [in inglese] intitolato “I

Dalle Filippine al Myanmar: gli USA combatteranno il terrorismo sponsorizzato da Stati Uniti e Arabia

Con il recente attacco alla polizia in Myanmar da parte di terroristi descritti dalla Reuters [in inglese] come “ribelli musulmani”, e il terrorismo che affligge le Filippine, dove le forze armate sono alle prese con militanti del cosiddetto “Stato Islamico”, sembrerebbe che il terrorismo si sia diffuso in Sudest Asia senza preavviso. Tuttavia, l’improvviso aumento della violenza arriva in un momento in cui il cosiddetto “perno verso l’Asia” americano si è

La (in)significanza della morte di al-Baghdadi

Gli osservatori speranzosi dovrebbero ricordare come alla morte di bin Laden seguì l’espansione del terrorismo, non la sua sconfitta. Sono emersi ancora una volta resoconti che affermano che il presunto capo dell’autoproclamato “Stato Islamico” (ISIS), Abu Bakr al-Baghdadi, è stato ucciso – forse in un recente attacco aereo russo in Siria. Le notizie che confermano la morte di al-Baghdadi sembrano avere implicazioni significative per l’organizzazione terroristica e le sue operazioni

Teheran è sempre stata la destinazione finale dell’America, e di conseguenza dello Stato Islamico

Molte persone sono rimaste uccise e molte altre ferite negli attacchi terroristici coordinati nella capitale iraniana, Teheran. Sparatorie e attacchi dinamitardi hanno preso di mira il Parlamento iraniano e la tomba dell’Ayatollah Khomeini. Secondo la Reuters [in Inglese], il cosiddetto “Stato Islamico” ha rivendicato la responsabilità dell’attacco, che si è svolto solo pochi giorni dopo un altro attacco terroristico a Londra. A quanto sembra lo Stato Islamico si è assunto anche

Siria: guardando il confine giordano

Mentre l’attenzione per quanto riguarda il conflitto siriano si è spostata quasi esclusivamente sui recenti attacchi dei missili da crociera degli Stati Uniti, è evidente che gli attacchi sono stati progettati per gettare le basi per implicazioni molto più grandi. Particolare attenzione dev’essere prestata alle forze statunitensi che operano sia all’interno del territorio siriano che lungo i confini della Siria. Banalizzare l’uso di armi per attacchi da grande distanza come