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L’azienda del terrore di Washington e Riad

Per decenni gli Stati Uniti, insieme agli alleati della NATO, hanno aiutato l’Arabia Saudita ad esportare il metodo di indottrinamento politico conosciuto come wahabismo, allo scopo di radicalizzare e ingrossare le fila di mercenari usati per scatenare guerre per procura e manipolare le popolazioni occidentali direttamente a casa loro. Ciò che per la casata dei Saud fu inizialmente un mezzo per stabilire, espandere e consolidare il proprio potere nella Penisola

Gli Stati Uniti vogliono gli sponsor dell’ISIS per ricostruire l’Iraq

Come la mafia locale che rompe i finestrini dell’auto di notte e li ripara di giorno, gli Stati Uniti hanno arruolato i propri partner del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) – Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti – a “ricostruire” l’Iraq sulla scia dello sconfitto Stato Islamico autoproclamato (ISIS), sponsorizzato da questi stessi stati.   L’agenzia di stampa Reuters in un articolo [in inglese] intitolato “I

Dalle Filippine al Myanmar: gli USA combatteranno il terrorismo sponsorizzato da Stati Uniti e Arabia

Con il recente attacco alla polizia in Myanmar da parte di terroristi descritti dalla Reuters [in inglese] come “ribelli musulmani”, e il terrorismo che affligge le Filippine, dove le forze armate sono alle prese con militanti del cosiddetto “Stato Islamico”, sembrerebbe che il terrorismo si sia diffuso in Sudest Asia senza preavviso. Tuttavia, l’improvviso aumento della violenza arriva in un momento in cui il cosiddetto “perno verso l’Asia” americano si è

La (in)significanza della morte di al-Baghdadi

Gli osservatori speranzosi dovrebbero ricordare come alla morte di bin Laden seguì l’espansione del terrorismo, non la sua sconfitta. Sono emersi ancora una volta resoconti che affermano che il presunto capo dell’autoproclamato “Stato Islamico” (ISIS), Abu Bakr al-Baghdadi, è stato ucciso – forse in un recente attacco aereo russo in Siria. Le notizie che confermano la morte di al-Baghdadi sembrano avere implicazioni significative per l’organizzazione terroristica e le sue operazioni

Teheran è sempre stata la destinazione finale dell’America, e di conseguenza dello Stato Islamico

Molte persone sono rimaste uccise e molte altre ferite negli attacchi terroristici coordinati nella capitale iraniana, Teheran. Sparatorie e attacchi dinamitardi hanno preso di mira il Parlamento iraniano e la tomba dell’Ayatollah Khomeini. Secondo la Reuters [in Inglese], il cosiddetto “Stato Islamico” ha rivendicato la responsabilità dell’attacco, che si è svolto solo pochi giorni dopo un altro attacco terroristico a Londra. A quanto sembra lo Stato Islamico si è assunto anche

Siria: guardando il confine giordano

Mentre l’attenzione per quanto riguarda il conflitto siriano si è spostata quasi esclusivamente sui recenti attacchi dei missili da crociera degli Stati Uniti, è evidente che gli attacchi sono stati progettati per gettare le basi per implicazioni molto più grandi. Particolare attenzione dev’essere prestata alle forze statunitensi che operano sia all’interno del territorio siriano che lungo i confini della Siria. Banalizzare l’uso di armi per attacchi da grande distanza come

Se i terroristi hanno preso di mira la Russia, chi c’è dietro di loro?

Undici morti e decine di feriti in ciò che appare come un attacco terroristico alla rete metropolitana di San Pietroburgo. Gli analisti occidentali stanno attribuendo la colpa dell’attentato o ai terroristi ceceni presenti in Russia, o a gruppi terroristici affiliati ai fronti che stanno combattendo in Siria. Gli analisti occidentali stanno inoltre cercando di consolidare una versione che minimizza da una parte il significato degli attacchi, e dall’altro li usa

Rinominare Al Qaeda serve l’agenda degli Stati Uniti

25 marzo 2017 (Tony Cartalucci – NEO) – La RAND Corporation nel recente articolo dal titolo, “Al Qaeda in Siria può cambiare il suo nome, ma non la sua natura,” ammette ciò che era già stato sospettato nei confronti di gruppi definiti terroristici in Siria – che stanno attraversando una transizione nel tentativo dei loro sponsor statali di rafforzare la loro legittimità e risparmiarli dall’annientamento tra le maree che cambiano

I missili americani colpiscono le forze siriane che combattono Al Qaeda

Oltre 60 missili cruise lanciati dalle forze armate americane hanno colpito una base militare siriana vicino Homs, che attualmente costituisce la prima linea tra le forze arabo-siriane e varie organizzazioni – definite dallo stesso Dipartimento di Stato Americano – terroristiche , tra cui Al Nusra e l’autoproclamato Stato Islamico. Secondo quanto riportato, l’attacco è stato effettuato come ritorsione per un presunto “attacco con armi chimiche” vicino alla città di Idlib

Gli Stati Uniti espandono la loro invasione in Siria

La recente espansione delle forze militari statunitensi in Siria è nient’altro che il risultato prevedibile di un preciso programma che tiene sotto tiro la Siria fin dall’inizio della artificiale “Primavera Araba”. Il  Britannico  Independent, nell’articolo, “Marines statunitensi inviati in Siria per collaborare all’assedio della  “roccaforte di Raqqa” [in inglese] vorrebbe spiegare che: Centinaia di marines Usa sono arrivati in Siria armati con artiglieria pesante in preparazione di un assalto a Raqqa,