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Tag "Turchia"

Il piano russo-turco per il cessate il fuoco in Siria (IL TESTO UFFICIALE E LA SUA ANALISI)

Anche se l’accordo russo-turco per il cessate il fuoco offre il miglior percorso verso la pace in Siria e, in teoria, dà all’esercito siriano lo spazio necessario a ricostituirsi e affrontare la guerra contro Al Qaeda e ISIS, i suoi risultati in definitiva dipendono troppo dall’impegno del Presidente turco Erdogan per riporre grandi speranze sul suo successo. Come riportato in precedenza dal mio collega Adam Garrie, il 31 dicembre del

Assad non se ne andrà, la Siria rimarrà unita con un piano di pace fra Russia e Turchia

Contrariamente agli articoli dei media simpatizzanti per la Turchia, non ci sono accordi segreti russo – turchi per “federalizzare” la Siria, per spartirla in “zone di influenza” o per una rimozione dal potere del presidente Assad. Il 28 dicembre 2016, il giorno prima che i ministri degli Esteri russo e turco comunicassero il loro piano di cessate il fuoco al Segretario Generale dell’Onu e al Consiglio di Sicurezza, è apparso

Russia e Turchia: coerenza contro inaffidabilità

In questa breve analisi e valutazione, considereremo l’Impero Ottomano e la Turchia come un unico concetto, dal momento che attualmente il “neo-ottomanesimo” va di gran moda in Turchia, anche se riflette semplicemente l’arroganza del rigor mortis post-imperiale di un impero che è morto formalmente nel 1923. Prima di esaminare gli ultimi anni, va notato che, anche quando l’impero russo era in uno stato di debolezza, ha vinto la maggior parte

Ambasciatore russo assassinato: rappresaglia, ma di chi?

Pochi giorni dopo la liberazione della città della Siria settentrionale di Aleppo, l’ambasciatore russo in Turchia, Andrej Karlov, è stato ucciso mentre teneva un discorso in una galleria d’arte nella capitale della Turchia, Ankara. L’assassino, identificato come un ex agente della polizia turca, ha eseguito il familiare gesto del dito puntato verso il cielo utilizzato dalle organizzazioni terroristiche che operano nella vicina Siria, incluso il Fronte al-Nusra e l’autoproclamato “Stato

Alcune brevi considerazioni iniziali sull’assassinio dell’ambasciatore russo ad Ankara

Va bene, allora da stanotte abbiamo il nome dell’assassino: si tratta di Mevlut Mert Aydintas, un poliziotto di 22 anni, recentemente licenziato a seguito delle purghe anti-guleniste di Erdogan contro i responsabili del recente colpo di stato. C’è anche un video molto istruttivo sulle modalità dell’omicidio. Il video dell’attacco fa vedere anche qualcosa di molto importante: gli unici colpi sparati sono stati quelli dell’assassino. Guardate voi stessi. Questo può significare

Sommario sulla Siria: I fronti degli jihadisti cadono a pezzi – L’Egitto entra in lotta

L’esercito siriano (SAA) e i suoi alleati hanno fatto grandi progressi ad Aleppo est. Là, come pare da tutte le altre parti, i fronti degli jihadisti stanno crollando. Le divisioni interne dell’opposizione, riflesso delle divisioni fra i loro sponsor, ostacolano tutti i loro tentativi di intraprendere nuove iniziative, e la campagna aerea russa nelle retrovie dei “ribelli”, largamente sottotraccia, diminuisce le riserve dei materiali disponibili e di personale. Un nuovo

Strane alleanze si formano nel corso dell’Operazione Mosul

Come sempre succede, quando si organizza una grossa offensiva militare in una nazione dove convergono ed entrano in collisione interessi diversi, si vengono a creare delle alleanze. Se ne formano di nuove, e alcune di quelle vecchie hanno una battuta d’arresto. L’operazione dell’esercito iracheno a Mosul, un tempo la capitale dello Stato Islamico in Iraq, ha avuto lo stesso tipo di effetto. In questo modo, se da una parte ha

Le forze irachene a Mosul potrebbero essere la prima crisi di Trump

Le forze armate irachene si stanno impantanando nella battaglia di Mosul. Le truppe d’elite e le divisioni corazzate si stanno battendo per mantenere il possesso dei quartieri alla periferia est della città, opponendosi ai contrattacchi dei guerriglieri dell’ISIS, che usano tutta una rete di gallerie per muoversi senza essere visti. “In un giorno abbiamo avuto 37 morti e 70 feriti”, dice un ex ufficiale iracheno, aggiungendo che le forze armate