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Tag "Unione Sovietica"

Russia: la Questione nazionale

di Vladimir Putin Per la Russia – con la sua varietà di lingue, tradizioni, etnie e culture – la questione nazionale è, senza alcuna esagerazione, fondamentale. Ogni politico responsabile, ogni figura pubblica si deve rendere conto che una delle principali condizioni dell’esistenza stessa del nostro paese è la concordia civile e interetnica. Vediamo cosa sta succedendo nel mondo, e come si vanno accumulando i rischi più gravi. La realtà di

L’ISIS segna un punto nelle Filippine

Il caos è scoppiato a Marawi, città nel sud delle Filippine assediata dai miliziani, che hanno issato le bandiere del cosiddetto Stato Islamico.  Situata nell’isola meridionale di Mindanao, la città è di poco arretrata rispetto all’area principale di operazioni di Abu Sayaff, affiliato di Al Qaeda, nelle vicine isole di Jolo e Basilian. La testata inglese Indipendent, nell’articolo “I militanti collegati all’ISIS prendono in ostaggio preti e fedeli nelle Filippine”

L’orribile eredità di David Rockfeller

La morte a 101 anni di David Rockfeller, il patriarca de facto dell’establishment americano, è stata accompagnata dai media ufficiali con elogi sulla sua presunta filantropia. Io vorrei dare il mio contributo per fare un ritratto più veritiero del personaggio Il Secolo Americano dei Rockefeller Nel 1939, insieme ai suoi quattro fratelli Nelson, John D. III, Laurence e Winthrop, David Rockfeller e la loro Fondazione Rockfeller finanziarono i super segreti

Accordi di pace o resa politica? l’America latina, il Medio Oriente e l’Ucraina

Introduzione: Oltre 30 anni fa, un esperto leader contadino colombiano mi disse, “Ogni volta che leggo la parola “accordi di pace” sento il governo che affila i coltelli”. In tempi recenti, gli “accordi di pace” sono diventati un ritornello comune in tutto il mondo. In quasi ogni regione o paese che si trova nel bel mezzo di una guerra o di un’invasione, si sono aperte prospettive per negoziare “accordi di

Russofobia: il sintomo dell’implosione USA

C’è stato un periodo in cui la “russofobia” era un’efficace forma di controllo della popolazione, usata soprattutto dalla classe dirigente americana per motivare i cittadini statunitensi ad avere un sentimento di patriottismo. Non più. Ora la russofobia è un segnale di debolezza, di inarrestabile implosione della classe americana al comando per effetto di una decomposizione interna. Questa tecnica di propaganda ha funzionato bene durante i decenni della Guerra Fredda, quando

Stati Uniti contro Iran: una guerra di mele contro arance

Uno dei compiti più frustranti è quello di provare a sfatare i miti hollywoodiani impressi nella mente degli Americani riguardanti la guerra in generale e le forze speciali e la tecnologia in particolare. Quando la settimana scorsa scrissi l’articolo sui primi casini della presidenza Trump, ero assolutamente convinto che alcune delle mie argomentazioni non avrebbero avuto molto seguito e, indubbiamente, così è stato. Quello che vorrei fare oggi è tentare,

Come rendere nuovamente grande l’America con i soldi degli altri

Di recente molti dei commentatori più acuti hanno iniziato ad evidenziare il fatto che il piano per ”rendere nuovamente grande l’America” di Donald Trump potrebbe trovarsi di fronte ad un problema: la mancanza di fondi. Gli Stati Uniti sono in bancarotta, sprofondano sempre di più in un debito inestinguibile, incapaci di raggiungere un tasso di crescita economica che riesca almeno a contenere la crescita di questo debito. Sono nel bel

Le antiche radici spirituali della russofobia

Introduzione Il termine “russofobia” (l’odio e/o la paura per ciò che è russo) è diventato piuttosto popolare negli ultimi anni, per gentile concessione dell’isteria anti-russa dell’Impero anglo-sionista, ma questo non è certo un concetto nuovo. Nel suo fondamentale libro “Russie-Occident – une guerre de mille ans: La russophobie de Charlemagne à la Crise Ukrainienne” (pubblicato in italiano come Russofobia. Mille anni di diffidenza) [in inglese], che ho recentemente recensito qui

Gli USA si trovano di fronte alla peggiore crisi della loro storia, ed ecco come l’esempio di Putin potrebbe ispirare Trump

Assistere all’ultimo dibattito presidenziale è stata un’esperienza piuttosto deprimente. Penso che Trump ne sia uscito abbastanza bene, ma non è ciò che qui ci interessa veramente. Il punto è: indipendentemente da chi vincerà, una grave crisi è inevitabile. Opzione uno: Hillary vince. Questa è una Obama al cubo, solo peggiore. Ricordate che lo stesso Obama era come Dubya [George W. Bush], solo peggiore. Naturalmente Dubya era proprio come Clinton, solo

Il risultato dei 25 anni dall’indipendenza ucraina

Trascrizione della trasmissione televisiva “La questione ucraina” del Canale TV “Spas” del 26.8.2016 Boris Kostenko: Buon giorno, cari telespettatori. Ecco la nostra tradizionale serie “La questione ucraina”. È diventata tradizionale dopo il colpo di Stato in Ucraina. Ora segnaliamo (difficilmente possiamo dire che celebriamo) i 25 anni di indipendenza ucraina. Non solo dal crollo dell’Unione Sovietica, ma anche dall’Ucraina indipendente. Nel mese di agosto del 2016, la geopolitica ha interferito