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Perché Porošenko farà aggravare la situazione in Ucraina

Quando Petro Porošenko diventò inaspettatamente Presidente dell’Ucraina, aveva due strade davanti… Il percorso a destra si basava sui nazisti russofobi all’interno del paese e sul perseguire una politica anti-russa nell’arena internazionale. Il cammino verso sinistra dettava un compromesso con il Sud-Est, anche a prezzo dell’indipendenza informale del Donbass, e un tentativo di migliorare i rapporti con la Russia nelle nuove condizioni post Maidan. Il secondo percorso corrispondeva agli interessi statali

Cosa sta facendo davvero Washington in Armenia?

Negli ultimi giorni ci sono state molte speculazioni su se le recenti proteste in corso nell’ex repubblica sovietica dell’Armenia costituiscano un’altra destabilizzazione in stile rivoluzione colorata di Washington, o se rappresentino semplicemente la rivolta rabbiosa di cittadini stufi della profonda corruzione e della mancanza di sviluppo economico sotto il regime del Primo Ministro Serž Sargysan. Dopo giorni di grandi proteste, l’ex presidente è stato costretto a dimettersi il 23 aprile,

L’Ucraina è coinvolta in un nuovo Maidan – ma le telecamere occidentali e i biscotti sono assenti.

Il Maidan del 2013-2014 è stato un “chi è chi” dell’elite neo-con/liberale. Gli eventi odierni sono un “chi è lui?” dell’estrema destra ucraina. Le scorse settimane hanno mostrato scene stranamente familiari tornare all’infame  Maidan  al centro di Kiev. Ma mentre nell’inverno 2013-2014, troupe televisive internazionali sono giunte a Kiev per filmare e fotografare la violenza, oggi ci sono più dimostranti e agitatori accampati piuttosto che giornalisti internazionali. Ma un giornalista anonimo

Volker e le prospettive del nuovo Maidan in Ucraina

  Kurt Volker ha deciso di fare un’inaspettata visita lampo a Kiev. Come comunicano fonti ucraine, egli “viene a valutare la situazione attuale”. Bisogna notare il divario tra l’agenda di Volker e la realtà politica in cui vivono i suoi assistiti a Kiev. Il rappresentante speciale del Dipartimento di Stato pensa ai colloqui con Surkov [consigliere di V. Putin] e alle discussioni sulla missione di mantenimento della pace in Donbass, mentre

L’Impero dovrebbe essere guardato a vista per impedire che si suicidi

Con tutti i drammi politici che stanno avendo luogo negli Stati Uniti a seguito della tentata rivoluzione colorata contro Trump, il quadro più ampio a volte viene dimenticato. Eppure, questo quadro generale è abbastanza sorprendente, perché se lo guardiamo vedremo segni inconfutabili che l’Impero è impegnato in un bizzarro seppuku al rallentatore, e l’unico mistero rimasto è chi, o cosa, servirà come kaishakunin dell’Impero (supponendo che ce ne sarà uno).

Chi è il vero manipolatore di elezioni?

Il rapporto pubblico [in Inglese] del Direttore dell’Intelligence Nazionale sul presunto [in Inglese] hackeraggio russo si apre col “giudizio chiave” che “gli sforzi della Russia per influenzare le elezioni presidenziali statunitensi del 2016 rappresentano la più recente espressione del desiderio di lunga data di Mosca di minare l’ordine democratico liberale guidato dagli Stati Uniti”. Questa è una affermazione forte, che suggerisce una sfida fondamentale e sostenuta del Cremlino alla libertà occidentale, che

Addio Fidel

“He was a man, take him for all in all, I shall not look upon his like again.” [Era un uomo, in tutto e per tutto, non ne vedrò l’eguale.] Amleto Per molti in tutto il mondo, la morte di Fidel Castro ha avuto l’effetto di un’oscura sensazione, simile all’ascoltare il suono delle tenebre. E anche se l’evento era previsto, c’era un’indistinta muta speranza in un rinvio a un futuro

Quelli che manifestano contro Trump sono strumenti dell’Oligarchia

“Le riforme provocano sempre la rabbia di quelli che dal vecchio ordine traevano vantaggi”. Arthur M. Schlesinger, Jr., The Crisis of the Old Order [La crisi del vecchio ordine]. Chi sono i manifestanti anti-Trump che infangano il nome dei progressisti, dicendo di essere loro dei progressisti, e che poi rifiutano di accettare il risultato dell’elezione presidenziale? Sembrano, e, anzi peggio, agiscono proprio come quella “feccia bianca” che stanno biasimando. Penso di

Il punto centrale della campagna per le presidenziali USA

La questione centrale nella campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti non può essere dibattuta sulla stampa USA, perché i media americani sono stati quasi unanimemente complici nel nascondere all’opinione pubblica le informazioni fattuali e cruciali che sono necessarie affinché si possa esprimere un voto intelligente ed informato. Nessun organo di informazione gode a raccontare della propria complicità in alcunché; pertanto l’insabbiamento continua, vive di vita propria, anche se questa

Hillary, Regina della Guerra: ecco ciò che ci aspetta

Tutto ha inizio con una storia d’amore Wahabita-Sionista Il Ministro degli Esteri saudita è stato costretto ad un forcing di negazioni e contro-negazioni circa una visita in Israele, il 22 luglio, da parte di una delegazione guidata dal generale in pensione Anwar Eshki. Sembra che Eshki sia molto vicino alla superstar dell’intelligence saudita, nonché un tempo vecchio amico di Osama bin Laden, il Principe Turki bin Faisal, che di recente