“Per conoscere chi ti comanda semplicemente individua chi non ti è permesso criticare”

Voltaire


Cari amici che siete nuovi a questo blog,
Perché parlo di “Anglo-Sionisti”? Ecco il mio ragionamento riguardo a questa terminologia:

1) Anglo:

Gli Stati Uniti sono un impero. Non vi è dubbio che gli Stati Uniti possono definirsi un impero planetario dato che possiedono all’incirca 1000 basi oltre oceano (dipende da come le contate), una ideologia innegabilmente messianica, un budget offensivo maggiore di quello di tutto il pianeta messo insieme, più di 16 agenzie spionistiche, il dollaro come moneta esclusiva. Da dove proviene l’impero USA? Di nuovo, non c’è troppo da cercare; dall’impero britannico. Oltretutto l’impero statunitense si basa esclusivamente su un gruppo di nazioni: i paesi Echelon: Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e, naturalmente gli Stati Uniti. Cos’hanno in comune questi paesi? Sono i resti o rimasugli del regno britannico ed hanno in comune la lingua inglese. Vi prego di notare che la Francia, la Germania o il Giappone non fanno parte di questa élite sebbene siano discutibilmente altrettanto importanti per gli Stati Uniti e oltretutto molto più potenti della Nuova Zelanda. Da qui l’innegabile utilizzo del termine “Anglo”. E anche se “Anglo” è un categoria etnico-linguistica-culturale mentre “Sionista” entra nella categoria politica-ideologica, raramente ricevo obiezioni parlando di “Anglo” o di “Anglosfera”.

2) Sionisti:

Prendiamo la definizione di Wikipedia (stra-politicamente corretta) della parola “Sionismo”: Si tratta di “un movimento ebraico, di cultura ebraica, che sostiene la creazione di una madre patria ebraica in un territorio definito come “terra di Israele” con apparentemente nessun legame con gli Stati Uniti, l’Ucraina o Timbuktù, siamo d’accordo? Ma ripensateci. Perché gli ebrei – essi siano definiti come religione o etnicità – necessitano di una madre patria? Perché non possono semplicemente vivere dovo sono nati? Proprio come i buddisti (una religione) o i boscimani (un’etnia) che vivono in tanti paesi diversi. La risposta canonica è che gli ebrei sono stati perseguitati ovunque e dunque han bisogno di un loro paese che funga da rifugio sicuro in caso di persecuzioni. Senza inoltrarci nel perché gli ebrei sono stati perseguiti ovunque e apparentemente da sempre, non possiamo escludere ulteriori persecuzioni o perlomeno il grosso rischio che queste accadano.
Accettiamo tutto ciò per amor di dimostrazione e vediamo cosa implica. Per primo questo implica che gli ebrei sono particolarmente minacciati da non-ebrei che sono come minimo potenziali antisemiti. La minaccia è così grave che una patria gentile-esente deve essere creata come l’unica, la migliore e ultima risorsa per proteggere gli ebrei nel mondo. Questo in compenso implica che l’esistenza continuata di questa patria debba diventare una priorità vitale e insostituibile per tutti gli ebrei nel mondo, per scongiurare che una improvvisa persecuzione li colpisca e essi non abbiano nessun posto dove andare. Perdipiù finché tutti gli ebrei non andranno in Israele dovranno fare molta, molta attenzione perché tutti i goyim che li circondano potrebbero aggredirli suscitando ad ogni momento un improvviso caso di genocidio antisemitico. Da cui la creazione di organizzazioni anti-antisemitiche del tipo ADL o UEJF, i clubs Betar, la rete di sayanim ecc. In altre parole, lungi dall’essere un fenomeno locale che “si occupa soltanto di Israele”, il sionismo è un movimento mondiale il cui scopo è proteggere gli ebrei da un’apparente antisemitismo incurabile proveniente dal resto del pianeta. Com’è stato correttamente identificato da Israel Shahak, il sionismo afferma che gli ebrei dovrebbero “pensare localmente e agire globalmente” e quando gli  viene imposta una politica essi dovrebbero sempre porsi la domanda cruciale: “Questo è buono per gli ebrei?”. Ben lungi dall’essere soltanto focalizzato su Israele, il sionismo è veramente un’ideologia globale, planetaria che inequivocabilmente separa tutta l’umanità in due gruppi (ebrei e gentili), che considera i secondi come tutti potenziali maniaci genocidi (il che è razzista) e crede che salvare vite ebraiche sia qualitativamente diverso e molto più importante che salvare vite dei gentili (che è altrettanto razzista). Chiunque dubiti della ferocia di questa determinazione dovrebbe chiedere ad un palestinese oppure studiare la festività del Purim, o entrambi. Ancora meglio, leggete Gilad Atzmon e esaminate la sua definizione di ciò che lui brillantemente chiama “disordine da stress pre-traumatico”.

3) Anglo-Sionisti:

Gli anglo dell’impero Britannico e degli Stati Uniti della prima ora si trovavano francamente muro contro muro. Certamente gli ebrei avevano una forte influenza (nel settore bancario per esempio), ma allora il sionismo non rappresentava un problema, non solamente per i non-ebrei ma ugualmente per gli ebrei americani. Per giunta gli ebrei religiosi erano spesso molto ostili nei confronti di una nozione secolare di Israele , mentre agli ebrei secolari non interessava questa quasi-nozione biblica. La seconda guerra mondiale ha dato una spinta massiccia e definitiva al movimento sionista mentre, come viene spiegato da Norman Finkelstein, l’argomento dell’”Olocausto” divenne centrale all’identità e alla questione ebraica solo dopo molti anni. Non mi inoltro nella storia dell’ascesa al potere degli ebrei negli Stati Uniti, ma da circa il periodo compreso tra Ford e i neocon di G.W.Bush questo andamento è cresciuto in modo costante. E sebbene Obama inizialmente li abbia messi da parte, essi sono ritornati dalla porta secondaria. Adesso, l’unica domanda è se gli ebrei americani hanno più potere degli anglo-US oppure il contrario. Prima di inoltrarmi, lasciatemi dire subito che non sto parlando di ebrei o anglo come un gruppo, ma mi riferisco all’esclusivo 1% all’interno di questi gruppi. Oltretutto non credo che questo 1% di ebrei faccia più caso ad Israele di quanto faccia il 99% di ebrei, come  l’1% di anglo faccia caso agli Stati Uniti rispetto all’intero popolo anglo. Pertanto ecco la mia tesi:

L’impero americano è diretto dall’1% (o meno) dell’élite, che potrebbe esser chiamata lo “Stato Profondo”, composta da due gruppi principali: gli anglo e gli ebrei. Questi due gruppi sono generalmente ostili gli uni nei confronti degli altri (proprio come le SS e le SA oppure i Trotskysti contro gli Stalinisti), ma hanno in comune
1) Una visione razzista sul resto dell’umanità
2) Una ideologia messianica
3) Una fenomenale propensione alla violenza
4) L’ ossessione per il denaro e l’avidità assieme al suo potere corruttivo.
Così vanno quasi sempre d’accordo.

Tutto ciò sembra semplice ma molta gente non ci fa caso, e dunque devo spiegarlo esplicitamente: dire che la maggior parte delle élite americane sono anglo o ebree, non vuol dire che la maggioranza degli anglo o degli ebrei faccia parte delle élite statunitensi. Questo è un argomento semplicistico che deliberatamente ignora la proprietà non commutativa della mia tesi, e la trasforma in un’affermazione razzista che accuserebbe la maggioranza o tutti gli anglo/ebrei di cattive azioni.
Per essere molto chiaro: quando parlo dell’impero Anglo-Sionista mi riferisco all’ideologia predominante dell’1% delle élite le quali sono lo “Stato Profondo” di questo impero.

Comunque esistono sionisti non ebrei (come Biden, dalle sue stesse parole) e ci sono (molti) ebrei anti-sionisti. Lo stesso, esistono imperialisti non-anglo e ci sono (molti) anglo anti-imperialisti. Parlare di “Germania Nazista” o di “Russia sovietica” in alcun modo implica che tutti i tedeschi erano nazisti e tutti i russi comunisti. Tutto ciò significa che le ideologie predominanti di queste nazioni in quel momento specifico nel tempo erano il nazionalsocialismo e il marxismo. Ecco tutto.

Ora ecco la mia opinione personale:

Per primo non credo che gli ebrei siano una razza o un’etnia. Ho sempre avuto dubbi ma leggendolo Shlomo Sand mi ha veramente convinto. Gli ebrei non sono nemmeno definiti da una religione (la maggioranza/alcuni sono secolari). In realtà gli ebrei sono una tribù. Un gruppo al quale uno può scegliere di accorparsi (Elizabeth Taylor) o lasciare (Gilad Atzmon). In altre parole vedo l’ebraismo come una cultura o un’ideologia, un’educazione o tante altre cose, ma nessuna radice biologica. Sono perfettamente d’accordo con Atzmon quando dice che gli ebrei non sono una razza, ma che la cultura/politica/ideologia ebraica è razzista.
Secondo non credo nemmeno che il concetto di “razza” sia stato correttamente definito e da qui ci porti ad un significato obiettivo. Quindi non faccio la differenza tra essere umani sulla base di un criterio indefinito.
Terzo, essere ebreo (o no) è una scelta di appartenenza, aderenza e scelta di una tribù (ebrei secolari) o una religione (giudei). Qualsiasi scelta implica un giudizio e diventa pertanto un bersaglio legittimo da esser scrutinato e criticato.
Quarto, credo che il sionismo anche se secolare strumentalizzi i valori, le idee, i miti, e l’ethos del giudaismo rabbinico (alias “Talmudismo” oppure “Fariseismo”) ed entrambe sono razziste nel loro valore centrale e credenze.
Quinto, entrambi il sionismo e il nazismo sono fratelli gemelli nati dallo stesso brutto ventre: i nazionalisti europei del XIX secolo (Brecht aveva ragione, “Sempre fertile è il ventre da cui è scaturita la bestia immonda”). Nazisti e sionisti possono odiarsi a vicenda dal profondo del cuore ma rimarranno sempre gemelli.
Sesto,  rifiuto qualsiasi forma di razzismo e negazione della nostra umanità comune, il diniego della libertà di scelta di ciascun essere umano e, essendo un cristiano-ortodosso, ritengo tutto ciò un’atroce eresia. Per quanto mi riguarda chi sceglie di indentificarsi con e come ebreo non è sostanzialmente diverso da qualsiasi altro umano e merita ne più ne meno gli stessi diritti e protezioni di qualsiasi altro essere umano.

Noterò qui che mentre la vasta maggioranza dei miei lettori anglo non si è quasi mai lamentata della parte “Anglo” nella descrizione “Anglo-Sionista”, la gran parte delle obiezioni si focalizzano sulla parte ”sionismo”. Potreste pensare a lungo e con fatica sul perché ciò avviene e cosa ci illustra riguardo il potere che i sionisti hanno sull’ideologia prevalente. Non sarà mica questa la ragione per la quale il Primo ministro Israeliano (apertamente razzista e veramente genocida) ottenga più standing ovations al Congresso  (29) rispetto a quelle del Presidente degli Stati Uniti (25)?


Alcune obiezioni:

D: Ti fa passare per nazista/zoticone/razzista/idiota/ecc.
R: Non mi importa. Non scrivo questo blog per gli zombie senza cervello.

D: Allontani la gente.
R: Se dicendo la verità ed usando i termini corretti li allontano, allora questo blog non è per loro.

D: Offendi gli ebrei.
R: Non possono essere sfidati e criticati solo coloro che credono nelle loro idee.

D: Perderai lettori!!
R: Questo non è un concorso di popolarità.

D: Le tue intenzioni potrebbero essere buone ma sono facilmente fraintendibli.
R: Questa è la ragione per cui scelgo molto attentamente e con precisione le mie parole.

D: Perché sei così ostinato a riguardo?
R: Perché son stufo di coloro che sono al potere e si nascondono nell’ombra: esponiamoli e sfidiamoli apertamente. Come puoi sfidare qualcuno che si nasconde?

D: Sono un hasbarachnik (estremista guerrafondaio) ho bisogno che tu smetta di usare questa espressione!!
R: Arrenditi e scegli un bersaglio più facile per i tuoi sforzi, verrai pagato ugualmente.

D: Ho un termine decisamente migliore.
R: Ottimo, allora usalo nel tuo blog.

E’ tutto per ora.

Anzi no, già che ci sono ci sarebbe un’altra cosa:

Messaggio aperto a coloro che obiettano l’uso dell’articolo “l’” davanti la parola “Ucraina”: prima di dare lezioni ad altri, imparate il russo e qualcosina riguardo la storia dell’Ucraina.

Concludo con una richiesta: Possiamo fermare ora questo nonsenso? Ci sono questioni molto più importanti da analizzare e di cui preoccuparsi piuttosto che argomentare l’uso di questa o quella espressione, parola o descrizione. Se non siete d’accordo – ottimo. Solo considerate che io abbia
torto (-: capita spesso, non mi offenderò :-). Per favore possiamo smetterla di pretendere che le questioni relative a ebrei e ebraismo siano le cose più importanti dell’universo, e occuparci di ciò che è veramente importante?

Grazie,
Il Saker

Addendum: Americano. Credo che dovrei spiegare anche il motivo per cui uso la parola “Americano” quando la parola giusta sarebbe “Usano” o “Unione Statesiano” [intraducibile dall’inglese] o qualcosa di altrettanto brutto. Bene, precisamente: questi termini sono brutti. Purtroppo, non esiste un equivalente in lingua inglese per lo spagnolo “Estadounidense” [o l’italiano “statunitense”]. Stessa cosa per il russo, che manca del termine e usa “Amerikanets / Amerikanskii” al suo posto. Va bene, lo so. Gli Stati Uniti sono una piccola sottosezione delle Americhe e gli Americani sono antipatici (e ignoranti) perché si fanno chiamare “Americani”. Ma, in verità, gli “USAni” sono “Americani” poiché vivono nelle Americhe, è solo l’esclusione implicita degli altri da quella categoria che è così irritante. Quindi, in ogni caso, mi scuso per questa resa al linguaggio moderno, ma semplicemente non ho il coraggio di combattere questa battaglia persa e, francamente, ho pesci più grandi da friggere. Ma sì – sono quindi colpevole secondo l’accusa 🙂