Recentemente, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha fatto una serie di dichiarazioni di alto profilo su come il suo paese si sta sviluppando. Ad esempio, secondo Erdogan, la Turchia intende diventare uno dei leader mondiali nel campo delle tecnologie spaziali e satellitari e, a partire dal 2022, il paese prevede di varare un sottomarino ogni anno.

“La Turchia sta facendo passi fiduciosi verso il raggiungimento dell’obiettivo di creare un’industria della Difesa completamente indipendente”, ha affermato la Presidenza delle Industrie della Difesa (SSB) in una dichiarazione. In anni recenti, la Turchia ha iniziato a dotarsi gradualmente di armi, a costruire autonomamente le proprie navi, e presto intende rilasciare i suoi primi jet da combattimento. Informazioni sull’intenzione di Ankara di ottenere armi nucleari e le tecnologie per produrre testate nucleari, in particolare dal Pakistan, sono state ripetutamente riportate in vari media. Erdogan ritiene che le armi nucleari lo aiuteranno a raggiungere i suoi piani geopolitici.

La Turchia prevede di espandere i mercati di vendita per le sue armi e attrezzature militari. Le vendite di armi in Pakistan, Bangladesh e Afghanistan sono in fase di negoziazione, ha riferito Defense News. I legami militari tra Turchia e Ucraina si stanno attivamente sviluppando, sono stati discussi e successivamente firmati contratti per consegnare diversi tipi di armi turche a questo paese.

Sullo sfondo della Turchia che rafforza i suoi legami militari con l’estero, le possibilità per Ankara di accedere alle tecnologie militari straniere stanno aumentando notevolmente. I media pakistani riferiscono [in inglese] che la Turchia aspira ad aprire in tale paese impianti di produzione per jet da combattimento gestiti congiuntamente. Ottenendo l’accesso alle “interiora tecnologiche” degli aerei pakistani JF-17, Ankara alla fine otterrà l’accesso alle tecnologie cinesi, che sono molto richieste in questo modello, così come nei missili balistici Shaheen.

Ucraina (sistemi di protezione attiva, motori di aerei e carri armati), Israele (UAV) e Stati Uniti (componenti dell’aviazione) hanno tutti contribuito a dare un contributo significativo al balzo in avanti della Turchia nella tecnologia militare. Se l’accordo con i sistemi d’arma antiaerei S-400 va avanti, Ankara spera che molte delle tecnologie di quei sistemi vengano trasferite dalla Russia.

Per quanto riguarda i legami tra Turchia e Ucraina, la componente militare è quella che sta attivamente guadagnando trazione negli ultimi tempi, e Kiev sta espandendo la portata del suo approvvigionamento per varie armi dalla Turchia. Anche se, come ha sottolineato [in tedesco] il Frankfurter Allgemeine Zeitung, né la Turchia né l’Ucraina possono essere chiamate avanzate in termini di armi e tecnologie militari, hanno tuttavia rafforzato la loro cooperazione militare, soprattutto negli ultimi tempi, basandosi su un comune desiderio di impedire alla Russia di dominare il Mar Nero e su una posizione apertamente anti-russa sulla Crimea. Analizzando la politica di Ankara, il giornale ne trae la conclusione che la Turchia oggi, utilizzando la compatibilità inerente alle loro industrie della Difesa, non mantiene relazioni con nessun altro paese confinante con l’Ucraina. Attualmente stanno realizzando più di 30 progetti comuni nei settori delle armi e dell’aviazione. Nell’ottobre 2020, i ministri della Difesa e degli Esteri di entrambi i paesi hanno concordato la consegna di quattro corvette all’Ucraina e la creazione di un consorzio tra Baykar e Ukrspetsexport che dovrebbe produrre droni militari turchi Bayraktar TB2 in Ucraina, da utilizzare successivamente nella parte orientale del paese contro le milizie filo-russe. In 2018, la Turchia ha già venduto sei droni TV2 all’Ucraina e l’anno scorso Baykar ha sviluppato un nuovo drone da combattimento, Akinci, che utilizza un motore ucraino. L’Ucraina, che attualmente non dispone di grandi cantieri navali, ha ordinato dalla Turchia corvette della classe Milgem; queste sono dotate di attrezzature che rendono le navi invisibili ai radar, e il processo di produzione per queste dovrebbe essere gradualmente trasferito in Ucraina.

Tenendo conto che la produzione di motori rimane un punto molto debole per l’industria militare turca, che ha ottenuto grandi successi negli ultimi anni, questo settore di cooperazione si sta sviluppando in modo particolarmente energico, specialmente per quanto riguarda la produzione di droni, navi, missili, aerei e carri armati in Turchia. La più grande azienda turca di armi, Aselsan, secondo la stampa turca, sta acquistando motori per i missili da crociera Gezgin recentemente sviluppati dalla società ucraina Ivchenko-Progress.

Questo progresso è in gran parte dovuto alla partecipazione personale del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan nel processo che ha incontrato i presidenti dell’Ucraina dieci volte da ottobre 2018, tra cui ripetutamente con l’attuale presidente, Volodymyr Zelensky, nell’ultimo anno.

Tuttavia, il quadro reale della cooperazione militare bilaterale tra Turchia e Ucraina è tutt’altro che roseo. Secondo l’agenzia di stampa ucraina Defense Industry Courier, il governo ucraino sta ricevendo informazioni sull’impossibilità di creare una joint venture in Ucraina per la produzione dei droni turchi Bayraktar. Secondo varie fonti, in linea con la sua legislazione, l’Ucraina dovrebbe avere il 50% + 1 quota in questo tipo di società, ma la Turchia non è molto disponibile in questo senso. Vuole possedere una quota che sia superiore al 50%.

Un’altra notizia che non dà all’Ucraina molta speranza dev’essere un altro progetto comune: la costruzione di una serie di corvette classe Ada. Anche se Ankara dovrebbe firmare questo contratto con lo stabilimento “Ocean” di Nikolayev solo ad aprile 2021, ci sono già modifiche significative. Ad esempio, secondo le informazioni di Defense Express ricevute dal Ministero della Difesa ucraino, la nave principale della serie non sarà costruita interamente in Turchia, come precedentemente pianificato. La parte turca costruirà lo scafo solo usando la sua capacità produttiva, e l’installazione delle “interiora tecnologiche” (incluso l’equipaggiamento della nave con tutte le armi e i sistemi elettronici) sarà fatta a Nikolayev.

Sebbene ad Ankara non dispiacerebbe l’assegnazione a condizioni preferenziali di terreni per la locazione, o l’utilizzo di manodopera ucraina a basso costo, non ha fretta di condividere le sue tecnologie, per non parlare della localizzazione della produzione.

Allo stesso tempo, il recente vigoroso riavvicinamento tra Ankara e Kiev nel settore della tecnologia militare che si sta verificando, con la sua chiara inclinazione anti-russa, è percepito [in turco] molto criticamente dalla società turca e dai media. In particolare, solleva una domanda: perché il governo dell’AKP, che lavora con la Russia in Siria e nel Nagorno-Karabakh, traendone beneficio, prende di mira la Russia in Ucraina? Perché farlo apertamente, quando per ottenere benefici simili nel Mediterraneo orientale il governo dell’AKP ha bisogno di approfondire le sue relazioni con la Russia? Si può rimarcare che da parte di Ankara una tale politica nell’interesse degli Stati Uniti, in Ucraina e intorno al Mar Nero, presenta molti problemi, e significa essenzialmente “spararsi in un piede” in un momento in cui gli Stati Uniti stanno rafforzando le sanzioni anti-turche.

E un altro esempio dell’inasprirsi della politica anti-turca di Washington è puntualmente arrivato: il portavoce presidenziale turco Ibrahim Kalyn ha recentemente annunciato che gli Stati Uniti hanno interferito in una spedizione di 30 elicotteri d’attacco ATAK di fabbricazione turca in Pakistan. A causa di queste azioni apertamente ostili intraprese da Washington, questo contratto da un miliardo e mezzo di dollari, che avrebbe dovuto essere il più grande affare nella storia turca per una spedizione una tantum di prodotti dell’industria della Difesa, andrà in Cina, e la Turchia sarà quella che ovviamente ci perderà.

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 Articolo di Vladimir Odintsov pubblicato su New Eastern Outlook  il 16 marzo 2021
Traduzione in italiano di Pappagone per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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