Dal 2017 politici ed esperti si sono chiesti se la Turchia avrebbe comprato il sistema di difesa missilistica russo, nonostante le minacce americane. Oggi questa domanda è stata superata dalla dura realtà: i media turchi hanno infatti diffuso via Twitter il video dell’IL-76, atterrato alla base aerea di Murted vicino ad Ankara. A bordo del cargo russo, i primi componenti del sistema S-400 Triumph SAM.

Punto di non ritorno

Oggi può essere considerato un giorno storico: l’ingresso di armi russe nel territorio turco è un “punto di non ritorno” nella relazione Washington-Ankara. L’amministrazione Trump, il Dipartimento di Stato e il Pentagono hanno più volte avvertito che avrebbero imposto sanzioni contro la Turchia se questa avesse comprato armi dai Russi. Ma i Turchi non si sono tirati indietro.

L’accordo firmato da Erdogan e Putin nel 2017 non piaceva agli Americani per molte ragioni. Gli Stati Uniti ritengono che gli S-400 siano incompatibile con i sistemi NATO di cui è equipaggiato l’esercito turco. La Turchia acquista i caccia F-35.  Possedendo il sistema missilistico antiaereo russo (ZRK), i Turchi saranno in grado di studiare la possibilità di utilizzare gli S-400 contro gli aerei americani e passare i segreti militari ai Russi.

Una terza ragione, di cui il Dipartimento di Stato e il Pentagono non parlano ad alta voce, è l’intenzione di Washington di impedire alla Turchia di avvicinarsi alla Russia. Nella regione, Ankara è un alleato chiave degli Americani. I caccia americani e dozzine di bombe nucleari sono collocati nella base aerea di Incirlik. L’esercito turco è il secondo più grande della NATO. “Concedere” un partner di così tanto valore ai Russi, significa perdere influenza in Medio Oriente.

Quali sanzioni possono imporre gli Stati Uniti?

Forzare volontariamente Erdogan a cancellare l’accordo con i Russi non ha funzionato, dopo una serie di tradimenti da parte dell’“alleato”, cioè un tentativo di colpo di Stato e il sostegno ai Curdi in Siria. Considerando che per gli Stati Uniti la fornitura degli S-400 è una minaccia alla sicurezza nazionale, la Casa Bianca ha due opzioni: accettare o imporre sanzioni.

Per punire i Turchi, gli Americani hanno una seria di opzioni. Le prime ritorsioni ci sono già state, avendo impedito ai piloti turchi di addestrarsi sui caccia F-35 acquistati da Ankara. Il prossimo passo potrebbe essere la completa esclusione della Turchia dal programma F-35 e il divieto di altre consegne da parte degli Stati Uniti.

La Casa Bianca potrebbe anche introdurre sanzioni commerciali e alzare le tariffe su determinati beni provenienti dalla Turchia. La scorsa estate, a causa del rifiuto di rilasciare il pastore Andrew Brunson, Trump ha alzato i dazi sull’acciaio e sull’alluminio turco.

L’opzione più seria potrebbe essere tagliar fuori il governo turco dal sistema di finanziamento americano.

Sicuramente gli Stati Uniti imporranno le sanzioni, che a loro volta subiranno.

L’unica cosa che gli Stati Uniti otterranno è perdere Ankara come alleato. In Turchia poche persone credono che la pressione di Washington sia appropriata. In questo ambito Erdogan è stato capace di persuadere i suoi concittadini.

Per i Turchi l’accordo sugli S-400 è più vantaggioso rispetto ad un acquisto senza successo del sistema di difesa missilistico Patriot.

Attualmente gli S-400 hanno la tecnologia migliore e più avanzata. Secondo, la transazione prevede il trasferimento di tecnologia e, terzo, il prezzo e il credito: gli S-400 russi costano 500 milioni di dollari, mentre i Patriot americani Pac-2 e i prototipi THAAD costano rispettivamente 2 e 3 miliardi; gli S-400 inoltre sparano più lontano e simultaneamente su più obiettivi, oltre ad avere un più ampio raggio di azione.

Le conseguenze economiche negative avranno effetto sui processi politici interni della Turchia. Con le sanzioni, il dissenso verso Erdogan crescerà nel paese, tanto che potrebbe esacerbare la divisione all’interno dell’AKP [Partito della Giustizia e dello Sviluppo] e portare ad elezioni anticipate.

Le dure reazioni di Washington saranno disastrose per entrambi i membri NATO. Erdogan, messo all’angolo, potrebbe pretendere che gli Americani lascino Incirlik, proprio come ha fatto con la Germania nel 2017. Sul lungo periodo, tutto potrebbe finire con l’inizio del ritiro della Turchia dall’Alleanza Nord Atlantica. Tale voltafaccia all’Unione Europea non è conveniente, perché imporrà di fare una scelta. I beneficiari saranno Russia e Cina, verso i quali la Turchia si orienterà molto di più che in passato.

 

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Articolo di Gasanov Kamran pubblicato su Katheon il 12 luglio 2019
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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