Molte parole sono state già dette nei giorni scorsi circa il colpo di Stato turco che non è riuscito a prendere piede, ma stranamente alcune cose piuttosto ovvie sono passate sotto silenzio, quindi cercherò di colmare qualche lacuna. In particolare, molte delle cose dette variano dallo stupido al del tutto assurdo. Se questa è propaganda, allora è pessima, debole propaganda. Tuttavia, non mancano le persone che ripetono all’infinito questi argomenti di discussione, o perché vengono pagate o perché non sanno dire niente di meglio. Sono queste ultime che voglio affrontare.

Teoria idiota #1: Erdoǧan ha messo in scena il suo colpo di Stato, al fine di consolidare il suo potere.

Prima del colpo di Stato, Erdoǧan è andato in vacanza, che è tradizionalmente il momento migliore per rovesciare un leader. Ad esempio, il mandato di Gorbačëv come “presidente” dell’URSS si è concluso con un colpo di Stato nell’agosto del 1991, mentre era in vacanza. Le persone che sono occupate ad organizzare un colpo di Stato per consolidare il loro potere non vanno in vacanza; sono troppo occupate a pianificare ed orchestrare.

Erdoǧan ha tentato di tornare indietro, solo per scoprire che non poteva atterrare all’aeroporto di Istanbul-Atatürk, poi si ritrovò inseguito da F-16 ostili. Secondo i social networks volò poi verso l’Europa e chiese asilo politico in Germania, che venne rifiutato (anche se questa parte della storia sembra una tipica operazione di guerra psicologica). Ad un certo punto si rese conto che la maggior parte dell’esercito e praticamente tutto il popolo turco era dalla sua parte, e così si è appellato affinché scendesse in piazza in difesa del governo legittimo. Lo ha fatto con una tecnica di comunicazione pubblica improvvisata che è stata quasi una presa in giro di sé stesso: la sua faccia su un telefono cellulare tenuto davanti ad una telecamera. Quello che seguì non furono pacifiche, timide dimostrazioni a sostegno dello status quo, ma azioni politiche da gonzi, con civili che si sdraiano davanti ai carri armati e vengono schiacciati, seguiti da altri civili che saltano sui carri armati e tagliano la gola ai guidatori. Il putsch si è sgretolato.

È difficile fraintendere l’ottica di tutto ciò. Lui è andato in vacanza; ha cercato di fuggire; ha implorato il suo popolo di aiutarlo con un telefono cellulare. Ha finito per sembrare un leader molto debole e confuso in una regione dove i leader o hanno un aspetto forte o non rimangono leader per molto tempo. Pensate ancora che avesse pianificato tutto questo? Io no.

Teoria idiota #2: Erdoǧan è imprevedibile e folle.

No, il poveretto ha semplicemente fatto un sacco di errori. Il mondo moderno è molto complicato, e lui è solo un politico nazionale, non un genio geopolitico straordinario. Ha cercato di lavorare con l’UE. Poi, quando è avvenuta la Brexit, si è reso conto che l’UE ora è un’unione morta che cammina. Ha cercato di lavorare con la NATO; poi si è reso conto che la NATO è un patto suicida che sta cercando di provocare una guerra suicida con la Russia, con la Turchia come inevitabile perdente. Ecco una teoria alternativa molto semplice: forse stava solo facendo del suo meglio, che non è stato molto buono.

Ci sono molte prove a sostegno di ciò. Erdoǧan ha giocato tutte le sue carte in modo sbagliato:

  • Non ha ostacolato gli Stati Uniti e gli altri che sostengono l’ISIS e Al-Qaida in Siria, alias al-Nusra, permettendo che la Turchia venisse usata come via sicura per il petrolio siriano e iracheno che l’ISIS esportava verso Israele e altrove, e permettendo ad armi e jihadisti di fluire nella direzione opposta. Inoltre ha permesso a suo figlio di trarre profitto da questa losca attività. Arricchire il tuo nemico è generalmente un cattivo piano.
  • Non ha ostacolato coloro che hanno organizzato la crisi europea dei “rifugiati” (George Soros e altri) solo per rendersi conto, dopo diversi orribili attacchi terroristici, che aveva permesso a migliaia di terroristi di infiltrarsi in Turchia proprio come hanno fatto in Unione Europea. Anche cercare di ingraziarsi l’Unione Europea (con l’idea di unirsi ad essa), contribuendo allo stesso tempo a sabotarla inondandola di terroristi, e destabilizzando il proprio paese nel processo, è stato un cattivo piano.
  • Ha risposto esattamente nel modo sbagliato all’abbattimento non provocato da parte della NATO di un aereo russo in Siria, il che ha portato a dolorose sanzioni russe contro le esportazioni agricole turche, le imprese edilizie e l’industria del turismo. Poi si è reso conto di aver commesso un grave errore, ha fatto un improvviso dietro-front e si è scusato con la Russia. Ma a quel punto aveva sperperato gran parte della benevolenza del popolo russo che si era guadagnato con fatica. (Russia e Turchia hanno combattuto molte guerre, e i Russi, come gli elefanti, non dimenticano mai). Distruggere le relazioni con un paese confinante, dal quale il Paese dipende per mantenere le persone al lavoro e le luci accese, è un pessimo piano.

Tutto questo lo ha fatto apparire anche molto, molto debole.

D’altra parte, i Turchi sono un popolo forte. Il loro esercito – almeno la parte di esso che ha organizzato il colpo di Stato – è un… esercito della NATO, bravo a togliersi le uniformi in pubblico e scappare (vedi le foto), ma il popolo turco apparentemente può gestire la situazione da solo. È chiaro che non voleva ridursi a vivere sotto una dittatura militare filo-occidentale, come l’Egitto. Avete notato quante poche notizie ci stiano arrivando dall’Egitto, a dispetto dei terribili abusi dei diritti umani che si svolgono lì? Questo perché l’Egitto è tornato sotto controllo occidentale fin da quando i democraticamente eletti Fratelli Musulmani non sono stati rovesciati dai militari. All’Occidente non importa che l’Egitto non sia più una democrazia, o che i diritti umani siano praticamente scomparsi.

Ma questo sembra che ai Turchi importi molto! L’unica parte che è difficile da prevedere è quanto tempo ci vorrà ad Erdoǧan perché capisca realmente cosa sta succedendo, e inizi a rispondere in modo adeguato alle esigenze della situazione.

Teoria idiota #3: Erdoǧan è un “nuovo Hitler”

In primo luogo, vedi sopra; Erdoǧan è debole. (Hitler era debole?) Ma nonostante sia debole, e nonostante faccia un sacco di errori tattici, è un leader popolare che sta perseguendo una strategia complessiva corretta. Ha portato il paese nella direzione in cui soffia il vento in gran parte del mondo – lontano dalla fallita democrazia liberale pilotata occidentale, e verso un risorgente autoritarismo conservatore populista alla Fratelli Musulmani, o alla Russia Unita, o alla Fronte Nazionale in Francia, o alla Donald Trump negli Stati Uniti, o come uno qualsiasi degli altri movimenti popolari che sono pronti ad essere mandati al potere col voto in molte parti del mondo nei prossimi anni. Ciò di cui la Turchia ha bisogno per combattere la combinazione di Estremisti Musulmani e Corporazioni Globaliste che si appoggiano a vicenda (ME + GC) è di un leader forte, non debole.

In secondo luogo, quando più portavoce in Occidente iniziano a chiamare qualcuno “Hitler” – state attenti al “cambio di regime”! Ma sembra che la loro macchina per il cambiamento di regime abbia smesso di funzionare qualche tempo fa. L’hanno provata su Putin; ha fatto cilecca. L’hanno provata sull’Ucraina; quella è l’ultima volta che ha funzionato. L’hanno provata su Assad per cinque anni; lui è ancora lì. Ora stanno per provarla sul povero malconcio Erdoǧan? Speriamo che non funzioni neanche con lui. Stati Uniti e NATO hanno distrutto un paese dopo l’altro – Afghanistan, Iraq, Libia, Ucraina, Siria, Yemen – ma c’è la speranza che questa ondata di distruzione sia finalmente terminata. Speriamo che non riescano a trasformare la Turchia in uno stato fallito insieme a tutti gli altri.

In terzo luogo, il motivo ultimo per dare ad Erdoǧan nomi terribili è che lui è antidemocratico. Qui, bisogna fare un paio di osservazioni. La mancanza di democrazia non è mai un problema se riguarda l’Occidente: guardate l’Egitto. Se le persone insistono ad eleggere qualcuno che l’Occidente non ama dimenticatevi la democrazia! Vivrete sotto una dittatura militare fino a quando non imparerete la lezione! Inoltre, avete notato quanto tenda a funzionare male la democrazia rappresentativa in stile occidentale nelle antiche società tribali di tutto il Medio Oriente? Beh, si scopre ora che la democrazia non funziona in queste società, e che l’autoritarismo popolare è un modo molto migliore per gestirle, a meno che non vogliate produrre uno Stato fallito e una crisi di rifugiati.

Erdoǧan non è Hitler. Egli può non sembrare il leader nazionale più favoloso di sempre, ma se ci si guarda intorno, in realtà non sembra così malvagio. Guardate gli Stati Uniti, il cui presidente nero ha spinto i neri ad iniziare ad assassinare poliziotti. O guardate la Grecia, che si è trasformata dalla casa natale della democrazia al luogo della sua morte con un facile referendum seguito da una capitolazione istantanea. O la Francia, col suo François “abituatevi al terrorismo” Hollande che spende migliaia di euro a settimana solo per radersi i testicoli. O la Brexitannia, che ha scaricato il Primo Ministro Scopamaiali solo per sostituirlo con una Margaret Thatcher riesumata. E poi c’è l’Ucraina, col suo Porky il presidente alcolizzato, le manovre parlamentari strizzapalle e uno speaker che ha bisogno di un logopedista… No, Erdoǧan sembra piuttosto bravo, in realtà. Siate felici, Turchi, avete un vincitore!

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Fin dalla sua fondazione come moderno stato-nazione sulle rovine dell’Impero Ottomano, la Turchia è rimasta ad un bivio tra est e ovest. Negli ultimi decenni, quando il progetto europeo stava mostrato qualche promessa, la Turchia guardava ovest; ora che il progetto europeo è nel caos, è il momento per essa di rivolgersi di nuovo ad est. L’idea di adesione della Turchia all’UE è già morta. Ora, ciò che la Turchia deve fare è districarsi dal ridicolo, incompetente patto suicida che è la NATO, e fare accordi sulla sicurezza all’interno di un più ampio contesto eurasiatico. (John Kerry ha recentemente detto qualcosa circa il cacciare a calci la Turchia dalla NATO per il fatto di essere antidemocratica, che suona molto come un “Tu non mi puoi licenziare; sono io che me ne vado!”).

Poi la Turchia deve fare i conti con la pericolosa banda di individui variamente noti come Wahhabiti, Salafiti, Takfiristi e Jihadisti. (Se non sapete chi sono, potete chiamarli “Estremisti Musulmani” (ME), ma non chiamateli “Musulmani” o sembrerete ignoranti). E poi, naturalmente, ci sono le Corporazioni Globaliste (GC), che sono sempre alla ricerca di opportunità per smembrare un paese con “privatizzazioni, e che devono essere tenute a bada fino a quando il loro regime finanziario globale non salterà finalmente in aria. ME+GC è una brutta combinazione, e questo non sarà un compito facile. Spero che i Turchi ne siano all’altezza.

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Articolo di Dmitry Orlov pubblicato su Club Orlov il 19 Luglio 2016.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.it e Club Orlov.