Unz Review

All’inizio era sembrata una pura combinazione: quest’estate, il regime degli Ukronazi aveva inviato un piccolo gruppo di terroristi in Crimea (vedi qui [in inglese] per i dettagli), con il compito di far saltare in aria diversi bersagli. Erano stati arrestati dai servizi di sicurezza russi. A novembre, altri due sabotatori erano stati bloccati dall’FSB (vedere qui [in inglese]). Ed ora è successo qualcosa di veramente rimarchevole. I servizi di sicurezza degli Ukronazi hanno rapito in pieno giorno due cittadini russi e li hanno accusati di essere dei “disertori”. Viene fuori che i due rapiti sono Maksim Odintsov e Alexander Baranov e che entrambi sono militari dell’esercito russo (allievo sottufficiale e caporale). Questo è ciò che sembra essere successo: Odintvov e Baranov prestavano servizio nell’esercito ucraino (almeno questo è ciò che afferma la SBU), ma quando la Crimea, di cui Odintvov e Baranov sono originari, è ritornata alla Russia, essi hanno fatto la stessa cosa che avevano già fatto altre decine di migliaia di loro commilitoni dell’esercito ucraino, erano entrati a far parte dell’esercito russo. I due sono stati attirati nella zone neutrale fra la Crimea e l’Ucraina da persone che avevano promesso loro dei diplomi con cui avrebbero potuto dimostrare di aver ricevuto un grado di istruzione superiore nelle istituzioni scolastiche ucraine. Potete guardare il video e vedere quello che succede dopo (non occorre traduzione).

Il video mostra anche uno dei due uomini, con in faccia un bell’occhio nero, che ammette di aver prestato servizio nell’esercito ucraino e di essere colpevole di tradimento. Ciò che in questo caso è veramente notevole è il fatto che gli Ukronazi hanno sequestrato questi due uomini in pieno giorno, in una zona che era chiaramente sotto videosorveglianza e che hanno mostrato uno degli ostaggi con gli evidenti segni delle percosse ricevute. Per quanto incompetenti possano essere quelli dello SBU, non sono così incapaci da non capire la natura assolutamente provocatoria del loro gesto. Questa è stata una provocazione assolutamente deliberata, allo scopo di ottenere una qualche reazione russa, in Crimea o da qualche altra parte.

Che cosa sperano veramente?

Probabilmente qualche reazione russa che vada aldilà del confine: un attacco a qualche posto di frontiera ucraino, o forse un bombardamento di artiglieria. Magari anche un tentativo di liberare i due uomini, o un contro-rapimento di rappresaglia. Ciò che sanno è che ogni azione russa, aldilà del confine, verrebbe accolta dalla disapprovazione isterica e corale dei leaders politici occidentali e dei loro media corporativi.

Per adesso, il sito Internet (orribilmente lento, goffo e scarsamente aggiornato) del Mistero degli Esteri (russo) non ha nulla da riferire. Il sito Internet (solo di poco migliore) del Presidente della Russia ha reagito in questo modo [in inglese]:

Domanda: Signor Presidente, vorrei che si facesse chiarezza sulla situazione riguardante il personale in forza all’esercito russo detenuto dagli Ucraini. Che misure state prendendo?

Vladimir Putin: Non posso dire ancora nulla riguardo a tali misure e posso parlare solo di quello che attualmente è di nostra conoscenza, cioè che questi militari avevano prima prestato servizio nelle forze armate ucraine e, dopo la riunificazione della Crimea con la Russia, avevano deciso di continuare a prestare servizio nell’esercito russo.
A questo proposito, lasciatemi dire in primo luogo che noi abbiamo sempre avuto grande rispetto e fiducia nel personale dell’esercito ucraino, e per questo avevamo proposto che potessero continuare la ferma nei ranghi del nostro esercito.
Secondo, essi volevano ottenere copia del diploma ottenuto presso un Istituto Superiore educativo ucraino, e per questo motivo si erano recati al confine. Sono stati attirati qualche metro più in là e poi catturati.
Io penso che questo genere di doppiezza, alla fine, si ritorcerà contro chi compie azioni di questo tipo. Una cosa del genere è come tagliare l’elettricità alla Crimea in inverno e subito prima di Capodanno. Se la gente in Ucraina pensa di potersi guadagnare in questo modo la simpatia dei Crimeani, (sappiano che) questo equivale ad un attacco eseguito con mezzi inappropriati, per usare un termine legale.

In altre parole: piuttosto che condannare verbalmente, la Russia rinuncia ad agire in modo drammatico. Questa è, naturalmente, la decisione giusta, specialmente ora che ci sono buone speranze che Trump riesca a sostituire i Neoconservatori con servitori dello Stato più portati al patriottismo e sani di mente. Ma, in questa presa di posizione russa, esiste anche un rischio intrinseco: invita gli Ukronazi ad aumentare ulteriormente il livello delle loro provocazioni.

Pensateci: mentre la giunta di Kiev bombardava senza sosta il Donbass, il Cremlino non aveva fatto nulla per impedirlo. Quando i più alti ufficiali della Novorussia, come Motorola, sono stati assassinati da gente assoldata dalla giunta, i Russi, ancora una volta, non hanno fatto nulla. Mosca non ha reagito neppure quando gli Ukronazi hanno mandato dei sabotatori in Crimea. Quello di cui ho paura è che, la prossima volta, gli Ukronazi fonderanno queste due provocazioni in una sola e attaccheranno direttamente la Crimea, portandosi dietro un proiettile di mortaio direttamente aldilà del confine, o anche con un vero e proprio attacco di artiglieria contro qualche città della Crimea del nord.

Se, dal punto di vista militare, la risposta russa è assolutamente scontata, dal punto di vista politico questo potrebbe rivelarsi molto più difficile. Immaginate una cosa del genere:

La SBU nasconde un unico proiettile di artiglieria in qualche città appena a nord del confine fra Ucraina e Crimea, e poi comincia a cannoneggiare, di notte naturalmente, le postazioni militari russe o qualche città nella zona settentrionale della Crimea. Parecchi soldati russi, o dei civili, rimangono uccisi. I radar di controbatteria russi identificherebbero subito e con facilità il punto di partenza di questi colpi, ma noi, fin dalla tragedia dell’MH-17, sappiamo che le registrazioni radar dei russi non vengono assolutamente prese in considerazione dai media corporativi occidentali. E, se il fuoco di controbatteria russo dovesse colpire una città, questo fatto verrebbe fatto passare come un’altra aggressione contro la “sovrana e libera Ucraina”. Tutti i Russi si ricordano di come, l’8 agosto 2008, fu la Russia e non la Georgia, ad essere accusata dell’aggressione e di come, alcuni mesi dopo, quando il comitato investigativo dell’UE aveva dichiarato che, beh, no, veramente erano stati i Georgiani ad attaccare le truppe di pace russe, nessuno, in Occidente, ci aveva fatto caso. La realtà è che la peraltro debole e militarmente inetta Ucraina ha un “predominio di escalation” nei confronti della Russia, specialmente in Crimea. Certo, ad ogni livello di escalation, la Russia è molto più abile e potente dell’Ucraina, ma è l’Ucraina che può scegliere il livello di escalation che più le aggrada per cercare di provocare la Russia. Sembra paradossale?

Questo perché, come sto ripetendo ormai da anni, lo scopo del regime di Kiev non è quello di vincere un invincibile conflitto contro la Russia, ma solo quello di trascinare la Russia in (un intervento in) Ucraina. E’ la Russia che dovrebbe avere il “predominio di escalation” sull’Ucraina, ma in realtà è quest’ultima che arriverà a scegliere a quale livello di provocazione la Russia sarà costretta a reagire. Questo è un tipico caso in cui “l’azione è nella reazione[in inglese].

Per essere onesti, con i Neoconservatori americani molto presto fuori dal potere, almeno temporaneamente, la giunta di Kiev non ha assolutamente nulla da perdere da un attacco diretto e palese contro la Russia. Pensateci: i leaders europei della UE e della NATO sono assolutamente terrorizzati dalla vittoria di Trump, e cercano disperatamente una crisi, qualsiasi crisi, che dia loro un significato, uno scopo, una giustificazione davanti all’opinione pubblica europea. Per quanto riguarda gli Americani, Trump diventerà presidente solo il 20 gennaio, e questo lascia loro abbastanza tempo per reagire ad eventuali crisi, anche ad una artificiale, in modo da bloccare tutti gli sforzi della nuova amministrazione per migliorare le relazioni con la Russia.

A me sembra proprio sicuro il fatto che i Neoconservatori, le elites compradore di UE/NATO e gli Ukronazi di Kiev abbiano tutti lo stesso, unico interesse: scatenare una crisi prima del giuramento di Trump.

Nel frattempo, il Ministro della Cultura in Ucraina ha dichiarato [in inglese] che la popolazione del Donbass è “geneticamente inabile” a ricevere la cultura ucraina (c’è ancora qualcuno che si meraviglia del perché io chiami questo regime “ukronazi” e non “ucraino”?), mentre l’Europarlamento ha dichiarato [in inglese] che l’Unione Europea è in stato di “guerra di informazione” con la Russia e che l’UE deve “rispondere” all’attacco russo.

Per quanto riguarda poi Lituania, Estonia e Lettonia, queste si stanno preparando ad una prossima invasione russa. I polacchi sono impegnati a riesumare il corpo di Lech Kaczynski [in inglese], nella speranza di dimostrare che i Russi hanno abbattuto il suo aereo nel 2010.

I prossimi due mesi saranno veramente pericolosi.

The Saker

PS: Proprio mentre stavo per pubblicare questo articolo ho visto quest’altro su RT: Kiev terrà un’esercitazione con lancio di missili sopra la Crimea [in inglese]. Questo conferma, ahimè, la voglia morbosa degli Ukronazi di scatenare una provocazione di qualche genere in Crimea.

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Pubblicato su Thesaker.is il 25 novembre 2016

Tradotto in italiano da Mario per Sakeritalia.it