Wink

Zio Vladimir dice: “Quando qualcuno mi dice “no”, non significa che non si può fare, significa semplicemente che sono io a non poterlo fare”.

“Eppure, troppo spesso, la colpa è solo un altro nome per l’impotenza, per la difesa distruttiva della comunicazione; diventa un dispositivo per proteggere l’ignoranza e la continuazione delle cose così come sono, la massima protezione per l’immutabilità”.

Audre Lorde, da “Sorella Outsider: Gli Scritti Politici di Audre Lorde”.

Pochi esercizi costruiscono prospettive come il rivedere le azioni e le approvazioni e prevedere la traiettoria della carriera di varie personalità nel momento più alto della loro vita – o quello che si suppone sia stato il punto più alto; non si sa mai – e cosa fanno nel presente. A volte è edificante. A volte è umiliante, o dovrebbe esserlo. E a volte, soprattutto in Ucraina, evidenzia come alcuni personaggi siano diventati personaggi pubblici di spicco nonostante le loro caratteristiche venali, la follia o la pericolosa sociopatia, semplicemente perché hanno fatto molta notizia in Russia e sono stati percepiti come figure polarizzanti o altrimenti indesiderabili in Russia. Per farla breve, per la loro capacità di dare di fastidio.

Nadija Savchenko, per esempio. È stata accusata dalla Russia di aver agito come osservatrice per il fuoco di artiglieria ucraina che ha ucciso due giornalisti russi nell’Ucraina https://i.dailymail.co.uk/i/pix/2014/07/09/article-2686230-1F83233300000578-574_306x427.jpgorientale nel giugno 2014. Anche adesso, la sua pagina di Wikipedia osserva sprezzante che è stata “rapita dall’Ucraina” un’ora prima che i giornalisti fossero uccisi, quindi lei è innocente. I ciarlatani della stampa britannici, sempre alla ricerca di celebrità, ciarlarono incessantemente [in inglese] dell’“affascinante pilota ucraina” che era un “modello per le donne ucraine”, mostrando melensi scatti fuori fuoco della sua impeccabile carnagione incorniciata da un elmetto da pilota photoshoppato (in realtà ha completato scuola di volo ed era qualificata per pilotare aerei, ma l’aeronautica ucraina ne ha fatto una navigatrice di elicotteri) e hanno fatto da megafono più o meno acriticamente alla posizione dell’Ucraina.

Rapendo apertamente cittadini ucraini sul territorio del loro stato, le autorità russe non solo violano tutte le norme internazionali, ma infrangono anche le norme di base di decenza e moralità”. La Savchenko è considerata un modello per le donne in Ucraina, avendo precedentemente prestato servizio in Iraq in una missione di mantenimento della pace. Si ritiene che sia stata ferita nei combattimenti prima del suo presunto sequestro da parte di combattenti filorussi”. Le donne veramente eroiche cadono sempre sotto una grandine di proiettili prima che i cretini che le hanno sparate le catturino quando sono troppo ferite per difendersi, dopo aver combattuto come tigri. Sapete, come Jessica Lynch [in inglese].

In ogni caso.. La Savchenko fu incarcerata in Russia e accusata del suo presunto ruolo nel dirigere il fuoco di artiglieria contro i giornalisti, che sapeva, o avrebbe dovuto sapere, che nel contesto del diritto internazionale sono dei civili [in inglese].

L’articolo 79 stabilisce formalmente che i giornalisti impegnati in pericolose missioni professionali in zone di conflitto armato sono civili ai sensi dell’articolo 50, paragrafo 1. Come tali, godono dell’intera gamma di protezione garantita ai civili in base al diritto internazionale umanitario. I giornalisti sono quindi protetti sia dagli effetti delle ostilità sia dalle misure arbitrarie adottate da una parte in conflitto quando cadono nelle mani di quella parte, sia che vengano catturati o arrestati.

Durante il processo, la Savchenko si è comportata come se avesse preso lezioni da Julija Tymoshenko. Ha mostrato il dito medio alla corte russa e ha cantato ad alta voce l’inno ucraino [in inglese] mentre veniva letto il verdetto che la condannava. La stampa occidentale era euforica, non ne aveva mai abbastanza del suo incredibile coraggio. Nadija Savchenko era l’Ucraina.

Federica Mogherini chiese il suo rilascio immediato. Mentre la Savchenko era detenuta, prima che potesse essere processata, gli ucraini la elessero alla Rada [entrambi i link in inglese]. Nonostante la condanna a 22 anni di reclusione (in base alla quale non sarebbe stata rilasciata fino al 2038, a meno che non le fosse stato riconosciuto il tempo passato in detenzione preventiva), fu concluso un accordo tra Russia e Ucraina nello stesso anno in cui era stata condannata, e venne rilasciata in Ucraina. Gli ucraini impazzirono. Petro Poroshenko, allora presidente del paese, volò in Russia con il suo aereo presidenziale per prenderla e tornare con lei trionfalmente a Kiev. Scusate; a Kyiv. I migliori media partigiani come Euromaidan Press chiarirono che non era tanto la Savchenko, ma la furia e confusione percepite dei russi [entrambi i link in inglese] per la sua liberazione, a rendere la vita così dolce.

https://media1.s-nbcnews.com/j/newscms/2016_21/1551171/160525-savchenko-0916_89f608827fff450e9216feef26426ad7.fit-760w.jpgAhimè, la pacchia finì presto. Una Nadija Savchenko dall’aspetto molto più… Ehm… formoso, si mise a camminare a piedi nudi all’aeroporto e, finita l’eccitazione del momento, assunse le sue funzioni ufficiali.

E poi le cose presero una brutta piega. Divenne presto evidente che la Savchenko era… Un po’ strana. Le sue richieste di negoziati diretti [in inglese] con i territori orientali separatisti presero una nota anti-governativa, e gli schiumanti siti web nazionalisti che l’avevano proclamata la “Giovanna d’Arco” ucraina si disillusero rapidamente. Un comportamento che era stato così indicibilmente fico quando si era esibita in tribunale in Russia cominciò a sembrare un po’… Beh, non so proprio come definirlo. Sospetto, immagino. Naturalmente, Euromaidan Press, i pazzi che avevano appena finito di gioire per il ritorno dell’eroina, diedero una risposta – si trattava di un’operazione segreta da parte dei “servizi speciali” russi. E poi, proprio così, che io vada all’inferno se la Savchenko non si rivelerà una pazza traditrice che ha architettato un complotto per far saltare in aria la Rada [entrambi i link in inglese]. Senza la minima traccia di ironia, quest’ultimo riferimento ha annunciato che era stata condannata in un “processo show” in Russia, ma non ha offerto speculazioni sui procedimenti legali che l’avevano vista passare da eroina nazionale a minaccia per la società. Ciò, apparentemente, era totalmente chiaro e trasparente.

E con ciò, penso che abbiamo finito con la Signora Savchenko. Questo post non riguarda lei, in realtà. Volevo solo stabilire la peculiare politica dell’Ucraina, l’infantile nomina di malati di mente a cariche pubbliche, col costante accompagnamento di sguardi di traverso e risatine ovattate su quanto questo infastidisca i russi. Perché la Savchenko non è stata un una tantum. No, è solo un sintomo della posizione idiota di gratificazione istantanea che ha tenuto l’Ucraina nella sua povera casa dalla “liberazione” di un colpo di Stato appoggiato dagli americani. Fa parte di uno schema, il cui prossimo soggetto è appena tornato alla ribalta.

 

Tetjana Chornovol.

I lettori di vecchia data la ricorderanno per le sue buffonate all’Euromaidan. Le foto mostravano l’attivista che rideva allegramente appollaiata in cima ad una porta, mentre i suoi compagni si riversavano sotto di lei nell’edificio con delle pentole usate come elmetti, brandendo mazze chiodate. Alcuni potrebbero aver intuito già allora che andava pazza per la violenza e godeva dell’atmosfera di caos e illegalità. Indossando un casco da bicicletta per protezione – lo menziono nel caso in cui la gente pensi ancora che protegga dal danno cerebrale – la Chornovol “prese d’assalto” un furgone parcheggiato sul Maidan [in inglese] durante il picco della tempesta di merda attivista, nell’evidente convinzione che fosse un veicolo per le comunicazioni di qualche entità russa, militare o semplicemente giornalistica. Sfondò una bocchetta d’areazione sul tetto con un sasso e si arrampicò all’interno, apparentemente per “prevenire la distruzione delle prove”. Il veicolo si rivelò essere un furgone per le comunicazioni dell’intelligence appartenente all’SBU, il servizio di intelligence ucraino. Ma dev’essere stata divertente quella cosa del distruggere; probabilmente le ha ricordato i bei vecchi tempi dell’UNA-UNSO, l’organizzazione di estrema destra a cui aveva aderito a 17 anni, che alla fine si fuse con Settore Destro, che partecipò all’Euromaidan.

Mentre proseguiva con la sua ricerca giornalistica-investigativa sull’allora presidente Yanukovych e sui suoi ministri e funzionari, avvenne un curioso incidente – la sua auto venne presumibilmente buttata fuori strada da una Porsche Cayenne di colore scuro, e i suoi occupanti presumibilmente la inseguirono in un campo dove la picchiarono quasi a morte. La dashcam della Chornovol avrebbe registrato la porzione di strada dove sarebbe avvenuto l’evento, dove il suo veicolo era stato costretto a lasciare la strada, anche se per ragioni inspiegabili la data suggeriva che si fosse verificato nel 2010. Venne ricoverata in ospedale per lesioni che un membro del Parlamento riferì che avrebbero richiesto, volendo essere ottimisti, almeno tre operazioni per guarire [entrambi i link in inglese], mentre uno dei suoi dottori riferì che l’orbita dell’occhio destro era così gravemente danneggiata che non avrebbe potuto essere recuperata, mentre suo marito era certo che l’attacco era stato organizzato per ucciderla. Si presume che l’attacco stesso sia avvenuto nelle prime ore del mattino del giorno di Natale, il 25 dicembre. Badabim badabum, i presunti cospiratori furono arrestati lo stesso giorno.

Con una testimonianza mozzafiato dell’eccellenza delle cure mediche in Ucraina, per non parlare del tempo di condurre almeno tre operazioni, venne trasferita dalla terapia intensiva solo 5 giorni dopo. Il 7 gennaio l’ospedale la dimise, sebbene lei si rifiutò di andarsene. Entro il 19 gennaio fu in grado di apparire in pubblico con solo un piccolo tutore sportivo sul naso.

Il nuovo governo appena entrato in carica fu talmente colpito dall’atteggiamento intraprendente e dall’astuzia della Chornovol che la nominò a capo del Comitato Anticorruzione del governo, nel marzo 2014. Entro agosto ne ebbe abbastanza e rassegnò le dimissioni, sostenendo che “non esiste alcuna volontà politica in Ucraina di condurre una dura guerra su larga scala contro la corruzione”. Probabilmente non è stato divertente come salire sui tetti delle auto e farsi strada con un sasso, ma bisogna ammettere che aveva ragione.

Bene, cosa fa adesso? Suo marito è stato ucciso combattendo coraggiosamente per la Nuova Ucraina, ucciso da un cecchino, dicono. La sua morte l’ha fatta diventare una madre single con due bambini piccoli. https://e3.365dm.com/16/07/1600x900/cegrab-20140905-223025-533-1_3570126.jpg?bypass-service-worker&20160705014036Quindi ha deciso di diventare lei stessa un soldato. Stava vivendo un anno impegnativo, ma in questi giorni non è insolito cambiare carriera di frequente. Nel frattempo, due dei suoi tre accusati sono stati rilasciati perché avevano già scontato la pena durante il processo. Non molto tempo dopo, il terzo si è utilmente ucciso [tutti e tre i link in inglese] in un centro di detenzione temporanea sotto la supervisione del Ministero degli Affari Interni, dove era trattenuto da un giorno dopo l’estradizione dalla Bielorussia. Morto e sepolto.

E poi, proprio quando i suoi affari erano in ordine e poteva dedicarsi ad una vita di opposizione a Putin e lotta alla corruzione in Ucraina in una vera e propria guerra su vasta scala – BANG! Lo Stato ha deciso che è un’assassina [in inglese].

Non solo un’assassina. Un’omicida che ha pianificato ed eseguito tutto con malizia premeditata. “Secondo le informazioni preliminari, il 18 febbraio 2014, la sospettata ha guidato le azioni di un gruppo di persone e ha partecipato direttamente a un incendio doloso contro un edificio in Via Lypska, nel centro di Kiev, dove si trovava l’ufficio di uno dei partiti politici. Un lavoratore, nato nel 1948, che si trovava nei locali del partito è morto nell’incendio. È stato identificato come Volodymyr Zacharov”. Un raid a casa sua condotto due giorni fa avrebbe rivelato prove di armi da fuoco e munizioni.

Vi sono ovvi parallelismi tra le traiettorie delle carriere della Savchenko e della Chornovol. Entrambe erano manifestamente inadatte alle carriere nel servizio pubblico, e in realtà erano troppo folli anche per le forze armate. Entrambe sono state elevate allo status di legislatrice per visibilità politica; la Savchenko perché era utile per stuzzicare la Russia, e la Chornovol – i cui persecutori e aggressori erano presumibilmente “tituški”, i provocatori visti ovunque e mai catturati in combutta con il diavolo Yanukovych, e quindi collegati a Putin – perché l’immaginazione dell’Occidente era stata catturata dal suo presunto coraggio spericolato, che si rivelò essere solo una copertura per una mente squilibrata e criminale. La sua supervisione e direzione del rogo di almeno una persona 6 anni fa deve essere stata, come minimo, sospetta, visto la sua promozione alla supervisione degli affari anticorruzione della nazione. È abbastanza difficile immaginare perché nessun procedimento penale sia stato aperto fino alla fine di marzo di quest’anno.

Ma per qualche ragione, non importava allora, e ora conta. Il cercapersone di Federica Mogherini squilla.

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Articolo di Mark Chapman pubblicato su The New Kremlin Stooge il 12 aprile 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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