La delegazione ucraina ai colloqui di pace sulla risoluzione del conflitto nel Donbass rifiuterà di partecipare a qualsiasi discussione se continuerà a tenersi a Minsk. Kiev ha accusato la Bielorussia di “retorica ostile” e di essere “influenzata” dalla Russia.

Il Gruppo di Contatto Trilaterale è composto da Ucraina, Russia e Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), e nel settembre 2014 rappresentanti di tutte e tre le parti hanno firmato il Protocollo di Minsk, un accordo per porre fine alla guerra del Donbass. Ora, con la preoccupazione che i combattimenti possano scoppiare di nuovo, ci sono state proposte per tornare nella capitale bielorussa per ulteriori colloqui.

Secondo il vice primo ministro di Kiev, Alexey Reznikov, la parte ucraina si rifiuterà di partecipare. “Abbiamo detto che non prenderemo parte alle riunioni del Gruppo di Contatto trilaterale se la quarantena del Covid-19 terminerà improvvisamente e verrà proposto di continuare le consultazioni a Minsk”, ha spiegato lunedì. “Per tenere colloqui diretti, dovremo cercare un altro paese, un’altra città”.

Questo perché la Bielorussia è “sotto l’influenza” del Cremlino, e Kiev ha perso fiducia nel suo vicino settentrionale, ha detto. Allo stato attuale, a causa del Covid-19, le discussioni tra le tre parti avvengono tramite videoconferenza. Prima della pandemia, si incontravano faccia a faccia nella capitale bielorussa.

L’affermazione di Reznikov secondo cui Kiev non andrà più a Minsk segue i tentativi di altri funzionari ucraini di spostare le discussioni in un altro paese. La scorsa estate, l’ex presidente ucraino Leonid Kravchuk, che ora fa parte della squadra di negoziazione del Donbass, ha rivelato di aver cercato di spostare i colloqui da Minsk alla Svezia.

In risposta, il Ministero degli Esteri russo ha poi osservato che “la chiave del successo nella risoluzione del conflitto ucraino non sta nel cambiamento delle sedi o dei formati dei negoziati”, ma semplicemente nella volontà politica di tutte le parti.

Il conflitto si sta svolgendo nelle regioni ucraine di Donetsk e Lugansk, note collettivamente come Donbass, dove da quasi sette anni infuria una guerra civile. I separatisti controllano vaste aree di territorio e si sono dichiarati indipendenti da Kiev. Sebbene la Russia non riconosca questi stati separatisti, l’Ucraina accusa il Cremlino di sostenerli.

La situazione si è aggravata negli ultimi giorni. L’OSCE ha notato un aumento significativo del numero di violazioni del cessate il fuoco. I rapporti indicano un accumulo di equipaggiamento militare sul lato russo del confine ucraino, portando il Ministero degli Esteri tedesco a chiedere a “tutte le parti di mostrare moderazione e ad adoperarsi per l’allentamento immediato delle tensioni”.

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Articolo di Jonny Tickle pubblicato su Russia Today il 6 aprile 2021
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

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