Il 19 maggio, il membro del Parlamento ucraino (Rada) Andrei Derkach ha rivelato in una conferenza stampa le registrazioni delle conversazioni telefoniche tra l’allora presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko e l’allora vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden. Le conversazioni sono in inglese e possono essere ascoltate qui.

Di per sé, non c’è nulla di straordinario nel fatto che un presidente abbia avuto alcuni contatti telefonici con un leader di una potenza straniera. La natura delle conversazioni stesse, tuttavia, è a dir poco sorprendente. È come ascoltare un rapporto di un subordinato al suo superiore. Anche se non ho mai avuto il minimo dubbio – non dal colpo di Stato del 2014 – che l’Ucraina sia totalmente sotto il controllo degli Stati Uniti, l’atteggiamento ancora servile e l’ovvio desiderio di compiacere del presidente Poroshenko mi hanno singolarmente colpita. Le rivelazioni hanno suscitato grande scalpore in Ucraina, portando, tra le altre cose, all’apertura di un’indagine sull’ex presidente per alto tradimento e abuso di potere.

Al contrario, le informazioni hanno ricevuto un’attenzione minima negli Stati Uniti. Il Washington Post ha pubblicato un articolo [in inglese] in cui si afferma che i nastri non provano che Biden abbia fatto qualcosa di sbagliato. Bene, come ha osservato lo stesso WP, i nastri mostrano che Biden ha collegato un prestito da 1 miliardo di dollari all’Ucraina al licenziamento del Procuratore Generale Victor Shokin, che, ovviamente, non è un grosso problema per gli standard del WP. Ma questo non vi ricorda qualcosa? Qualcosa di cui Trump è stato accusato – come collegare gli aiuti all’Ucraina alle indagini su Burisma, la società ucraina in cui il figlio di Joe Biden è stato impiegato in modo così proficuo? Certamente, e il WP è stato uno degli accusatori più veementi.

Per quanto intriganti fossero i nastri, non sono stati la parte più interessante di quell’importante conferenza stampa. C’era un’altra persona presente – Konstantin Kulik, che era il procuratore speciale incaricato dalle indagini sulla corruzione di Yanukovich, ex presidente dell’Ucraina espulso dal colpo di Stato del Maidan nel febbraio 2014. Kulik ha letto una breve dichiarazione in un cattivo ucraino verso la fine della conferenza stampa. Il contenuto di tale affermazione è così straordinario che merita molta più attenzione di quella ricevuta finora. Forse non viene menzionato con cura in Ucraina o negli Stati Uniti proprio perché è così esplosivo.

Dopo il Maidan nel 2014, Kulik è stato incaricato delle indagini avviate sotto il nuovo Presidente Poroshenko sui soldi rubati dall’ex Presidente Yanukoviche la sua banda. L’importo totale rubato da Yanukovich e dai suoi complici era stimato in 40 miliardi di dollari, il che è enorme per gli standard ucraini. Il team di Kulik è riuscito a identificare alcuni dei conti bancari intestati a Yanukovich, a quanto pare dove erano stati conservati i soldi rubati. Ma poi la storia ha iniziato a diventare interessante. Kulik ha affermato che la sua squadra ha incontrato una forte resistenza alle sue investigazioni da parte dell’ex ambasciatrice degli Stati Uniti in Ucraina Marie Yovanovich, del responsabile degli affari degli Stati Uniti in Ucraina George P. Kent e della rappresentante speciale dell’FBI per l’Europa orientale Karen Greenway. Alla fine, la pressione esercitata sull’Ucraina dagli Stati Uniti ha portato all’espulsione del Procuratore Generale Victor Shokin e alla nomina di un nuovo procuratore (che è discussa da Poroshenko e Biden a partire dal minuto 6:20).

Il nuovo procuratore generale divenne Yuri Lutsenko. Beh, qui il buon vecchio Joe ha sicuramente fatto un errore. Ma probabilmente chiunque al suo posto avrebbe fatto lo stesso errore. Lutsenko sembrava un idiota, parlava come un idiota – e tutti presumevano che fosse un idiota. Inoltre, gli mancava una laurea in giurisprudenza o una qualsiasi istruzione anche lontanamente collegata alla legge. In compenso, aveva molta esperienza pratica con le forze dell’ordine, poiché indulgeva nella corruzione. Lutsenko sembrava davvero un candidato perfetto per la posizione. Sfortunatamente per Biden e Co., dimostrò di essere molto più intelligente di quanto ci si aspettava e continuò le indagini sui soldi di Yanukovich. Ha anche avuto la temerarietà di chiedere cosa è successo a 7 miliardi di dollari che l’Ucraina ha investito follemente nell’hedge fund della Franklin Templeton Investments, che è semplicemente svanito. Lutsenko intendeva recarsi negli Stati Uniti per discutere della questione con la leadership dell’FBI e chiedere aiuto per il ritorno del denaro in Ucraina. Naturalmente, l’Ambasciatrice Yovanovitch ha abilmente bloccato quella mossa sciocca: al povero ragazzo è stato negato il visto d’ingresso negli Stati Uniti. Poi le cose in Ucraina hanno iniziato a diventare scomode per Lutsenko, che quindi ha rassegnato le dimissioni e ha lasciato il paese per il Regno Unito con il pretesto di dover migliorare la sua padronanza dell’inglese. Tuttavia, non ha dimenticato di portare con sé i documenti relativi alla sua indagine sui soldi di Yanukovich. Questo è stato il materiale che in seguito ha consegnato a Rudy Giuliani. Rudy finora ha mostrato al popolo americano solo la punta dell’iceberg, ma i media tradizionali hanno prontamente respinto tutto ciò che ha detto.

Ma torniamo alla dichiarazione di Kulik. Secondo lui, Biden, la Yovanovich, Kent e la Greenway hanno fatto tutto il possibile per bloccare le indagini su Yanukovich e sui suoi collaboratori direttamente coinvolti in operazioni di riciclaggio di denaro, e lo hanno fatto in coordinamento con l’ufficio del Presidente Poroshenko. Come ha detto Kulik, Biden, Poroshenko, George Kent e Karen Greenway hanno agito “per ridistribuire i beni della cricca Yanukovich”. Ciò è stato fatto acquistando e vendendo azioni dello Yahya Group Holding, delle Tesorerie dello Stato ucraine, ecc. Il denaro veniva riciclato tramite i conti offshore della Burisma, quella stessa azienda che impiegava il figlio di Biden. In particolare, l’indagine di Kulik ha rivelato che nel 2014-2015 3,4 milioni di dollari sono stati trasferiti sul conto della società americana Rosemont Seneca presso la banca Morgan Stanley di New York. Questi fondi sono stati etichettati come “spese di consulenza” per l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Biden, ma in realtà sono serviti per fare pressioni sugli interessi della Burisma Holdings.

Il nuovo procuratore dopo Lutsenko, il Procuratore Generale Ruslan Ryaboshapka, è diventato finalmente la persona giusta per il lavoro. Diretto dall’ambasciata degli Stati Uniti, ha prontamente licenziato i pubblici ministeri coinvolti nelle indagini – ovviamente illegalmente – e trasferito il procedimento al Dipartimento Nazionale Anti-Corruzione ucraino (NABU), una struttura creata dagli Stati Uniti e totalmente controllata dagli americani. Lo stesso Kulik è stato rimosso dall’inchiesta dopo aver emesso una citazione in giudizio per l’Ambasciatrice Yovanovitch. Come risultato di tutte queste azioni, l’indagine sul destino del denaro di cui si sono appropriati Yanukovich e i suoi collaboratori si è fermata, cosa che, a quanto pare, era l’obiettivo da sempre.

Quindi, Trump ora ha materiale compromettente sulla leadership Democratica. Lo userà? Probabilmente no, a meno che non sia obbligato, perché è un’arma a doppio taglio. Ma se disperato, potrebbe. In questo caso, il pubblico americano saprà in dettaglio in che modo i soldi rubati all’Ucraina dai suoi leader corrotti, ex e attuali, sono arrivati nelle tasche dei VIP Democratici.

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Articolo di Eugenia pubblicato su The Saker.is il 23 maggio 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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