Mentre Russia, Germania e Francia stanno preparando una videoconferenza nella quale il conflitto nel Donbass sarà discusso senza l’Ucraina, la Rada ha appena approvato una risoluzione che descrive ufficialmente per la prima volta la Guerra del Donbass come un conflitto armato russo-ucraino, il che equivale ad un totale blocco (se non un certificato di morte ufficiale) degli Accordi di Minsk da parte di Kiev.

Kiev sabota ulteriori misure di controllo del cessate il fuoco

Oltre a sabotare le riunioni del Gruppo di Contatto Trilaterale con uscite teatrali e richieste folli, l’Ucraina ha deciso di aggiungere uno strato di sabotaggio alle ulteriori misure di controllo del cessate il fuoco, che ha firmato lo scorso anno, modificando ancora una volta il testo pubblicato ufficialmente sul sito web del Ministero della Difesa ucraino.

Per fare il punto, dopo la firma di misure aggiuntive di controllo del cessate il fuoco [in inglese], l’Ucraina aveva già violato i suoi obblighi di pubblicare l’intero accordo, prima pubblicando una dichiarazione vaga, poi una versione modificata con una delle misure rimossa e altre due con un testo modificato.

Ma questa falsificazione degli accordi firmati lo scorso anno non sembrava essere sufficiente per l’Ucraina, che il 19 marzo ha deciso di cancellare semplicemente l’elenco modificato di ulteriori misure di controllo del cessate il fuoco pubblicato sul sito web del Ministero della Difesa ucraino, per poi ripubblicarlo il 27 marzo in una versione ancora più distorta! [in ucraino]

La prima misura, ovvero il divieto di “qualsiasi operazione offensiva o di ricognizione, nonché il divieto di utilizzo di qualsiasi oggetto volante (aerei, elicotteri, droni)” è stata semplicemente cancellata!

Anche la quinta misura relativa alla “creazione e attivazione di un meccanismo di coordinamento per rispondere alle violazioni del cessate il fuoco con l’assistenza del JCCC” è stata eliminata (il che non sorprende dal momento che l’Ucraina ha totalmente sabotato questa misura rifiutandosi di applicarla [in inglese] o di specificare come dovrebbe funzionare).

Di conseguenza, la successiva misura sulla possibilità di rispondere alle misure offensive del nemico diventa incomprensibile, in quanto si riferisce al mancato utilizzo del meccanismo di coordinamento, che l’Ucraina ha rimosso dal suo testo…

Questa ulteriore distorsione del testo delle misure di controllo del cessate il fuoco aggiuntive da parte dell’Ucraina è stata denunciata dal Ministro degli Esteri della DPR Natalija Nikonorova, che ha invitato Kiev a fermare questi “inutili tentativi di distorcere e riscrivere l’essenza e il contenuto degli accordi firmati ai sensi degli Accordi di Minsk e porre invece maggiore attenzione alla loro diretta attuazione”.

Russia, Germania e Francia vogliono discutere della situazione nel Donbass senza l’Ucraina

Sullo sfondo del sabotaggio chiaro e totale da parte dell’Ucraina dei negoziati e degli accordi firmati, Russia, Germania e Francia hanno deciso di organizzare una videoconferenza tra i Capi di Stato per discutere [in russo] una serie di questioni, compreso il deterioramento della situazione nel Donbass.

La Russia ha respinto la possibilità della partecipazione dell’Ucraina a questo incontro, affermando che il Donbass non sarebbe stato l’unico argomento discusso e che non si trattava di un incontro del Formato Normandia.

L’idea che tre dei quattro paesi del Formato Normandia potessero discutere del Donbass senza l’Ucraina ha innescato la rabbia di Kiev [in ucraino]. Il Ministero degli Esteri ucraino ha dichiarato che la posizione di Kiev era che “nulla riguardante l’Ucraina [dovrebbe essere discusso] senza Ucraina” e che solo il Formato Normandia completo può fare progressi nei negoziati e nell’istituzione di un cessate il fuoco duraturo.

Queste sono pure sciocchezze, poiché spetta all’esercito ucraino e al suo comando rispettare le misure di controllo del cessate il fuoco aggiuntive firmate lo scorso anno, e non a Mosca, Berlino o Parigi farle rispettare. I mezzi per far rispettare il cessate il fuoco esistono, ma devono essere applicati! Vladimir Putin, Angela Merkel ed Emmanuel Macron non hanno tempo da perdere nel ridiscutere misure che sono già state convalidate e firmate, semplicemente perché Kiev si rifiuta di applicare ciò che firma!

Il desiderio di Zelenskyj di ottenere un nuovo incontro del Formato Normandia, al fine di capitalizzarlo nei media per aumentare la sua immagine e il suo indice di popolarità, che sta sprofondando nel baratro, è così palese da essere ridicolo.

La Russia è ben consapevole di ciò che Zelenskyj vuole, ed è determinata a mantenere la sua posizione secondo cui nessun nuovo incontro del Formato Normandia avrà luogo fino a quando le decisioni prese in quello precedente non saranno state attuate.

Inoltre, come ha sottolineato il senatore russo Aleksej Pushkov, questa cacciata dell’Ucraina da parte degli altri tre paesi è giustificata anche dall’atteggiamento distruttivo di Kiev nei negoziati.

I colloqui tra Putin, Macron e Merkel senza Zelenskyj sono la decisione giusta. Prima di tutto, perché non discuteranno solo del Donbass. Non tutto nei rapporti di questi tre è ridotto all’Ucraina, quindi Kiev si indigna invano. In secondo luogo, perché la sua partecipazione ai negoziati non produce né aiuta in nulla: l’Ucraina svolge un ruolo estremamente distruttivo in Europa a tutti i livelli, dall’APCE all’OSCE. Infine, il Donbass è in discussione con Kiev dal 2015, ma il problema è ancora lì: l’Ucraina sta sabotando gli Accordi di Minsk e non ci sono altre basi per risolvere la crisi”, ha scritto il senatore russo sul suo canale Telegram.

Come ha sottolineato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov [in russo], l’Ucraina rifiuta apertamente di dialogare con DPR e LPR (repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk), il che rende impossibile qualsiasi risoluzione del conflitto.

Adesso gli ucraini rifiutano categoricamente l’idea di dialogare con le Repubbliche. Pertanto, la conclusione di nuovi accordi è a priori impossibile, perché come può essere risolto un conflitto se una parte non vuole comunicare con l’altra? È impossibile parlare di accordi senza tener conto dell’opinione delle repubbliche. È assolutamente impossibile”, ha detto Peskov.

La Rada vota una risoluzione che definisce la Guerra del Donbass un conflitto armato tra Russia e Ucraina

E questo sabotaggio dei negoziati da parte di Kiev sembra aver raggiunto il suo culmine con il voto odierno della Rada di una risoluzione in cui la Guerra del Donbass è descritta come un conflitto armato tra Russia e Ucraina [in ucraino].

Se fino ad ora l’Ucraina si è accontentata di definire la Russia un “paese aggressore” e di chiamare la guerra in Donbass “aggressione russa”, questa volta il titolo della risoluzione va oltre e parla di “conflitto armato russo-ucraino”.

Salterò i dettagli della tipica inversione accusatoria di Kiev per incolpare la Russia di ciò di cui è colpevole l’Ucraina (come l’attuale aumento dei bombardamenti nel Donbass, o il sabotaggio delle riunioni del Gruppo di Contatto Trilaterale), e mi concentrerò sui punti principali.

In questo documento, l’Ucraina insiste sul fatto che la Russia è una parte del conflitto nel Donbass, contrariamente a quanto dice Mosca, e definisce la Guerra del Donbass un conflitto armato russo-ucraino. Vorrei ricordarvi per la millesima volta che basta leggere gli Accordi di Minsk per vedere e capire che queste dichiarazioni di Kiev non hanno senso.

Gli Accordi di Minsk affermano chiaramente che l’Ucraina deve discutere con i rappresentanti di alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Lugansk, cioè i rappresentanti della DPR e della LPR, e in nessun passo si dice che Kiev deve negoziare con Mosca. Ma se la Russia è stata davvero una delle parti in conflitto, e quella che ha “invaso” il Donbass, questo è ciò che dovrebbero dire gli accordi!

Questo è solo un altro tentativo dell’Ucraina per giustificare il suo rifiuto di discutere con le repubbliche popolari e quindi di attuare gli Accordi di Minsk.

Il resto dei punti della risoluzione è dello stesso livello di delirio, dal momento che l’Ucraina chiede che la Russia applichi il cessate il fuoco e ritiri le sue truppe (cosa che non può fare, poiché l’esercito russo non è nel Donbass, come ha ammesso recentemente un media ucraino) e restituire il controllo del confine all’Ucraina (che è l’ultimo punto degli Accordi di Minsk, che può essere applicato solo quando tutti gli altri saranno applicati), prima di chiedere alla comunità internazionale di condannare l’immaginaria aggressione di Mosca contro Kiev.

Questa risoluzione votata oggi dalla Rada non è né più né meno che un blocco totale degli Accordi di Minsk, per non dire un ritiro ufficiale da essi da parte dell’Ucraina! In effetti, questi accordi stabiliscono chiaramente che l’Ucraina deve negoziare con DPR e LPR, con l’aiuto e la garanzia dell’OSCE, della Francia, della Germania e della Russia. Tuttavia, votando a favore di questa risoluzione, che qualifica la Guerra del Donbass come un “conflitto armato russo-ucraino”, l’Ucraina sta semplicemente cancellando l’altra parte del conflitto con cui deve negoziare e trasformando uno dei mediatori in una parte del conflitto!

Questa risoluzione è quindi in totale violazione degli Accordi di Minsk e segnala la morte ufficiale di questi ultimi. In effetti, come può l’Ucraina applicare gli Accordi di Minsk se cancella la parte in conflitto con cui deve negoziare e ne inventa una nuova che non è presente in quanto tale negli accordi?

Dichiarando ufficialmente la Guerra del Donbass come un conflitto armato tra Russia e Ucraina, Kiev ha appena bloccato a tempo indeterminato l’attuazione degli Accordi di Minsk. Chiaramente, l’Ucraina ha appena preparato il certificato di morte ufficiale degli Accordi di Minsk, il cui elettroencefalogramma era già piatto da molto tempo. Resta da vedere chi firmerà il certificato di morte e ufficializzerà così la morte già effettiva degli Accordi di Minsk.

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Articolo di Christelle Néant pubblicato su Donbass Insider il 30 marzo 2021
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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