British Volunteer (left) and Canadian Volunteer 'Wali'

Volontario inglese (a sinistra) e il volontario canadese “Wali”.

A seguito dell’attacco missilistico russo del 13 marzo su una struttura militare a Iavorov, nell’Ucraina occidentale, che secondo quanto riferito ha ucciso diverse dozzine di combattenti occidentali, i volontari occidentali avrebbero iniziato a fuggire dal paese di fronte a un tipo di guerra molto più intenso del previsto. Dopo lo scoppio delle ostilità [entrambi i link in inglese] tra Russia e Ucraina il 24 febbraio, è stato ampiamente riferito che cittadini dei paesi occidentali si stavano offrendo volontari a migliaia per unirsi alla guerra, gran parte dei quali con esperienza di combattimento. Sebbene la loro motivazione apparisse prevalentemente ideologica, sono stati liquidati dai media russi come mercenari. Il volontario svedese Jesper Soder ha descritto l’attacco missilistico russo come “Un vero e proprio inferno – fuoco, urla, panico. E molte altre bombe e missili”, affermando di aver guidato rapidamente combattenti occidentali inclusi scandinavi, britannici e americani fuori dall’Ucraina attraverso il confine polacco. “Sapevano esattamente cosa colpire. Sapevano esattamente dov’era il nostro deposito di armi. Sapevano esattamente dov’era l’edificio amministrativo. Hanno fatto centro con tutti i loro missili”, ha affermato riguardo alla precisione dell’attacco russo.

Forze di terra ucraine.

Un veterano dell’esercito americano, sopravvissuto anch’egli all’attacco missilistico russo su Iavorov e che successivamente lasciato il paese, ha dichiarato: “Sono sopravvissuto perché i missili hanno colpito le strutture in cemento invece che le tende dove mi trovavo”, aggiungendo che oltre due terzi dei volontari occidentali hanno deciso di andarsene subito. Riguardo al calibro dei volontari occidentali ha affermato: “Alcuni erano soldati professionisti e sono ancora competenti. Altri sono ubriaconi, persone con esperienza militare più marginale e persone che in realtà non sarebbero dovute venire. Altri sopravvissuti hanno consigliato a potenziali futuri volontari che la “situazione è completamente andata a pu**ane”, sottolineando: “Andate avanti e unitevi alla legione, con tutti i mezzi, ma siate assolutamente consapevoli di quanto andrà peggiorando la situazione e che i russi hanno aerei da guerra e voi non avrete quasi nulla. Accettate la possibilità della morte. Quelli di noi che se ne sono andati, compresi gli operatori delle SF (forze speciali) di diversi paesi, stanno semplicemente attenuando il rischio. Nessuno vuole morire in una lotta impari, e dopo essere stato fo**utamente preso a pugni da enormi missili da crociera oggi – sì, voglio che le persone ci pensino due volte prima di sconvolgere la loro vita per offrirsi volontari. Per quanto riguarda lo stato delle forze ucraine, ha dichiarato: “Stanno mandando al fronte ragazzi non addestrati con poche munizioni e AK di me*da e vengono uccisi… I ragazzi che sono lì ora andranno tutti a Kiev e molti moriranno, la legione è completamente senza armi e ha alcuni leader ucraini pazzi”.

Lancio di un missile balistico tattico russo Iskander.

Il Ministero della Difesa russo ha avvertito che i “mercenari occidentali” in Ucraina non sarebbero stati trattati come prigionieri di guerra, e ha fortemente sconsigliato di unirsi al conflitto. La morte più importante di un combattente occidentale è stata quella di un veterano della guerra della NATO in Afghanistan del 22° Reggimento Reale della Royal Canadian Infantry, il cecchino noto in arabo come Wali – o “il guardiano”, che secondo quanto riferito è morto pochi giorni dopo [in inglese] l’ingresso in Ucraina. Dopo aver prestato servizio dal 2009 al 2011, e successivamente offertosi volontario con le milizie curde per combattere il gruppo terroristico dello Stato Islamico, “Il Guardiano” ha ottenuto il titolo di cecchino più letale della NATO, con alcuni rapporti che indicano che detenesse un record di 40 uccisioni in un giorno. Le circostanze della sua morte rimangono sconosciute. Il caso del “Guardiano” riflette un fenomeno più ampio – vale a dire che mentre il personale occidentale ha una notevole esperienza nell’operare in conflitti a bassa intensità in Iraq e Afghanistan con una potenza di fuoco limitata oltre alle armi da fuoco, anche un coinvolgimento limitato in Ucraina rappresenta un tipo di guerra completamente diverso per il quale anche i veterani con una notevole esperienza nelle guerre di contro-insurrezione sono tutt’altro che preparati.

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Pubblicato su Military Watch Magazine il 18 marzo 2022
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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