- Marco Bordoni -

Oggi l’ambasciata americana di Kiev e i suoi manutengoli locali hanno organizzato una bella gazzarra su scala mondiale (“oltre ottanta manifestazioni in tutto il mondo” annunciano i portali Euromaidan) per chiedere il “rilascio immediato” della signora Nadya Savchenko, imputata in Russia di duplice omicidio. A queste richieste si sono subito associati il Commissario Mogherini, i Parlamentari Europei (alcuni dei quali hanno messo in scena addirittura uno sciopero della fame!) ed altri illustri percettori di indennità parlamentari a perdere.

Per capire il merito della vicenda mi sono rivolto ad una amica che si occupa di diritto internazionale, Irene Piccolo, la quale ha confermato un mio sospetto, ovvero che, sul piano giuridico, le cose non sono così chiare come sostengono gli avventori dell’ambasciata USA a Kiev. E’ vero, infatti, che la giurisdizione penale spetta al paese in cui si è consumato il reato (in questo caso ovviamente l’Ucraina, visto i fatti contestati, ovvero l’uccisione dei giornalisti Vladimirovich Kornelyuk e Anton Voloshin, si sono verificati presso Metalisti, nell’oblast di Lugansk, il 17 giugno 2014). Ma per reclamare la propria giurisdizione l’Ucraina dovrebbe perseguire la Savchenko e in sostanza chiedere di sottoporla a processo per i gravi reati contestati.

La funzione funebre di Vladimirovich Kornelyuk e Anton Voloshin: qualcuno crede veramente che se fossero stati americani gli Stati Uniti rilascerebbero "immediatamente e senza condizioni" l'imputato del loro assassinio?

La funzione funebre di Vladimirovich Kornelyuk e Anton Voloshin: qualcuno crede veramente che se fossero stati americani gli Stati Uniti rilascerebbero “immediatamente e senza condizioni” l’imputato del loro assassinio?

Purtroppo per gli eurofanatici il governo Ucraino non vuole la consegna della donna per processarla, ma per consegnarle a mano una medaglia al valore già conferita in absentia. Se ammazzare i Russi in Ucraina fosse reato, sono certo che la Russia sarebbe ben lieta di estradare questa eroina. Il problema è che la Russia non la estrada perché l’Ucraina non vuole processarla, ma portarla in trionfo. Per gli stessi esatti motivi per cui la Russia vuole punirla, ovvero per avere fornito, da segnalatrice di una unità volontaria, le coordinate di tiro che hanno provocato l’uccisione degli odiati “agenti propagandisti di Mosca” (leggasi: giornalisti Russi). A ben guardare, quindi, la domanda non dovrebbe essere perché la Russia voglia processare una persona imputata di un reato così grave, ma perché l’Ucraina non voglia farlo (anzi, abbia spiccato dei mandati di cattura per le persone coinvolte nel suo “rapimento”). Per quanto questo suoni sgradevole agli Europei, e nonostante tutte le riserve che si possono nutrire nei confronti dell’azione penale russa, sta di fatto che è la Russia, non l’Ucraina, il paese in cui la Savchenko può ricevere il processo più equo, per il semplice fatto che in Russia viene processata, mentre in Ucraina non lo sarebbe.

Tutto questo ci porta ad una riflessione più ampia. I fan della giurisdizione territoriale sono stati ben lieti di accogliere, nel 2010, le rassicurazioni del tutto generiche e per niente risolutive offerte dalla nuova amministrazione Obama (fresca di Nobel sulla fiducia) a proposito della pratica delle “consegne straordinarie” per lasciarsi alle spalle questo “incidente” e consentire, nella sostanza, che tutto continuasse esattamente come prima. Di cosa stiamo parlando?

Altro che farsi consegnare una persona (cittadina di un paese che non fa parte dell’Unione Europea e che, secondo Jaean Claude Junker non ne farà parte per almeno altri 20 anni) affiliata ad una organizzazione paramilitare resasi responsabile di atrocità diffuse come il Battaglione Aidar per processarla (ammesso e non concesso che la “consegna” sia avvenuta come sostengono gli Ucraini)!

Stiamo parlando del rapimento, da parte dei servizi segreti USA, di decine e forse centinaia di persone, anche cittadini europei, al di fuori di qualsiasi cornice legale. Persone che, dopo essere state “prelevate” (sovranità europea addio!) sono state detenute in “prigioni segrete” della CIA, esistenti sul territorio europeo, portate in paesi terzi con centinaia di voli aerei organizzati con la connivenza delle autorità locali, e qui torturate o uccise.

La mappa delle "consegne straordinarie": carceri segrete e trasferimenti verso luoghi di tortura, nel cuore dell'Europa.

La mappa delle “consegne straordinarie: carceri segrete e trasferimenti verso luoghi di tortura, nel cuore dell’Europa.

Per questo non ci sono stati allegri meeting, grida di dolore dei Commissari dell’Unione, appelli di ONG, scioperi della fame, giornate di lutto, e tutta quella panoplia di stupide manifestazioni di costernazione un tanto al chilo a cui le nostre autorità e i nostri  media ci hanno abituati.

Perché in quel caso si tratta dei nostri “amici” statunitensi. Che spiano le nostre autorità, ci impongono patti commerciali leonini, ci dicono chi invadere, quando e con quanti uomini, rapiscono i nostri concittadini ed i nostri ospiti, li recludono nelle loro prigioni e poi li portano all’estero per torturarli. Tutto questo è OK, anzi, come si dice, addirittura cool. Lo fanno per il nostro bene. 

Invece se Russia e Ucraina si confrontano su di un caso giuridicamente molto complesso ed in cui la Russia ha parecchie ragioni sia nella sostanza che la forma, nessun dubbio. Chi ha ammazzato il barbaro Russo? Quello avrà la nostra solidarietà. Valori europei.