Nel mio articolo del 25 luglio intitolato “Il dilemma di Zelenskyj”, avevo sottolineato la strutturale asimmetria della configurazione del potere in Ucraina a seguito della schiacciante vittoria di Zelenskyj su Poroshenko: anche se una grande maggioranza di Ucraini ha chiaramente votato per fermare la guerra e ripristinare un qualche tipo di pace nel paese, le vere leve del potere nello stato del Banderastan post-Maidan sono tutte in mano ad ogni sorta di gruppi di minoranza molto potenti anche se piccoli, tra cui:

  1. l vari “oligarchi” (Kolomoiskii, Akhmetov, ecc.) e/o mafiosi
  2. Le forze di sicurezza nazionali di Arsen Avakov, tra cui alcuni “legalizzati” squadroni della morte nazisti
  3. I vari squadroni della morte nazisti non-ufficiali (Parubij)
  4. Le varie agenzie estere di intelligence che controllano vari gruppi all’interno dell’Ucraina
  5. I vari sponsor occidentali finanziari/politici che controllano vari gruppi all’interno dell’Ucraina
  6. I cosiddetti “Sorositi” (соросята), cioè le figure politiche sponsorizzate da Soros e da simil-Soros
  7. Le molte persone che vogliono spremere l’Ucraina fino all’ultima goccia di sangue e poi scappare

Tutti questi gruppi hanno agito nello stesso modo, al meno all’origine, durante e dopo Euromaidan. Ora la situazione è cambiata radicalmente, e si stanno combattendo gli uni contro gli altri. E’ ciò che succede sempre quando le cose cominciano a peggiorare, e il bottino che rimane diminuisce ogni giorno che passa.

Che Zelenskyi abbia – oppure no – mai avuto la possibilità di utilizzare il forte mandato che ha ricevuto dalle persone per riprendersi il vero potere da questi gruppi, è ora una questione irrilevante: non è successo, e le prime settimane della presidenza di Zelenskyj hanno chiaramente mostrato che Zelenskyj era, davvero, “in caduta libera[in inglese]. Invece di diventare un “Putin ucraino”, Zelenskyj è diventato un “Trump ucraino”, cioè un leader debole e, francamente, incapace, completamente al di fuori del suo elemento naturale, la cui sola “politica” verso tutte le varie minoranze estremiste è stata quella di provare a placarle, quindi placarle un altro po’, e poi ancora di più. Di conseguenza, molti Ucraini stanno già parlando di “Ze” come poco più di un “Poroshenko 2.0”.  Ancora più importante, praticamente tutti si sentono frustrati e anche arrabbiati con Zelenskyj, la cui popolarità sta costantemente calando.

 

I fattori fuori controllo di “Ze”

Sarebbe tuttavia un’eccessiva semplificazione ridurre tutto alla totale mancanza di esperienza politica di Zelenskyj. Ci sono dei fattori oggettivi che rendono molto complicato ogni tipo di soluzione del problema ucraino, anche per un leader molto forte e di sani principi. Eccone alcuni:

L’Ucraina è un paese completamente artificiale, composto da non meno di 4 differenti regioni: l’Ucraina occidentale (Lvov), l’Ucraina meridionale (Odessa, Nikolaev), l’Ucraina orientale (Donbass) e l’Ucraina centro-settentrionale (Kiev). E’ importante sottolineare in questa sede che queste regioni non hanno confini ben definiti, quindi le mappe potrebbe differire molto l’una dall’altra. Qui di seguito trovate tre esempi che lo dimostrano:

  1. Il concetto di “Ucraina Indipendente” è sempre stata basato su miti con un forte fondamento ideologico. Per esempio, l’espressione stessa “Ucraina Indipendente” è una contraddizione in termini, dal momento che – per essere una “ucraina”, cioè una regione di frontiera/confine – devi essere “l’ucraina di qualcosa”, di una qualche altra entità, come dire “la Krajina serba in Croazia” o la “Ucraina siberiana” in Siberia. Questi miti comprendono tutte le sciocchezze che abbiamo già sentito [in inglese] (gli antichi “Ukrs” costruivano le piramidi, parlavano un proto-sanscrito, insegnavano Buddha, scavavano il Mar Nero, venivano da Marte, sono stati menzionati da Erodoto, che era egli stesso ucraino, ecc. ecc.) ma anche alcuni miti fondativi recenti e assolutamente fondamentali includono:
  • Euromaidan è stata una “rivoluzione per la dignità” che è stata sostenuta dalla stragrande maggioranza degli Ucraini. Tutti i colpi di quel giorno sono stati sparati da “agenti russi”.
  • La guerra nella parte orientale è cominciata quando degli agenti russi hanno sequestrato uffici e armi ufficiali arrivando ad una “invasione segreta” (qualunque cosa significhi questa espressione) da parte delle forze armate russe.
  • I leader della cosiddetta “LDNR” sono agenti russi della FSB, criminali mafiosi e terroristi che opprimono la popolazione locale che non li appoggia.
  • Le forze armate ucraine hanno sconfitto le “orde russe” e fermato con successo “Putin”, il quale stava progettando di invadere l’intera Ucraina. I Russi hanno ancora dei piani, e sono pronti a colpire.
  • Le nuove e migliori forze armate ucraine sono pronte a liberare ogni centimetro di terra ucraina.
  • L’Ucraina bianca europea è pronta a difendere l’Europa contro le orde russo-asiatiche che la minacciano.
  • “Tutto il mondo” (nientedimeno!) è unito contro la Russia in sostegno all’Ucraina.
  • Il Donbass e la Crimea saranno liberati dagli invasori russi e dai collaborazionisti locali, che saranno tutti accuratamente interrogati in speciali campi di detenzione e tutti gli elementi traditori saranno eliminati.

Secondo la propaganda ucronazi, questo signore è “un difensore dell’Europa contro le orde russo-asiatiche

  1. Ora, questo set di imperativi ideologici rende molto facile da capire un “programma” per le aspiranti truppe d’assalto a basso QI, ma pone un numero insormontabile di ostacoli agli Accordi di Minsk o alla Formula Steinmeier (che è semplicemente una spiegazione dei termini previsti negli Accordi di Minsk). Il fatto che fu il “loro” presidente (Poroshenko) a dare la sua approvazione ad entrambi gli accordi, non fa alcuna differenza per i nazionalisti. Il principale problema psicologico/ideologico è che sia gli Accordi di Minsk che la Formula Steinmeier obbligano il regime di Kiev a negoziare direttamente con il leader della LDNR. Finora, nessuna delle potenti minoranze citate è pronta a un tale compromesso. Perché? Semplicemente perché SE il governo di Kiev accetta alla fine di dialogare con i Novorussi, allora si sgretola l’intera recente base ideologica (citata prima) di Euromaidan. SE i leader della LDNR non sono agenti russi e terroristi, allora essi rappresentano il popolo della Novorussia, e se il popolo della Novorussia ha eletto queste persone, allora è il popolo della Novorussia che non vuole avere nulla a che fare con l’orribile “Banderastan”, che gli anglosionisti e gli ucronazi hanno tentato di imporre agli Ucraini con un sanguinoso (e, oserei dire, totalmente illegale) colpo di Stato.

 

La narrazione russa sta vincendo

Un altro grande problema di Zelenskyj è costituito dalle due narrazioni concorrenti: quella ucronazi e, per così dire, quella russa. Ho appena descritto quella ucronazi, e ora parlerò di quella russa in contrapposizione, che recita più o meno così:

  • Euromaidan è stato un colpo di Stato totalmente illegale e violento contro il presidente ucraino eletto democraticamente, la cui legittimità non è stata contestata da nessuno, men che meno dai paesi che hanno avuto il ruolo di mediatori tra Yanukovich e i rivoltosi, e che si sono rimangiati le loro parole in meno di 24 ore (una specie di record per i politici occidentali e per le promesse di sostegno!).
  • Tutte, ripeto TUTTE, le azioni fatte per spezzare i legami economici e culturali tra Russia e Ucraina sono state decise dai leader ucraini, mai dalla Russia, che ha solo risposto simmetricamente quando necessario.
  • Persino con le sanzioni internazionali, la Russia è riuscita a sopravvivere sia alla rottura dei legami con l’Ucraina sia ai tentativi anglosionisti di danneggiare l’economia russa. Al contrario, tagliare i legami economici con la Russia è stata una condanna a morte per l’economia ucraina, che ora si ritrova completamente de-industrializzata.
  • Ora che l’Ucraina è stata completamente de-industrializzata, tutto ciò che può esportare sono persone e risorse naturali. Nel caso delle persone, stiamo parlando soprattutto di manodopera a basso costo e prostituzione che si spostano in Occidente, e di ingegneri e tecnici specializzati che vanno in Russia (specialmente ingegneri e scienziati dell’ormai defunto, ma precedentemente molto potente, complesso industriale militare ucraino). In termini di risorse, il partito “servitore del popolo” sta ora sostenendo una nuova legge che farà con le risorse ucraine ciò che i famosi “voucher” fecero all’economia sovietica: mettere tutto nelle mani di ladri e miliardari.
  • La Crimea è andata e non c’è più niente da fare, tanto meno un tentativo di Kiev di riconquistare la Crimea con la forza (la Crimea è attualmente uno dei punti più difesi sul pianeta).
  • Mentre alcuni politici occidentali non riescono semplicemente a fare un mea culpa e ammettere di aver letto, interpretato e gestito malissimo l’intera crisi ucraina, molte persone in Occidente stanno giù vedendo una frase molto semplice scritta sui loro muri mentali: l’Ucraina è un pericoloso stato fallito con una solo cosa rimasta da saccheggiare, le risorse naturali. Al contrario, l’Europa ha davvero bisogno della Russia a tutti i livelli, dall’energia alla Difesa. Questo è particolarmente vero ora che Russia e Cina stanno intraprendendo insieme dei progetti comuni davvero giganteschi.
  • La Russia è ora abbastanza forte per fare un attacco combinato alle forze NATO. Le forze della LDNR sono più piccole di quelle militari ucraine ma molto meglio addestrate, comandate, equipaggiate ed appoggiate, quindi hanno più probabilità di sconfiggere ogni attacco ucronazi. Tuttavia, se un attacco ucraino dovesse avere successo e mettere a rischio il futuro della LDNR, la Russia potrebbe fermare tale invasione senza neanche schierare forze di terra in Novorussia.

Per Zelenskyj e, per dirla tutta, per ogni leader ucraino, le suddette contraddizioni sono irrisolvibili e ogni passo fatto nella direzione del pragmatismo, non importa quanto piccolo (e TUTTI i passi finora sono stati piccoli), ottiene una reazione immediata di sdegno e minacce da parte dei nazisti radicali di Poroshenko & Co.

Il sottile messaggio ucronazi a “Ze”

Alcune delle minacce fatte da questi ucronazi sono davvero serie, e l’unica persona che, al momento, può tenere un po’ sotto controllo la versione ucraina della ruandese ’”Interahamwe[milizia paramilitare], può essere probabilmente Arsen Avakov. Essendo però lui un pazzo nazista radicale, la sua attitudine è ambigua e imprevedibile. Ha probabilmente più potenza di fuoco di chiunque altro, ma è stato un puro “Porokhobot” (cioè un robot di Poroshenko), che, in molti versi, controllava Poroshenko più di quando Poroshenko controllasse lui. La mossa migliore di Zelenskyj sarebbe quella di arrestarli tutti in una notte (lo stesso Poroshenko ma anche Avakov, Parubij, Larosh, Farion, Liashko, Tiagnibok, ecc.) e mettere al ministero degli Interni un uomo di cui si fidi totalmente. Successivamente, Zelenskyj potrebbe andare a Donetsk o, almeno, incontrare i leader della LDNR, e lavorare con loro per attuare gli Accordi di Minsk. Questo gli alienerebbe di sicuro le simpatie degli ucronazi, ma darebbe a Zelenskyj un grande sostegno popolare.

Inutile dire che non succederà. Mentre a Kolomoiskij, il burattinaio di Zelenskyj, piacerebbe mettere in galera tutta la gang e rimpiazzarla con degli uomini suoi, è un falso segreto che potenti gruppi di interesse negli Stati Uniti hanno detto a Zelenskyj “non provare a toccarli”. Il che va bene, eccetto per il fatto che significa anche “non provare neanche a cambiare il loro corso politico”.

 

Quindi, che cosa potrebbe accadere?

Il futuro personale di Poroshenko e dei suoi ucronazi sarà deciso negli Stati Uniti. Se Trump prevarrà sulla gang Clinto-Biden, allora ci sarà una minuscola possibilità teorica che un congiunto “via libera” tra USA e Russia possa dare a sua volta a Zelenskyj il via libera per cominciare a de-nazistizzare l’Ucraina. Considero questa ipotesi molto improbabile. In caso contrario, la Russia intraprenderà una politica di azioni e decisioni unilaterali. Quali potrebbero essere?

Per poter rispondere, dobbiamo guardare alle condizioni reali (invece di quelle ufficiali) della Russia. Sono piuttosto chiare:

  1. La Crimea sarà russa per sempre
  2. A Kiev non sarà permesso di impadronirsi con la forza della Novorussia
  3. All’Ucraina non sarà mai permesso di entrare nella NATO
  4. La Russia non sarà la sola a pagare i costi della ricostruzione dell’Ucraina
  5. La Russia può vivere con una Ucraina unitaria ma confederata
  6. La Russia può vivere anche con qualsiasi cosa resti a seguito del crollo dell’Ucraina
  7. A meno che non si trovi una soluzione percorribile e in un lasso temporale ragionevole, la Russia può (e lo farà) riconoscere la LDNR e persino permettergli di riunirsi alla Russia (con uno status legale che deve essere ancora determinato, poiché ci sono più opzioni possibili)

La prima e ovvia domanda ora è questa: l’impero anglosionista può fare qualcosa per impedire ai Russi di raggiungere gli obiettivi indicati qui sopra?

La mia risposta personale è no, l’Impero non ha i mezzi per imporre qualcosa di diverso da ciò che la Russia vuole, almeno non in Ucraina. Questo non solo a causa del confronto tra Putin e gli incapaci leader occidentali, ma semplicemente perché i Russi hanno un enorme vantaggio storico e geografico in Ucraina rispetto a qualsiasi combinazione di potenze occidentali. Vero, la Russia ha pateticamente lasciato cadere la palla, ma le cose stanno chiaramente cambiando, e ora la Russia è in una posizione piuttosto invidiabile, in cui può fare affidamento soprattutto sulle azioni unilaterali (come per esempio distribuire passaporti russi), lasciando nel frattempo che l’Ucraina occupata dagli ucronazi si autodistrugga.

Quindi cosa succede se non succede nulla?

 

Come si dice in ucraino “Lasciate ogni speranza, o voi che entrate”?

E dal momento che un (attualmente del tutto teorico) “Occidente unito” non può fare nulla per impedire alla Russia di raggiungere uno dei risultati accettabili per essa, non può farlo neanche un presidente ucraino, che sia Zelenskyj o un altro.

Proprio ora, i sostenitori del Banderastan stanno passando attraverso le famose fasi del dolore di Kübler-Ross: negazione, rabbia, negoziazione, depressione e accettazione. Attualmente, molti di loro stanno facendo a zig-zag tra il patteggiamento e la depressione; l’accettazione è ancora troppo oltre il loro molto vicino orizzonte. Tranne che per il fatto che Zelenskyj non ha più nulla su cui contrattare.

Le prospettive del futuro dell’Ucraina sono piuttosto cupe, almeno nel breve e medio periodo. Cosa accadrà realmente è impossibile da prevedere (è più facile dire quello che non succederà) ma qui di seguito ci sono alcune opzioni che io considero attendibili:

Un collasso dell’autorità centrale seguito da una impennata di violenza e da uno spezzatino ucraino in una qualche entità in Occidente. Il sud probabilmente cercherà una quasi-indipendenza per fare affari con la Russia, mentre la maggior parte della violenza ci sarà nella regione centro-settentrionale, che è molto polarizzata e silente solo per la paura della SBU e/o degli squadroni della morte nazisti. Non appena Kiev perderà il controllo, è probabile che queste regioni si sollevino. Se succederà, l’attuale linea di contatto diventerà un confine internazionale tra la LDNR e il resto dell’Ucraina. La maggior parte dei membri delle Nazioni Unite non riconosceranno la LDNR (per paura dello Zio Samuel) ma uno lo farà: la Russia. E quella sarà la fine della ”Ucraina Indipendente” per come la conosciamo.

Non escluderei mai un colpo di Stato patriottico last minute o, anche più probabilmente, un contro-colpo di Stato fatto dai patrioti ucraini all’interno delle forze armate, non necessariamente sostenuto da Mosca, ma che almeno rimpiazzi con delle persone più pragmatiche gli ucronazi, francamente piuttosto folli. Ci sono molte persone di questo tipo in Ucraina, alcune sono note e altre meno. Se io fossi “Ze”, terrei d’occhio Vadim Rabinovich, non perché sia il mio personale candidato ideale, ma perché è molto intelligente e con molte relazioni. Non è affatto popolare in Ucraina, ma ha un forte sostegno in Occidente e in Israele. Leggete questa pagina piuttosto interessante di wikipedia [in inglese] su Rabinovich e guardate perché lui sia un tipico “мутный типчик” (approssimativamente, una persona non limpida, cioè qualcuno che sospettereste essere un truffatore). E’ improbabile che possa venire eletto dal popolo ma lui, o qualcuno come lui, potrebbe essere un ottimo front-man “antinazista” per un colpo (o contro-colpo) di Stato, nel caso in cui una figura simile possa essere utile all’Impero. A proposito, la reazione del Cremlino ad un colpo di Stato (o un contro-colpo di Stato) guidato da un Rabinovich (o simile) sarebbe proprio simile a quella di quando Yulia Timoshenko salì al potere: lavoreranno con chiunque sia pragmatico e che possa mantenere le promesse.

 

Conclusione: la Russia può aspettare, l’Ucraina no

E’ davvero così semplice. Infatti, in questo caso il tempo è sempre stato favorevole ai Russi, anche se non necessariamente alle persone della Novorussia, che hanno sofferto gli orrori di questa guerra. Ma ora sembra che la Novorussia sia riuscita nell’obiettivo di trasformare un miscuglio di milizie più o meno addestrate in un credibile e disciplinato esercito, capace di azioni tattiche e operative, in altre parole, capace di pericolosi contro-attacchi. Infine, la politica russa verso lo spezzatino ucraino e la Novorussia è ora tutta di natura unilaterale, il che dà alla Russia una grande flessibilità.

Con un leader debole come “Ze”, l’Ucraina sembra bloccata nella terra di nessuno, da qualche parte tra negazione, rabbia, negoziazione, depressione e accettazione. Quanto più velocemente i leader ucraini passeranno alla fase di “accettazione”, tanto meno dovrà soffrire il popolo ucraino (non che a qualcuno della leadership ucronazi interessi la gente comune).

Alla fine di tutte queste argomentazioni e teorie, c’è un fatto cruciale che non può essere ignorato: la rivoluzione di Euromaidan (cioè il colpo di Stato di Yanukovich e la conseguente guerra civile in Donbass) è fallita. In realtà, è nata morta dal giorno 1, essendo costruita su un’ideologia che gran parte degli Ucraini non condivide. Inoltre, questa rivoluzione ha portato via le parti più produttive e ricche dell’Ucraina: il Donbass e la Crimea. In più, il regime ucronazi è stato sonoramente sconfitto dai ribelli della Novorussia, non una ma ben due volte. Infine, spezzando tutti i legami economici con la Russia, l’Indipendente Ucraina ha fatto sostanzialmente seppuku. Niente di questo può essere cambiato o facilmente risolto.

Come sempre, nella battaglia tra ideologia e realtà, prevale quest’ultima. Il risultato di questa battaglia tra ideologia e realtà non è mai dubbio, almeno non per le persone razionali e pragmatiche, e quindi il sangue e le lacrime di tutti coloro che insensatamente sono morti, sono stati mutilati e sono diventati rifugiati rimarranno per sempre sulla coscienza di coloro che hanno dato il via a questo “fuoco rivoluzionario”: i leader dell’Occidente unito.

Il Saker

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Articolo del Saker pubblicato su The Saker il 14 novembre
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per
Saker Italia.

[I commenti in questo formato sono del traduttore]


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