I notiziari hanno scoperto solo gradualmente che gli Accordi di Minsk 2, per trovare un modo pacifico per porre fine alla guerra tra l’Ucraina e la sua regione separatista dell’estremo oriente, il Donbass, sono collassati il 26 marzo. Erano degli accordi che il francese François Hollande e la tedesca Angela Merkel avevano stretto col russo Vladimir Putin l’11 febbraio 2015, a Minsk, in Bielorussia. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il fondatore dell’odierna Ucraina [entrambi i link in inglese], si era opposto a quegli accordi, perché stava incoraggiando l’allora presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, a conquistare militarmente sia il Donbass che la Crimea con la forza – o almeno a tentare di farlo. Il “Protocollo di Minsk” aveva istituito un “gruppo di contatto” di rappresentanti di Ucraina, Russia e OSCE (un’organizzazione di mantenimento della pace composta praticamente da tutti i paesi dell’emisfero settentrionale). Lo scopo dell’accordo era stabilire colloqui diretti tra rappresentanti dell’Ucraina e rappresentanti del Donbass. Mentre il Donbass era riluttante a tenere tali colloqui, l’Ucraina non è mai stata disposta a firmare il documento originale se non per poter beneficiare di ulteriori prestiti dall’Occidente (in modo da poter continuare a bombardare il Donbass). L’Ucraina ha bombardato e ha continuato praticamente incessantemente a bombardare il Donbass per conquistarlo, e l’estrema destra in Ucraina controlla il paese e ha costantemente minacciato di assassinare [tutti  i link in inglese] il presidente ucraino se avesse firmato un accordo per stabilire colloqui di pace con il Donbass. Quindi, il Presidente dell’Ucraina è rimasto intrappolato tra, da un lato, il Presidente degli Stati Uniti e i Nazisti rabbiosamente anti-russi – entrambi i quali vogliono che la guerra continui – e, dall’altro, il pubblico ucraino (che vuole in modo schiacciante che la guerra finisca).

Il collasso del processo di Minsk è stato nascosto al pubblico in Occidente, ma il governo russo ne ha fornito una descrizione il 2 aprile [in inglese]:

Il primo protocollo scritto con compiti ben definiti per il futuro è stato firmato da Donetsk, Lugansk, Kiev e dall’OSCE l’11 marzo con la partecipazione personale del vicecapo dell’ufficio presidenziale russo Dmitrij Kozak e del capo dell’ufficio presidenziale ucraino Andrij Ermak.

Purtroppo, dopo la svolta iniziale, hanno iniziato ad accadere cose strane. Durante le conversazioni telefoniche, Berlino e Parigi hanno offerto diverse scuse per togliere il proprio sostegno agli accordi Kiev-Donbass. Anche Kiev ha rinunciato a questi accordi nella riunione del Gruppo di Contatto del 26 marzo. Si ha l’impressione che i negoziatori ucraini siano stati all’altezza. Questo ripensamento distrugge lo slancio positivo iniziale.

Quattro giorni dopo, il 30 marzo, i ministri degli Esteri di Germania e Francia hanno rilasciato una dichiarazione estesa con l’ennesimo elenco di accuse infondate contro il Donbass. Damdogli la colpa.

Il 23 marzo, la bielorussa Belta News ha sottolineato che il “prossimo incontro del Gruppo di Contatto trilaterale sull’Ucraina [sarà] sostituito con una videoconferenza[in inglese] (a causa del coronavirus). La videoconferenza era prevista per il 23-25 marzo, ma si è tenuta il 26 marzo e ha prodotto prontamente solo recriminazioni reciproche.

Il governo degli Stati Uniti, e in particolare il suo Stato Profondo [in inglese], sono molto contrari a tale processo di pace. Jeff Bezos, una persona chiave nello Stato Profondo, possiede il Washington Post, che fa propaganda per l’acquisizione da parte dell’America di qualsiasi paese che non sia già una nazione vassalla statunitense – in particolare la Russia – e quindi a favore di sanzioni e altre aggressioni al fine di raggiungere tali espansioni dell’impero americano. Il 19 marzo ha titolato “L’ucraino Zelenskyj vuole porre fine alla guerra ad est. Il suo problema: nessuno è d’accordo su come farlo[in inglese]. Certo, ha riferito solo dalla parte degli Stati Uniti, e chiaramente contro la parte russa. Ha aperto dicendo: “KIEV, Ucraina – Il primo arresto di Oleh Sugorej nell’Ucraina orientale da parte di agenti separatisti sostenuti dalla Russia è stato terrificante”, e il giornale ha incolpato la Russia per quell’“atto di terrorismo”, senza nemmeno dire perché dovesse essere colpa della Russia. La realtà era l’opposto: il terrorismo è sempre stato usato dal regime ucraino di Obama contro i residenti dell’area ucraina che avevano votato per più del 90% a favore del presidente ucraino democraticamente eletto che Obama aveva rovesciato [in inglese]. Una propaganda come questa (e il pubblico occidentale credulone che si fida di essa) rende estremamente difficile qualsiasi tentativo del presidente ucraino di porre fine pacificamente alla guerra ucraina contro il Donbass (la regione dell’Ucraina che aveva votato più del 90% per il Presidente Viktor Janukovych, il neutralista ucraino, che Obama ha rovesciato con un colpo di Stato). Quella propaganda è politicamente schiacciante. Il presidente dell’Ucraina recentemente eletto, Volodymyr Zelenskyj, (che a differenza del suo predecessore [tutti e quattro i link in inglese], che aveva promesso di riconquistare con la forza sia il Donbass che la Crimea) stava cercando di porre fine alla guerra con un compromesso. Mentre il predecessore di Zelenskyj aveva sostenuto pubblicamente la guerra ed era stato acclamato con entusiasmo al Congresso degli Stati Uniti per averlo fatto, Zelenskyj è stato deriso in questo “articolo”, in quanto descritto come “Presidente Volodymyr Zelenskyj, dilettante politico ed ex comico televisivo”. La prospettiva di un accordo di pace è stata definita come una concessione a una Mosca malvagia: “Nessun accordo può avvenire senza un accordo su un qualche tipo di status di autogoverno speciale per le regioni, ma alcuni temono che sia proprio ciò che Mosca vuole – un’opportunità di mantenere l’influenza e cercare di destabilizzare l’Ucraina”. Lo stabilire la pace al confine con la Russia viene dipinto come un’aggressione di Mosca contro Kiev. Solo un pazzo può considerare queste come “notizie”, ma, dopo tutto, il pubblico che legge questi articoli si fida di loro, e questo è il vero problema.

Quell’“articolo” di Jeff Bezos continua così:

Bohdan Bondarenko, analista del Center of Policy and Legal Reform in Ukraine, ha affermato che non vi era consenso nel paese su quale status avrebbero avuto le regioni separatiste e su come reintegrarle.

“Zelenskyj ha un desiderio sincero di risolvere il problema. Immaginiamo che Zelenskyj sia d’accordo con Putin. La società ucraina non lo accetterà. La nostra società non sarà d’accordo. La società è molto divisa”, ha detto Bondarenko.

Ma ha detto che la Russia sta perdendo la voglia di sostenere il Donbass e preferirebbe vederlo di nuovo all’Ucraina.

“Non hanno bisogno di questo Donbass. Gli sta costando un sacco di soldi. A questo punto, il Donbass è più negativo per Putin che [positivo]. Per la Russia, la cosa migliore sarebbe se il Donbass fosse all’interno dell’Ucraina ma con uno status speciale. Sarebbe uno strumento di destabilizzazione”.

Il Washington Post non riporta chi ha finanziato il Center of Policy and Legal Reform in Ukraine – ovvero chi lo rappresenta in realtà. I suoi principali finanziatori includevano non solo l’USAID del governo degli Stati Uniti (affiliata alla CIA), ma anche l’Open Society Institute di George Soros e l’International Renaissance Foundation [tutti e tre i link in inglese], e l’Ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina e altre agenzie dell’imperialismo statunitense, come la Commissione Europea. Tutti anti-Russia. Quell’“articolo” era propaganda.

E non sono solo i “notiziari” che vogliono che la guerra continui; fanno così anche accademici ben finanziati e altri “esperti[in inglese].

Il Warsaw Institute ha un ufficio nell’antirussa Polonia, ma in realtà ha sede negli Stati Uniti, come organizzazione senza scopo di lucro a Richmond, in Virginia, e con un conto bancario a Winston-Salem, nella Carolina del Nord, e non ci sono bilanci pubblici disponibili oltre a “0”, quindi presumibilmente non paga nessuno per niente. Il 31 marzo ha titolato “Il piano Kozak-Ermak sul Donbass: una trappola per l’Ucraina[tutti e quattro i link in inglese] e ha riferito che

All’incontro del gruppo di contatto, l’11 marzo, a Minsk, in Bielorussia, l’inviato presidenziale russo, Dmitrij Kozak, e l’inviato presidenziale ucraino, Andrij Ermak, hanno concordato di stabilire quello che hanno chiamato il Consiglio Consultivo, o una piattaforma che avrebbe ufficialmente messo insieme la parte ucraina e i tirapiedi russi di Donetsk and Lugansk. La Russia è ufficialmente un osservatore imparziale, così come la Germania e la Francia, mentre l’OSCE dovrebbe mediare nei colloqui. Una volta che avrà effetto, la soluzione significherà molto per il Cremlino. Vale a dire, Kiev abbandonerà la sua attuale regola di non tenere colloqui diretti con i separatisti.

Sebbene concordati l’11 marzo, i documenti sono stati tenuti segreti, in attesa dell’approvazione finale prevista per il 25 marzo, che non c’è stata. Tuttavia, il testo completo dei documenti è trapelato ai media ucraini, provocando turbolenze generali. I partiti di opposizione ucraini hanno accusato Zelenskyj e Ermak di tradimento, mentre alcuni funzionari presidenziali sono contrari a tenere colloqui con i separatisti. Mentre Ermak difendeva il piano, Zelenskyj è rimasto in silenzio. Un altro fattore è la rapida crisi del coronavirus, con l’intero caso che è stato messo da parte tra le preoccupazioni per la pandemia di COVID-19. Il 25 marzo non è successo nulla, mentre, durante una videoconferenza, la squadra negoziale ucraina ha dichiarato che non avrebbe confermato l’accordo, almeno per il momento. Sebbene Zelenskyj abbia acquistato un po’ di tempo, non è sicuro se si ritirerà dal controverso accordo. Con la crisi e il crollo dei prezzi, il leader ucraino sta mettendo gli occhi su uno straordinario successo e sta ancora sognando di riportare la pace nel Donbass. Questo è anche ciò che la maggior parte degli ucraini vuole ancora che si materializzi. Ma per spingere gli emendamenti costituzionali, il partito del presidente deve trovare un alleato credibile. Ciò che può sembrare una scelta ovvia è la Piattaforma d’Opposizione – Per la Vita di Medvedchuk, il cui leader è il principale alleato chiave di Putin in Ucraina. Alla vigilia dell’incontro Ermak-Kozak a Minsk, una delegazione di deputati ucraini dell’opposizione, guidata da Medvedchuk, ha fatto visita alla Duma di Stato della Russia e al Cremlino. Mentre era a Mosca, il politico filorusso ha avanzato alcune idee a nome del Parlamento del suo paese che vanno ben oltre i suoi poteri. Ma il presidente ucraino sembra aver chiuso un occhio sulle proposte di Medvedchuk, in quanto deve schierarsi con i deputati a favore del Cremlino per ottenere la maggioranza nella Verchovna Rada. Eppure non vi è dubbio che questo sarà un affare costoso per il presidente.

Zelenskyj aveva ottenuto il 73% dei voti alle elezioni presidenziali del 21 aprile 2019 in Ucraina perché aveva promesso di porre fine pacificamente alla guerra tra Ucraina e Donbass. Fino al 19 settembre 2014, tutta la propaganda negli Stati Uniti e delle sue nazioni vassalle aveva affermato che il problema col Donbass era che la Russia stava cercando di “impadronirsi” di quella terra, al fine di espandere la Russia (già il paese più grande del mondo), e quel giorno ho titolato “Il leader russo Putin rifiuta l’obiettivo dei separatisti ucraini di diventare parte della Russia[in inglese] e ho inviato questo articolo a tutti i media in Occidente, ma è stato pubblicato da pochi notiziari non mainstream o “alternativi”, perché tale verità era proibita da tutti i principali “notiziari” occidentali. Smentiva gli “articoli” che erano stati pubblicati da tutti i principali “notiziari” occidentali, quindi si sono rifiutati di pubblicarlo. Questa verità – che il 19 settembre 2014 Putin ha rifiutato la richiesta del Donbass di entrare a far parte della Russia – non è mai stata pubblicata nei principali media occidentali, e quindi i governi e i media occidentali hanno dovuto creare nuove bugie per continuare a “giustificare” La guerra in corso dell’Ucraina contro il Donbass.

Quando Obama si è preso l’Ucraina nel febbraio 2014 in modo che alla fine i missili statunitensi fossero messi lungo il confine russo-ucraino di 2600 chilometri (non a 150 chilometri di distanza dall’America, su un’isola – Cuba – come l’Unione Sovietica aveva pianificato contro gli Stati Uniti nel 1962, ma di fatto sul confine europeo più lungo della Russia), l’obiettivo finale era in realtà la Russia, non l’Ucraina. Ecco perché Obama si è tenuto stratta l’Ucraina e Trump continua a farlo. La Russia è rimasta l’obiettivo anche dopo che Putin ha detto di no al Donbass. In effetti, entro e non oltre giugno 2013, Obama stava addirittura pianificando di estromettere la Russia dalla più grande base navale della Russia, che si trova in Crimea, e di stabilirvi una base navale statunitense. (Quella parte del suo colpo di Stato [entrambi i link in inglese] fallì). Quindi, tutto questo è davvero solo una preparazione per conquistare la Russia. E tutti i “media” tradizionali in Occidente nascondono anche questo fatto dalla pubblicazione, e presentano la Russia come aggressore: “La Russia si sta avvicinando troppo alla NATO”. L’assurdità è palese, ma il pubblico è stupido. Questo fatto è palese. Ma la stampa lo ignora. Lo ignorano perché mantiene il pubblico stupido. È essenziale per la loro funzione in una dittatura. Ad esempio: i “media” statunitensi nascondono le verità in modo che il pubblico degli Stati Uniti sostenga [tutti e tre i link in inglese] invasioni e sanzioni contro un Paese – questa è stupidità.

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Articolo di Eric Zuesse pubblicato su The Saker il 7 aprile 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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