La conferenza stampa del Ministro degli Esteri Lavrov dimostra che il governo russo respinge a tutti i livelli i tentativi di riscrivere i termini dell’Accordo di Minsk II sulla ricomposizione del conflitto ucraino.

Selection_092Il Dott. Gilbert Doctorow recentemente ha fatto una discussione magistrale riguardante la conferenza stampa di Lavrov lo scorso gennaio.

Argomento dell’incontro con la stampa di Lavrov è stato uno dei più strani e misteriosi meeting che hanno avuto luogo nel corso di quest’anno.

Si tratta della riunione tenuta a Kaliningrad il 15 gennaio 2016 tra l’Assistente Segretario di Stato USA Victoria Nuland e l’aiutante del Presidente Russo Vladislav Surkov.

Schermata 2016-02-28 alle 21.02.45Victoria Nuland non ha bisogno di presentazioni per i lettori abituali di Russia Insider, o per tutti quelli che seguono il conflitto ucraino.

Una sopravvissuta dell’amministrazione Bush-Cheney, è la moglie dell’ideologo e commentatore neocon  Robert Kagan, e lei stessa è nota per essere una neocon dura e pura. La sua posizione di Assistente Segretario di Stato per gli Affari Europei la rende in effetti il proconsole di Washington in Europa.

La Nuland ha giocato un ruolo chiave durante la crisi di Maidan. Sono famose le foto che lei ha consentito a rendere note mentre dava biscotti ai manifestanti antigovernativi, ed è stata sentita da tutti discutere al telefono con l’ambasciatore USA Geoffrey Pyatt la composizione del futuro governo ucraino (la cosiddetta “Nuland call”). La sua preferenza come Primo Ministro dell’Ucraina andava ad Arseniy Yatseniuk, che non a caso oggi ricopre effettivamente quella carica.

Vladislav Surkov è un personaggio molto più strano e interessante. Egli è il Dr. Frankenstein della politica russa.

Come spin doctor di Putin si era dato il compito straordinario di provare a prendere il totale controllo dell’intero sistema politico russo, modificandolo affinché si conformasse alle sue idee. Provò a farlo creando partiti fantoccio e movimenti sociali a sinistra e a destra del partito al governo Russia Unita. In questo modo cercava di creare un sistema politico di cui ogni parte fosse fedele al Cremlino e sotto il suo controllo.

Così come predetto da persone più realistiche che lo avevano messo in guardia, quello che è realmente successo è che il Dr. Frankenistein ha scoperto di non essere più in grado di controllare la propria creatura. Nel tentativo di prendere il controllo dello spazio politico a destra e a sinistra di Russia Unita, per risultare attraenti nei confronti dell’elettorato, queste formazioni iniziarono a criticare pubblicamente il partito di Putin e finirono per contenderne i voti.

La conclusione fu che sottrassero voti a Russia Unita, portando alla sconfitta sofferta dal partito nelle elezioni parlamentari del 2011, cosa che a sua volta accese le proteste che ebbero luogo quell’anno.

Le macchinazioni di Surkov hanno avuto anche la conseguenza dannosa di seminare cinismo tra i Russi circa lo stato della loro politica, lasciando a molti il dubbio che i loro partiti politici non siano in effetti ciò che sembrano.

Se la politica russa ancora risente di una certa fragilità, che innervosisce molti Russi nonostante il forte consenso, è in grandissima parte dovuto a Surkov.

Un’altra conseguenza delle manipolazioni di Surkov è che, a dispetto del fatto che, a detta di tutti quelli che lo conoscono, sia un uomo affascinante, è personalmente vituperato e guardato con sospetto dall’intera scena politica russa.

E’ diventato la persona che i Russi di qualunque orientamento politico – liberali pro-Occidente, Comunisti, conservatori e nazionalisti di destra – sono uniti nel detestare. La sola persona tra i politici russi che sembra accordargli fiducia è lo stesso Putin.

Come Nuland, Surkov ha avuto un ruolo importante nel conflitto ucraino, avendo fatto da collegamento tra Putin e i leader della milizia nell’Ucraina orientale.

Non è una sorpresa quindi che, allorquando un personaggio così controverso assume un ruolo di questo genere, si dia la stura a storie di ogni genere riguardo a ciò che è andato a fare.

Esiste per esempio una storia che gode di vasto credito secondo cui, nel luglio 2014, avrebbe ordito un complotto con l’oligarca ucraino Rinat Akhmetov finalizzato alla resa di Donetsk agli Ucraini. Ci sono da allora insistenti voci sul suo conto secondo cui sarebbe dietro vari complotti per tradire la Novorussia e la  sua milizia.

La mia opinione è che queste voci esagerino in modo eccessivo il ruolo di Surkov, ma dato il suo passato sono inevitabili, e rendono la scelta da parte di Putin di Surkov, come persona avente il ruolo di mantenere relazioni così delicate, a dir poco strana.

Quando due persone così largamente sgradite e sospette come Nuland e Surkov si incontrano, è normale che sorgano degli allarmi. Quando si incontrano in modo riservato, è evidente che il livello di questi allarmi sia ancora più alto. Sin da quando la notizia dell’incontro è stata resa pubblica, sirene d’allarme hanno rumorosamente suonato per tutta la Russia, il Donbass e l’Ucraina.

Dunque, di cosa hanno parlato i due nel loro incontro?

Il racconto ufficiale dei Russi è che la riunione sarebbe stata una seduta di “brainstorming” avente lo scopo di trovare modi per aggirare gli ostacoli che impediscono la realizzazione del Patto di Minsk II.

Ciò ha poco senso. Come è possibile che la soluzione a un conflitto come quello ucraino possa essere trovata tramite un “branistorming”?

Ci sono state anche storie molto strane riguardanti il comportamento della Nuland nel corso dell’incontro.

Sembrerebbe che sia arrivata alla riunione in uno stato di grande agitazione, avvertendo un presumibilmente stupefatto Surkov – con il FSB in ascolto – “è in arrivo la guerra”, chiamando Putin “uno zar del c…zo”, e parlando in modo sinistro di complotti negli USA per farla finita con lei e con il Presidente.

La verità è che la Nuland è stata in costante contatto con il governo russo per un certo periodo di tempo riguardo al conflitto ucraino.

Ha incontrato regolarmente il Vice Ministro degli Esteri Grigory Karazin – un diplomatico tosto e di lunga esperienza – per svariati mesi al fine di discutere sull’Ucraina e su come rendere operativo Minsk II.

Quest’ultimo incontro invece l’ha avuto non con Karasin ma con Surkov – un aiutante presidenziale, non un funzionario del Ministero degli Esteri Russo – ed è avvenuto in territorio russo, in una residenza governativa russa che i servizi segreti avranno completamente cablato, consentendo quindi ai Russi non solo di ascoltare tutto ciò che la Nuland avrebbe detto nelle riunione, ma anche di registrarlo.

A Surkov non è consentito l’ingresso nell’UE e in USA. Se la Nuland voleva incontrarlo non avrebbe avuto altra scelta che farlo in Russia. È probabile che sia stata scelta Kaliningrad come una sorta di punto a metà strada tra la Russia e l’Occidente: dal punto di vista politico è inequivocabilmente parte della Russia, ma nella sua storia pre-1945 era parte della Germania e quindi dell’Ovest.

Resta comunque il fatto che la Nuland è andata in Russia per avere un faccia a faccia con Surkov – uno che è persona non grata negli USA – e incontrarlo in territorio russo in una residenza governativa russa.

Ciò porta a pensare che molto probabilmente sono stati gli USA – e forse la stessa Nuland – ad aver inizialmente richiesto l’incontro, e che i Russi lo abbiano accordato.

È difficile sottrarsi all’impressione che la Nuland e i suoi capi al Dipartimento di Stato abbiano premuto per questa riunione perché avvertono che i meeting della Nuland con Karazin e quelli di Kerry con Lavrov, non portano da nessuna parte, e che né lei né loro stiano riuscendo a far arrivare il loro messaggio – qualunque esso sia– alla leadership russa (e innanzitutto allo stesso Putin) tramite i normali canali diplomatici.

In altre parole l’incontro è stato un tentativo da parte degli USA di scavalcare i diplomatici del Ministero degli Esteri Russo al fine di arrivare allo stesso Putin.

Ci sono in realtà voci secondo cui la Nuland in effetti volesse vedere Putin e che i Russi abbiano detto di no, offrendo invece un meeting con Surkov.

Quale fosse il messaggio che gli USA volevano fare arrivare a Putin – e che la Nuland ha trasmesso a Surkov nella riunione – lo sappiamo da quello che ha detto Lavrov durante la conferenza stampa.

Vi dò di seguito la traduzione del Dr. Doctorow delle parole di Lavrov:

“Adesso tutti, anche i nostri colleghi americani, ci dicono: ‘seguite semplicemente gli accordi di Minsk sull’Ucraina e tutto tornerà immediatamente alla norma. Cancelleremo immediatamente le sanzioni, e interessanti prospettive di cooperazione si apriranno tra la Russia e gli Stati Uniti su questioni di gran lunga più piacevoli, non solo sulla gestione delle crisi; inizierà subito a prendere forma un programma di partenariato costruttivo.

Siamo aperti alla cooperazione con tutti su basi uguali e mutuamente vantaggiose.

Naturalmente non vogliamo che nessuno costruisca la propria politica basandosi sull’assunto che sia la Russia e non l’Ucraina a dover attenersi agli accordi di Minsk. È scritto lì chi deve soddisfarli.

Spero che questo sia ben noto agli USA. Per lo meno, i miei ultimi scambi con il Segretario di Stato USA John Kerry, gli scambi del Vice Segretario di Stato Victoria Nuland con l’Assistente Presidenziale Russo Surkov indicano che gli USA abbiano le idee chiare sull’essenza degli accordi di Minsk. Grosso modo (in italiano nell’originale, NdT) , tutti hanno capito tutto…”

(Sottolineatura aggiunta)

In altre parole gli USA offrono di togliere le sanzioni se i Russi concordano a riscrivere Minsk II, e quindi fare alcune cose in conformità al modo in cui Minsk II venisse riscritto.

Noi sappiamo da ciò che ha detto Poroshenko, e dalle recenti risposte di Putin alla Bild-Zeitung, come gli USA e gli Ucraini vorrebbero riscrivere Minsk II, e cosa vorrebbero che i Russi facessero.

Minsk II dice che la Russia restituirà il controllo dei confini una volta che l’Ucraina abbia cambiato la propria Costituzione e garantisca alle due Repubbliche Popolari ampia autonomia e uno Statuto Speciale.

Gli USA e gli Ucraini vogliono invertire quest’ordine. Essi vorrebbero che i Russi restituissero a Kiev il controllo del confine, e che l’Ucraina solo successivamente modifichi la propria Costituzione.

Non c’è bisogno di dire che se l’ordine degli eventi stabilito a Minsk II venisse veramente invertito in questo modo, i cambi alla Costituzione delineati da Minsk II non si farebbero mai. Una volta riguadagnato il controllo dei confini, gli Ucraini semplicemente rinnegherebbero l’accordo di cambiare la propria Costituzione, nel frattempo trattando le popolazioni delle due Repubbliche Popolari come sanno fare loro.

La conferenza stampa di Lavrov dimostra che i Russi hanno detto di no.

Lavrov dice di aver respinto la proposta quando gli venne fatta da Kerry.

Quello che quindi è successo è che la Nuland – per cui l’Ucraina rappresenta un progetto di speciale valore personale – ha provato a scavalcare Lavrov e Karasin per poter fare la proposta americana direttamente a Putin. In ogni caso, invece di incontrare Putin ha incontrato Sarkov, che le ha detto no per conto di Putin.

Due eventi a gennaio possono aver fatto credere alla Nuland e agli USA che Putin avrebbe potuto essere convinto.

Il primo è il rinnovo delle sanzioni da parte dell’UE “finché l’accordo di Minsk non venga soddisfatto pienamente” (se siete interessati al mio parere riguardo all’assurdità di questa formula leggete qui).

Il secondo è stato la caduta dei prezzi del petrolio e le conseguenti storie di una supposta crisi dell’economia e del budget russi.

Alla fine, quello che la Nuland ha sentito da Surkov è la stessa cosa che aveva già sentito da Karasin, e che Lavrov dice di aver detto a Kerry.

È anche quello che Putin ha raccontato alla Bild-Zeitung di aver detto alla Merkel e a Holland durante l’incontro dei Quattro di Normandia dello scorso autunno a Parigi.

E cioè che i Russi non concorderanno nessuna riscrittura di Minsk II, e insisteranno che venga seguito – dagli Ucraini, non da loro – alla lettera.

Il fatto che i Russi descrivano il meeting tra la Nuland e Sarkov come “brainstorming”, e i racconti sullo strano comportamento della Nuland nel corso della riunione, fanno pensare che ciò che è successo dopo che Surkov aveva ribadito il concetto alla Nuland è stato una lite, che per di più è andata avanti per quattro ore.

Il che spiegherebbe i racconti di imprecazioni, mentre i supposti avvertimenti di guerra incombente e di complotti per farla finita con il Presidente sembrano dei modi contorti per avvertire – o piuttosto minacciare – che i Russi avrebbero fatto meglio a essere più accomodanti perché il tempo a disposizione per un accordo sta scadendo, con gli USA che probabilmente si troveranno ad avere un presidente più aggressivo (Hillary Clinton?) dopo le elezioni presidenziali.

Se quest’interpretazione è corretta – ed è la sola che è del tutto consistente con i fatti noti – allora abbiamo la conferma di un certo numero di fatti.

Il primo – e più ovvio – è che gli USA – o per lo meno i sostenitori in USA della linea dura – non sono soddisfatti di Minsk II e vogliono cambiarlo.

Il secondo è che i Russi non saranno d’accordo e che non sarà possibile corromperli con l’offerta di eliminazione delle sanzioni – o spaventarli con le minacce – affinché cambino posizione.

Che i Russi non si faranno mettere sotto pressione sull’Ucraina è qualcosa che gli Europei hanno imparato a proprie spese.

Se ne sono resi conto durante gli incontri con Putin nei summit di Milano e Brisbane del 2014, e l’hanno riscoperto nuovamente nel corso dei meeting della Merkel e di Holland con Putin a febbraio dello scorso anno a Mosca e a Minsk. Lo hanno appurato anche al summit dei Quattro di Normandia a Parigi.

Adesso – dopo l’insuccesso degli Europei – è il turno degli USA. Prima ha tentato Kerry con Lavrov e la Nuland ci ha provato con Karasin. La Nuland ci ha riprovato anche con Putin e Surkov, ricevendo la stessa risposta.

Questo in effetti è stato uno schema costante durante tutta la crisi ucraina. Le potenze occidentali hanno costantemente sovrastimato la loro abilità di influenzare Mosca tramite sanzioni e pressioni. Quando hanno scoperto che non funzionano se ne sono tornate sconcertate e irritate.

I Russi hanno portato a casa questo risultato grazie a ciò che appare sempre più come un modo di operare coordinato.

Vi è stata una successione di dichiarazioni pubbliche di esponenti russi di primo piano nelle ultime settimane che affermavano che deve essere Kiev e non Mosca ad applicare Minsk II, e che la Russia si rifiuta di parlare di sanzioni con chicchessia, e non si lascerà influenzare dalla pressione delle sanzioni al fine di fare qualcosa che ritiene sbagliato.

PutinLavrovIvanov e Patrushev recentemente hanno tutti affermato proprio questo, e Lavrov adesso ha raccontato che anche Surkov in privato ha detto la stessa cosa alla Nuland.

Ecco cosa avevo detto su questo punto nel mio discorso riguardo ad una recente intervista che Sergei Ivanov, Capo del Gabinetto di Putin e n.2 in Russia, aveva recentemente dato, nel corso della quale aveva specificamente parlato del rifiuto russo di parlare con l’Occidente di sanzioni:

“Ivanov dice che la Russia si rifiuta di discutere le sanzioni con gli USA o con gli Europei e si oppone a qualunque tentativo di portare l’argomento delle sanzioni nei meeting organizzati per discutere sulla situazione ucraina.

Secondo Ivanov, sono coloro che hanno imposto le sanzioni a dover ammettere il proprio errore togliendole.

Se questo è vero – e non c’è ragione per dubitare di ciò che dice Ivanov su quest’argomento – allora l’approccio russo alla questione delle sanzioni deve essere causa di grande frustrazione e smarrimento per i governi occidentali.” 

Rapporti da Kiev affermano che Boris Gryzlov, il nuovo rappresentante russo nel Gruppo di Contatto (la cui nomina ho discusso qui) ha consegnato lo stesso messaggio durante la sua prima visita a Kiev in seguito alla sua assegnazione.

Il fatto che gli USA stiano cercando modi di riscrivere Minsk II affinché soddisfi i propri protetti non sorprenderà nessuno.

L’importante è che i Russi non lo permettano e che le pressioni USA per riscrivere il trattato incontrino un solido muro di opposizione russa.


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Articolo di Alexander Mercouris pubblicato da
 TheSaker.is il 4 Febbraio 2016
Tradotto in Italiano da Mario B. per SakerItalia.it