Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, l’Istituto del Partito Repubblicano e Igor Kolomojskyj non possono sbagliare su ciò che la stragrande maggioranza degli elettori ucraini sta pensando – che c’è una guerra civile in Ucraina che non può essere vinta con le armi, i soldi e i putsch degli Stati Uniti a Kiev.

La questione da decidere il giorno del voto, il 21 luglio, per la nuova Verchovna Rada (il parlamento) è: quale parte in guerra, l’Ucraina orientale inclusa Odessa, o i galiziani intorno a Leopoli nell’ovest, otterrà il potere?

La risposta è già apparsa in un sondaggio di maggio dell’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e nelle più recenti indagini sugli elettori da parte dei sondaggisti locali ucraini. Una coalizione di partiti il cui sostegno è più forte nell’est dell’Ucraina controllerà il parlamento e sosterrà il nuovo presidente, Volodymyr Zelenskyj (immagine principale, a sinistra), perché negozi i rapporti con i governi separatisti di Donetsk e Lugansk (collettivamente, il Donbass), e con Mosca. In questi sondaggi, i partiti galiziani dell’Ucraina occidentale non avranno alcuna rappresentanza nazionale in parlamento, nessun ministro o alto funzionario, e solo una manciata di seggi elettorali a Leopoli, Brody e Ternopil.

La scorsa settimana, i galiziani hanno tenuto il loro raduno elettorale a Toronto, dove la loro fazione è guidata da Chrystia Freeland (immagine principale, a destra), Ministro degli Esteri canadese, con finanziamenti del Dipartimento di Stato attraverso, dell’USAID e di Viktor Pinchuk, un oligarca ucraino dell’acciaio, sostenuto dal Congresso Canadese Ucraino, un gruppo di pressione che rappresenta i rifugiati dall’ovest dell’Ucraina dopo la sconfitta dell’esercito tedesco nel 1945. La Freeland, di origine galiziana, e Kurt Volker, di origine tedesca e rappresentante speciale per l’Ucraina del Dipartimento di Stato, hanno concesso al raduno, intitolato Conferenza sulle Riforme dell’Ucraina, un’apparizione ufficiale del governo. Ci sono state anche apparizioni e discorsi del Presidente Zelenskyj e di una manciata di politici degli stati baltici.

Ma i voti di Toronto non contano. Se il voto nazionale ucraino seguirà gli attuali sondaggi ucraini e statunitensi, i galiziani della Freeland saranno costretti a ritirarsi, proprio come suo nonno Michael Chomiak fuggì con l’esercito tedesco mentre veniva cacciato dall’Armata Rossa dall’Ucraina e dalla Polonia. Chomiak finì in Alberta, in Canada. Anche la Freeland. Dopo il 21 luglio, l’ultimo ritiro per i galiziani sarà il Canada.

“La democrazia è viva e vegeta in Ucraina”, ha twittato il Ministero della Freeland all’inizio della Conferenza sulle Riforme dell’Ucraina tra il 2 e il 4 luglio. Secondo le pubblicazioni della conferenza, le sue spese sono state pagate dal Fondo per gli Investimenti in Ucraina dell’USAID; dalla Ukraine House Toronto, che viene pagata dai governi canadese, statunitense e dell’Unione Europea; e da Pinchuk [tutti e quattro i link in inglese], che è un finanziatore di vecchia data della Fondazione Clinton e dei think tank americani che sostennero il putsch del febbraio 2014, tra cui Brookings e il Consiglio Atlantico.

I partner identificati del programma della Conferenza sulle Riforme dell’Ucraina scelti dalla Ukraine House Toronto [in inglese]: Ukraine Invest è una holding nella quale l’USAID ha pompato denaro attraverso un’entità chiamata Western NIS Enterprise Fund (WNISEF) e un fondo chiamato Horizon Capital. Questi avevano alle loro dipendenze Natalie Jaresko, l’americana nominata dal Presidente Petro Poroshenko ministro delle finanze ucraino nel Dicembre 2014. La Jaresko e i suoi associati americani e canadesi si sono arricchiti con questi schemi per la promozione degli investimenti; per i dettagli, cliccate per leggere.

In un discorso al pubblico di Toronto, la Freeland ha dichiarato [in inglese]: “Il Canada è al fianco del popolo ucraino e sostiene tutti gli sforzi che sta facendo per assicurarsi un futuro sovrano e sicuro. Questa conferenza ci offre un’opportunità unica per sostenere ancora una volta le riforme ucraine e il percorso dell’Ucraina verso l’integrazione europea. Gli ucraini hanno mostrato piena devozione alla sovranità, alla democrazia e alle riforme [in inglese]”.

I sondaggi mostrano che la viva e vegeta democrazia ucraina sta per mostrare la sua contrarietà all’intervento USA e canadese che ha dato il via alla guerra civile nel 2014. Cosa si intende esattamente per guerra civile è stato enunciato da Igor Kolomojskyj, l’oligarca dell’acciaio e banchiere che ha sostenuto la corsa alla presidenza di Zelenskyj e ora finanzia la campagna elettorale del partito di Zelenskyj, Sluha Narodu (“Servo del Popolo”). Ora è il primo partito con ampio distacco.

A maggio Kolomojskyj ha rilasciato al sito ucraino Bihus.info un’intervista in cui ha definito il conflitto a est una guerra civile. Considerato che quest’affermazione viene da una figura con schietto sentimento anti-russo fin dall’inizio della guerra, che ha finanziato diverse unità irregolari per combattere nel Donbass, e che è stato il governatore di Dniepropetrovsk sotto Poroshenko da marzo 2014 a marzo 2015, il riconoscimento di Kolomojskyj è stato straordinario. Fatto altrettanto straordinario, Kolomojskyj ha liquidato gli eventi del Maidan a Kiev, che hanno iniziato la guerra contro la Russia.

Il video dell’intervista in ucraino è stato visto più di 1,5 milioni di volte.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=QXRJEFJIrzo. La trascrizione ucraina in inglese chiama l’unione regionale di Lugansk e Donetsk, governi separatisti attualmente separati ma alleati, come Donbas (Донба́с in ucraino). La pronuncia standard in inglese viene dal russo Donbass (Донба́сс).

“Il Maidan non è stato un bene, una rivoluzione non è sempre buona”, ha dichiarato [in inglese] Kolomojskyj. “Perché alla fine ci ha tolto 13 milioni di persone in Crimea e nel Donbass. Ovviamente sono da incolpare l’ex Presidente dell’Ucraina Viktor Yanukovych, la Russia e la rivoluzione. Odio reciproco, conflitto civile interno, guerra civile interna. Grazie a Dio non si sono diffusi in tutto il territorio, ma c’è una fase calda nel Donbass e una fase fredda nel resto del paese”.

“La guerra civile [è quando] gli ucraini [sono] contro gli ucraini e la Russia sostiene una parte degli ucraini. Se così non fosse, sarebbe finita molto tempo fa. Gli ucraini si sarebbero riconciliati l’uno con l’altro. [Ma] è stata la Russia che ha istigato e ha ideato il conflitto. [Questo vale] per una parte, ma d’altra parte, non tutto è andato bene”, ha aggiunto.

Non vi è stata alcuna risposta diretta da parte della Freeland o di Volker alla dichiarazione di Kolomojskyj. Invece, hanno tentato di mettere un cuneo tra Kolomojskyj e Zelenskyj, minacciando un’azione del governo degli Stati Uniti contro Kolomojskyj che non è stata prevista fino a quando Zelenskyj non ha preso il potere a Kiev in aprile. “So che Zelenskyj è stato eletto grazie ad una potente piattaforma anti-corruzione”, ha detto [in inglese] il senatore Robert Menendez a Volker durante un’audizione nella Commissione per le Relazioni Estere il 18 giugno. Menendez ha aggiunto: “Ma ci sono degli avvertimenti sui suoi legami con certi oligarchi ucraini… In particolare Ihor Kolomojskyi, che è sospettato di appropriazione indebita di fondi dalla banca di cui era comproprietario”.

Volker ha risposto: “Pensiamo che [Zelenskyj] meriti una possibilità. Sosteniamo i principi delle riforme, il superamento del dominio degli oligarchi, come Kolomojskyj, nel sistema politico. Speriamo che sarà in grado di essere indipendente e di mantenere le sue promesse”. Poi è arrivata la minaccia di Volker: “Intendiamo entrambi aiutarlo [Zelenskyj] e ritenerlo responsabile se ciò non dovesse accadere”. Per “principi delle riforme”, Volker intende dire che Zelenskyj deve seguire gli ordini degli Stati Uniti.

Volker ha ripetuto [in inglese] l’avvertimento a Zelenskyj alla conferenza di Toronto della scorsa settimana. “Gli investitori non hanno molta fiducia in questo momento. Alcune cose terribili stanno tenendo indietro l’economia ucraina perché mantiene lontani gli investimenti stranieri. Detto questo, gli Stati Uniti sono fiduciosi che Zelenskyj sarà in grado di accelerare le riforme in Ucraina”.

A Toronto, i tweet di Volker sono stati espliciti: non vi è alcuna guerra civile nell’est dell’Ucraina; c’è un’invasione e un’occupazione russa:

Per i dettagli sulla pressione che gli Stati Uniti stanno tentando di imporre a Kolomojskyj, leggete questo [in inglese].

Gli oligarchi ucraini dietro i quattro principali partiti delle elezioni, da sinistra a destra: Igor Kolomojskyj, che sostiene il partito di Zelensky, Servo del Popolo; Viktor Pinchuk, che sostiene Solidarietà Europea (Blocco Petro Poroshenko “Solidarietà”); Serhij Taruta (Unione Pan-Ucraina “Patria”); e Dmitrij Firtash (Piattaforma d’Opposizione, Jurij Bojko e Oleksandr Vilkul). In questo gruppo non figura Rinat Achmetov, che sembra stia dando il suo denaro al Partito Radicale di Oleg Liashko e a Piattaforma d’Opposizione. Per sapere chi è dietro chi e chi è a favore di chi, leggete questo [in inglese].

A sole due settimane dalle elezioni, gli elettori ucraini affermano che la loro scelta sarà Servo del Popolo di Zelenskyj con un ampio margine su Piattaforma d’Opposizione – Per la Vita (Jurj Bojko e Vadim Rabinovych); Blocco Petro Poroshenko “Solidarietà” (“Solidarietà europea”, Poroshenko); e Batkivshchyna (“Patria”, il partito dell’ex primo ministro Julija Tymoshenko).

Il partito Svoboda (“Libertà”) è l’organizzazione di estrema destra che rappresenta i galiziani; ottiene solo il 3% in tutto il paese, troppo poco per raggiungere la soglia per ottenere dei seggi in questo sistema proporzionale.

Questo è il modo in cui l’ultima indagine dell’Istituto Repubblicano Internazionale (IRI) di Washington riporta le preferenze sui partiti che gli elettori hanno detto ai sondaggisti che avrebbero probabilmente votato.

Quando si confrontata la scelta degli elettori per i quattro principali partiti che supereranno la soglia di sbarramento, il sondaggio dell’IRI conferma la scissione tra elettori orientali e meridionali (Odessa) e quelli nell’ovest del paese. “Svoboda”, al contrario, scende all’1% in Oriente e al 4% in occidente.

L’IRI afferma che il suo sondaggio [file .pdf in inglese] elettorale ucraino è stato condotto dal Rating Sociological Group di Kiev tra il 10 e il 21 maggio. Le domande sono state progettate dal governo degli Stati Uniti e pagate dall’USAID in collaborazione con l’IRI, anch’essa finanziata dal Dipartimento di Stato. Il campione di elettori nazionale era di 2.400 persone. Sono stati contattati per interviste faccia a faccia nelle case degli intervistati. Più di un terzo delle persone contattate si è rifiutato di aprire la porta o di lasciare entrare gli intervistatori. Solo il 64,2% ha dato delle risposte. Il terzo mancante nel sondaggio rischia di nascondere il suo sostegno a “Svoboda” ad ovest, e a Servo del Popolo ad est.

I sondaggi ucraini rendono ancora più chiara [in inglese] la divisione della guerra civile. Ecco, ad esempio, i risultati delle preferenze di partito per un sondaggio del gruppo di valutazione Rating condotto tra il 29 maggio e il 3 giugno.

Il successivo sondaggio della Rating, fatto tra il 6 e il 9 giugno e pubblicato [in ucraino] il 12 giugno, ha mostrato lo slancio ottenuto da Zelenskyj (e da Kolomojskyj). Servo del Popolo aveva aumentato il suo vantaggio al 47,5%; Piattaforma d’Opposizione al 10,4%; il partito di Poroshenko al 7,9%; e Holos, una creazione di un cantante pop, Svyatoslav Vakarchuk, che correva con una piattaforma anti-corruzione e contro tutti, era al 6,5%. La Tymoshenko e Taruta stavano perdendo [entrambi i link in inglese] il sostegno nazionale, proprio come avevano fatto durante la campagna presidenziale.

L’ultima indagine [in inglese] sugli elettori è stata fatta tra il 29 giugno e il 3 luglio. Mostra che Servo del Popolo è tornato al 42,3%, sebbene il partito di Zelenskyj rimanga molto più avanti di tutti i suoi rivali. Piattaforma d’Opposizione continua a salire col 13,4%, mentre Poroshenko si attesta a circa l’8%. Anche Holos sta salendo col 7,2%, sebbene il suo slancio stia rallentando. La Tymoshenko e Taruta riescono a portare il loro voto sopra la soglia di sbarramento al 7,2%. “Svoboda” è in calo, a livello nazionale, al 2,3%. Zelenskyj e i suoi dirigenti della campagna hanno detto pubblicamente che saranno in grado di comandare la maggioranza del nuovo parlamento, se non da soli addirittura in coalizione con Piattaforma d’Opposizione e Holos.

C’è una differenza notevole tra il sondaggio del governo degli Stati Uniti, che è stato pianificato a marzo e aprile, e il sondaggio di giugno-luglio del gruppo Rating. Questa è l’ascesa di Holos (“Voce”) guidato da Vakarchuk. La sua presa tra i giovani elettori ucraini sta prendendo spunti dal copione di Kolomojskyj-Zelenskyj durante la campagna presidenziale. Vakarchuk è anche il favorito dei media statunitensi e dei media ucraini filoamericani.

Se Volker e la Freeland hanno incoraggiato Vakarchuk a correre contro Zelenskyj, la loro mossa è stata tardiva, dopo che il sondaggio dell’IRI ha rivelato quanto stava andando forte il partito di Zelenskyj. L’IRI non ha incluso Vakarchuk o Holos nei suoi questionari. Anche il sostegno dei votanti dei singoli politici è chiaramente diviso tra l’est e l’ovest del paese, con Kolomojskyj che mantiene un consistente sostegno degli elettori nel sud (Odessa).

È evidente che la divisione tra vecchi e giovani elettori, su cui Vakarchuk sperava di capitalizzare, è molto meno influente rispetto alla divisione est-ovest.

Il sondaggio dell’IRI ha anche chiarito quale sia la questione dominante per gli elettori in tutto il paese: più di due terzi vogliono porre fine alla guerra civile.

Il messaggio della democrazia ucraina, “viva e vegeta” secondo la Freeland a Toronto, è che porre fine alla guerra civile è molto più importante per la maggior parte degli ucraini che porre fine al ruolo degli oligarchi nella politica ucraina – a condizione che anche gli oligarchi sostengano la fine alla guerra. Se i risultati del sondaggio pre-elettorale si materializzeranno il 21 luglio, ci sarà un sostegno minimo nella nuova Verchovna Rada per la guerra USA-Canada. Cioè, a meno che la Freeland e Volker non siano in grado di truccare le elezioni il 21 luglio; intimidire Zelenskyj; e rimuovere Kolomojskyj.

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Articolo di John Helmer pubblicato su Dances with Bears il 7 luglio 2019.
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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