Le relazioni tra Brasile ed Ucraina sono a quanto pare in crescita. Ad esempio, il commercio tra Ucraina e Brasile (nel 2019) è cresciuto del 21,5% (in confronto allo scorso anno). Le esportazioni ucraine, a loro volta sono cresciute di circa il 65% e le importazioni brasiliane dell’11,8%. Lo scorso anno il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha avuto un incontro con l’allora presidente Poroshenko (a Davos) e ha fatto sentire il proprio supporto per “l’integrità territoriale” dell’Ucraina. Nel ottobre del 2019, Bolsonaro ha incontrato l’attuale presidente Volodymyr Zelensky per discutere di cooperazione nell’industria spaziale ed altri argomenti. Ma in quell’occasione ci sono stati anche altri interessanti sviluppi politici.

La situazione politica in Brasile sta diventando sempre più polarizzata, in quanto l’opposizione a Bolsonaro cresce ed i dimostranti a favore e contro di lui spesso si scontrano nelle strade. Interessante, i sostenitore chiave di Bolsonaro avevano chiamato ad un “Maidan” brasiliano. Se ne sono appropriati come un simbolo ed un modello per le loro proteste contro la corruzione e contro le istituzioni brasiliane, come il Congresso e la Corte Suprema. Ad esempio, la famosa attivista brasiliana Sara Geromini (nickname “Sara Winter”) ha fatto appello ad una ucrainizzazione del Brasile durante le proteste. Il presidente stesso ha preso parte a tali raduni. La Sig.ra Geromini, che è stata recentemente posta agli arresti domiciliari, è un ex membro delle FEMEN (e rivendica di essere stata formata come attivista in Ucraina). Olavo de Carvalho ha pure invocato questa “ucrainizzazione”. Il Sig. Carvalho è un controverso intellettuale brasiliano che attualmente vive negli USA e che ha incontrato Steve Bannon. Carvalho è considerato una sorta di “Guru” da Bolsonaro, ed ha persino influenzato la nomina  del ministro degli Esteri brasiliano Ernesto Araùjo, per esempio.

Inoltre dallo scorso mese alcuni di questi dimostranti hanno cominciato a mostrare bandiere di “Settore Destro” durante i loro raduni, anche nel viale Paulista (il principale viale di San Paolo). Curiosamente, uno di questi attivisti, il cittadino brasiliano Alex Silva, che vive in Ucraina ma che si trova in Brasile da marzo, possiede un’agenzia di sicurezza che ha addestrato gruppi paramilitari in Ucraina durante la cosiddetta rivoluzione di Maidan. I media brasiliani hanno raccolto questo fatto, e tale bandiera è stata descritta come “Nazi”. In risposta a questo, l’ambasciatore ucraino in Brasile, il Sig. Rostyslav Tronenko, ha rilasciato un’intervista alla CNN negando la tesi, e ne sono seguite amare conseguenze.

Settore Destro naturalmente ha origine nel 2013 come raggruppamento paramilitare di un certo numero di organizzazioni nazionaliste ucraine, che includono anche gruppi neonazi. Lo studioso Volodymyr Ishchenko ad esempio, descrive così Settore Destro. E’ stato molto attivo durante il Maidan ed ha anche preso parte ad operazioni paramilitari nella guerra in Donbass.

Intanto tali incidenti hanno la potenzialità di indebolire le relazioni Russia-Brasile, ed ironicamente anche le relazioni Israele-Brasile. La Russia è naturalmente un partner chiave per il Brasile, ed entrambi i paesi sono membri del gruppo BRICS. Ma l’allineamento del Brasile agli Stati Uniti nei confronti della questione di Caracas è un tema ancora caldo.

La politica estera di Bolsonaro è chiaramente incentrata a stabilire buone relazioni con gli USA ed Israele. Ciò pertanto renderebbe logico distanziarsi da Cina e Russia. Ma questo approccio non sta funzionando bene per il Brasile. Di volta in volta Bolsonaro ha dato troppo agli USA e non ha ottenuto nulla in cambio: per esempio quest’anno ha esonerato i cittadini USA dal richiedere un visto per il Brasile, ma i cittadini brasiliani sono ancora tenuti a farlo per viaggiare negli Stati Uniti.

Allo stesso modo, Bolsonaro è ben conosciuto per la sue posizioni fortemente pro-Israele (che è appoggiata da una parte della sua base Evangelica. Il Brasile rimane un paese cattolico, ma il pentecostalismo è in un aumento). Per esempio ha programmato di spostare l’ambasciata brasiliana in Israele da Tel-Aviv a Gerusalemme, causando un po’ di turbolenza tra i diplomatici brasiliani ed i militari, in quanto si sarebbero potute danneggiare le tradizionali relazioni tra Brasile e mondo arabo. Il Brasile di Bolsonaro è sempre stato descritto come “il miglior amico di Israele”. Nonostante questo, alcune tensioni permangono. Per esempio a febbraio l’ex segretario alla Cultura Roberto Alvim ha tenuto un discorso citando Goebbels. La recente controversia (la supposta bandiera “Nazi” di prima) sicuramente non aiuta.

Contemporaneamente il governo brasiliano sta cercando fortemente di attrarre il business dei lanci spaziali, puntando sul sito di lancio di Alcantara. Lo scorso mese il Brasile ha lanciato un razzo di prova da Alcantara come parte dell’operazione Falcon 1. Infatti, Brasile ed Ucraina avevano una joint-venture per lanciare razzi da là, ma l’Ucraina ha lasciato il progetto per alcuni problemi tecnici sorti in seguito (2015). Zelensky ha recentemente proposto di ripartire con questo progetto spaziale.

La verità è che il Brasile è sempre più isolato nella sfera internazionale, a causa dell’azione di Bolsonaro nella gestione della pandemia e del suo disinteresse per l’ambiente, tra le altre cose. Potrebbe rivolgersi all’Ucraina come nuovo alleato strategico? Ideologicamente avrebbe senso, perchè parte della destra brasiliana ha affinità con il forte anticomunismo che si trova in parte della società ucraina di oggi. Il Brasile continua la sua deriva, a quanto pare.

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 Articolo di Uriel Araujo pubblicato su InfoBRICS il 24 luglio 2020
Traduzione in italiano di Michele Passarelli per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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