L’aggressione orchestrata dagli Stati Uniti contro il Donbass lungo il confine con la Russia dall’aprile 2014 è stata portata a un livello più alto dai membri della linea dura del regime di Biden.

Il loro scopo è provocare il conflitto tra Mosca e l’Ucraina colonizzata dagli Stati Uniti.

Sebbene improbabile a causa della moderazione russa, si rischierebbe lo scontro diretto tra le principali superpotenze del mondo.

La scorsa settimana, senza minacciarlo esplicitamente, l’interventista Blinken ha promesso che il regime di Biden aiuterà l’Ucraina a difendersi – in un momento in cui i suoi nemici vengono inventati.

Non ne esistono da quando la Seconda Guerra Mondiale è finita, oltre 75 anni fa.

Secondo la propaganda del Dipartimento di Stato, il regime di Biden “è profondamente preoccupato per le continue azioni aggressive della Russia e la retorica contro l’Ucraina (sic), inclusa la maggiore presenza di truppe russe nella Crimea occupata (sic) e attorno ai confini dell’Ucraina (sic)”.

Realtà: da quando è stata istituita, dopo lo scioglimento della Russia sovietica nel 1991, nessuna “azione aggressiva e retorica” della Federazione Russa si è verificata contro alcun paese.

Realtà: la Russia cerca la pace e le relazioni di cooperazione con la comunità mondiale delle nazioni, e l’ostilità con nessuno.

Realtà: la Repubblica di Crimea è territorio russo sovrano. Non esiste nessuna occupazione.

Realtà: nessuna minacciosa forza russa è mobilitata “attorno ai confini dell’Ucraina” – non c’è nessuna minaccia di Mosca contro Kiev.

Come ordinato dalla sua potenza superiore a Washington, l’Ucraina ha immediatamente violato gli accordi di risoluzione del conflitto di Minsk I e II – adottati rispettivamente a settembre 2014 e febbraio 2015.

Risolvere l’infinita aggressione di Kiev al Donbass dall’aprile 2014 è fuori discussione, perché i sostenitori della linea dura americani vogliono uno stato di guerra permanente lungo il confine con la Russia.

Ignorando l’aggressione di Kiev, che è coinvolta nell’orchestrazione – oltre che fornendo armi pesanti al suo regime fantoccio – il Dipartimento di Stato di Biden ha inventato la propria realtà, affermando:

“La Russia deve mantenere i suoi impegni nell’ambito degli Accordi di Minsk (sic) e lavorare in buona fede per porre fine al conflitto nell’Ucraina orientale (sic) e ripristinare la sovranità ucraina (sic)”.

Come spiegato separatamente, il regime di Biden sta riversando armi pesanti in Ucraina per una guerra senza fine contro il Donbass, lungo il confine con la Russia.

Quello che sta succedendo potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più serio di quanto non sia già.

Commentando la visita di Blinken a Kiev, il capo della Repubblica Popolare di Lugansk nel Donbass Leonid Pasechnik ha dichiarato quanto segue:

I bombardamenti transfrontalieri da parte dell’Ucraina “sono aumentati” durante e dopo la visita di Blinken.

Il fantoccio appoggiato da USA/NATO “Zelenskyj ha ricevuto determinate istruzioni. Questo è il motivo per cui qualsiasi approccio costruttivo è fuori discussione”.

“C’è solo un’intenzione dietro (quello che sta succedendo all’infinito) – mantenere la tensione militare nel Donbass, che è chiaramente di interesse per gli Stati Uniti”.

“Blinken ha parlato solo del potenziamento degli aiuti militari dopo l’incontro con Zelenskyj”.

La sua visita ha riguardato il mantenimento di uno stato di guerra permanente lungo il confine con la Russia.

“Gli Stati Uniti sono pronti a combattere (Donbass e Russia) fino all’ultimo ucraino”.

Blinken ha chiesto a Zelenskyj di accettare “l’indiscussa governance esterna del paese” da parte degli Stati Uniti.

Da quando è entrato in carica nel maggio 2019, “(egli) non ha preso decisioni da solo”.

Tutte le questioni geopolitiche sono state decise da lui dal potere superiore a lui a Washington.

Per quanto riguarda l’adesione dell’Ucraina alla NATO, è fuori questione perché i membri dell’alleanza sono riluttanti a difendere il paese se così facendo si rischia una guerra globale 3.0.

Secondo il Financial Times (FT) la scorsa settimana “Zelenskyj si è trovato sorprendentemente solo dopo aver pasticciato sia l’accordo di pace (col) Donbass… Che dopo aver ottenuto un sostegno affidabile dalle potenze occidentali”.

Eletto con la promessa di porre fine alla guerra nel Donbass, la continua all’infinito su ordine di Washington.

Il Lugansk Media Center (LMC) e la Donetsk News Agency (DAN) riferiscono di bombardamenti transfrontalieri giornalieri da parte delle forze ucraine.

Secondo l’addetto stampa dell’LMC Jakov Osadchiy:

“Venticinque violazioni (da parte di Kiev) sono state registrate nell’ultima settimana”, aggiungendo:

Nonostante i membri del gruppo di contatto Ucraina, Russia ed Europa abbiano annunciato il cessate il fuoco dell’OSCE quasi due dozzine di volte dall’inizio del 2014, Kiev lo ha violato unilateralmente immediatamente.

Nel febbraio 2015, la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite numero 2202 è stata adottata all’unanimità, rendendola vincolante per il diritto internazionale.

Invitando le parti coinvolte nel conflitto ad attuare immediatamente i termini del cessate il fuoco di Minsk, la misura richiedeva anche il ritiro delle armi pesanti dalla linea di contatto per creare una zona di sicurezza.

Le forze armate ucraine hanno continuato a combattere come deciso dal regime di Obama/Biden.

Dopo che Biden/Harris hanno usurpato il potere con una sfacciata frode elettorale, i bombardamenti transfrontalieri da parte delle forze ucraine sul Donbass sono aumentati.

Ecco come stanno le cose oggi.

Uno stato di guerra permanente da parte di Kiev al Donbass continua praticamente senza alcuna prospettiva di risoluzione, perché i sostenitori della linea dura degli Stati Uniti la rifiutano.

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Pubblicato da Stephen Lendman sul suo sito il 9 maggio 2021
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

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