Nonostante i forti tentativi da parte dell’Ucraina di non acquistare gas russo, non sarà in grado di ricevere gas naturale liquefatto (GNL) per almeno altri cinque anni, secondo gli esperti polacchi della società di consulenza ESPERIS [in inglese]. Secondo l’accordo tra Stati Uniti e Ucraina firmato a marzo, gli Stati Uniti venderanno 6-8 milioni di metri cubi.

Gli esperti polacchi affermano che nonostante l’Ucraina abbia interrotto l’importazione ufficiale di gas russo nel 2015, non è indipendente dal carburante prodotto in Russia, poiché in realtà il gas russo raggiunge ancora l’Ucraina attraverso i paesi dell’Unione Europea di Slovacchia, Ungheria e Polonia.

Gli esperti polacchi spiegano che “Alla fine del 2019, tutto il gas naturale importato in Ucraina dall’UE è stato spedito tramite inversione fisica dalla direzione della Slovacchia (dal 2016 8,7 milioni di metri cubi in media), dell’Ungheria (in media 2,7 milioni di metri cubi) e della Polonia (in media 1,1 milioni di metri cubi)”.

Inversione fisica significa di fatto che la Slovacchia, l’Ungheria e la Polonia comprano il gas dalla Russia e invertono il suo flusso per mandarlo in Ucraina. In questo modo l’Ucraina non acquista gas russo, ricevendo al contempo gas russo con altri mezzi. La parte ironica è che, come spiega il rapporto ESPERIS, “Il gas naturale importato dai fornitori europei, come DXT, RWE o PGNiG, è in realtà prodotto principalmente in Russia e quindi inviato all’Ucraina dall’UE. Pertanto, la massima indipendenza dell’Ucraina dalle forniture russe può essere raggiunta solo aprendo una nuova fonte di approvvigionamento”.

Il problema è che l’Ucraina non ha mezzi propri per la rigassificazione del GNL. Il rapporto spiega che “gli ucraini hanno provato a costruire terminal di importazione del GNL a Odessa o Ochakiv per diversi anni, ma per ora il progetto sembra essere morto”.

Terminali romeni per il GNL potrebbero non essere possibili in quanto la Turchia potrebbe rifiutare alle cisterne altamente esplosive di attraversare il Bosforo. Il percorso attraverso la Croazia non è redditizio a causa delle tasse di transito e dei costi di trasporto.

Pertanto, l’unico porto realistico di consegna disponibile per l’Ucraina sarebbe il terminal per la rigassificazione di Swinoujscie in Polonia. Tuttavia, la sua capacità non è sufficiente per l’Ucraina. L’Ucraina sarà in grado di ricevere gas dagli Stati Uniti solo attraverso la Polonia, dov’è previsto il varo del terminal di rigassificazione galleggiante di Danzica, ma queste consegne non potranno iniziare prima del 2025 e solo se la parte polacca sarà pronta ad investire ingenti somme di denaro in questa costruzione.

Varsavia sostiene la costruzione di un nuovo gasdotto tra i sistemi di trasmissione del gas in Polonia e Ucraina. Tuttavia, il rapporto polacco spiega che questo progetto richiede ingenti spese da parte di Kiev, e rimane quindi congelato in quanto non se lo può permettere.

Nonostante la realtà che l’Ucraina faccia interamente affidamento sul gas russo, l’8 aprile il capo del nuovo operatore ucraino del sistema di transito del gas, Sergej Makogon, ha dichiarato che il paese era pronto per l’interruzione del passaggio del gas dalla Russia, nonostante non avesse i mezzi per farlo. Il 31 gennaio, è stato riferito che il transito del gas russo attraverso l’Ucraina dall’inizio di quel mese aveva aumentato il suo prezzo del 2%, e poteva costare più di 7 miliardi di dollari in cinque anni. Secondo RBC [in russo], il volume totale del traffico per cinque anni sarà di 225.000 milioni di metri cubi e il costo di pompaggio sarà di 31,72 $ per 1.000 metri cubi, comprese tutte le tasse e le accise.

Il 31 dicembre 2019, è stato riferito che Gazprom e l’operatore ucraino hanno firmato un accordo di transito per il gas russo che deve raggiungere l’Europa. Secondo il documento, nel 2020 65.000 milioni di metri cubi di gas russo passeranno attraverso l’Ucraina. Quindi, fino al 2024, le consegne annuali scenderanno a 40 miliardi di metri cubi. Sebbene l’Ucraina diventerà un paese di transito, in qualche modo non vuole usare il gas russo per il proprio consumo interno.

La Russia ha le più grandi riserve di gas del mondo, e in futuro il consumo di gas naturale crescerà, perché il consumo di carbone e petrolio sarà ridotto. Solo nel 2018, Gazprom, la più grande azienda di gas russa, ha fornito all’Unione Europea oltre il 40% delle sue importazioni di gas naturale. Sebbene l’Ucraina stia lavorando per l’indipendenza dal gas russo, nutre la vaga speranza che questa mossa consenta in qualche modo al paese di avvicinarsi all’Unione Europea nonostante la maggior parte del continente si affidi al gas russo.

Il rapporto polacco ha concluso che “Senza il potenziamento delle condutture e dei terminali di importazione nella regione non si svilupperanno né l’indipendenza energetica ucraina né le esportazioni di GNL degli Stati Uniti all’Ucraina”. In effetti, nonostante l’Ucraina abbia l’ambizione di diventare “indipendente dall’energia” della Russia, non ha né le risorse finanziarie né le infrastrutture per raggiungere questo obiettivo.

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Articolo di Paul Antonopoulos pubblicato su InfoBrics il 13 aprile 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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