L’ambizioso progetto del gasdotto “Nord Stream 2” mira a portare il gas russo in Europa attraverso il Mar Baltico, aggirando così di fatto l’Ucraina e riducendo i rischi dal punto di vista russo. Mentre da un lato l’Ucraina ha sempre affermato che avrebbe cercato di impedire il completamento del gasdotto Nord Stream 2, dall’altro ora questo paese sta offrendo alla compagnia statale russa Gazprom l’utilizzo delle proprie strutture di stoccaggio.

Tuttavia ci sono due ragioni principali per le quali Mosca potrebbe non essere d’accordo con l’offerta dell’Ucraina:

Per Mosca è difficile fidarsi dell’Ucraina, considerando il suo mantenersi su posizioni politiche pro-NATO.

Mosca ha abbastanza depositi di sua proprietà per stoccare il gas.

Sebbene la proposta di stoccare il gas russo in Ucraina appaia inizialmente logica, a causa della grave mancanza di fiducia nelle relazioni bilaterali, è una proposta piuttosto ambigua di Kiev in quanto continua a fare tutto quanto in suo potere per impedire la costruzione di Nord Stream 2.

Il Direttore Generale del sistema ucraino di trasporto gas Sergei Makogon ha proposto [in russo] che Gazprom prenda in locazione gli impianti di stoccaggio sotterranei ucraini per il deposito temporaneo di gas russo destinato all’Europa. Ha detto che, per appena 10 dollari per metro cubo, sarebbe da tre a cinque volte meno costoso per Gazprom rispetto al corrispondente costo nei paesi europei che consumano questo gas. Egli ha aggiunto che in inverno, con l’aumentare della domanda nell’Unione Europea, Gazprom potrebbe prendere il gas dagli impianti di stoccaggio posti nel sottosuolo ucraino e mandarlo in Europa.

Ha anticipato anche che l’Ucraina potrebbe mettere fine al proprio ruolo come zona di transito di gas russo nel 2025, dopo che sarà scaduto il contratto di cinque anni tra la russa Gazprom e l’ucraina Naftogas, con il completamento del gasdotto Nord Stream 2. Questo sarebbe un altro grave colpo economico per l’Ucraina se si considera che dopo la messa in funzione del primo ramo del Turkish Stream,  il sistema ucraino aveva già perso 15 miliardi di metri cubi di transito annuale. La perdita che dovrà affrontare l’Ucraina diventerà ancora maggiore allorché, con la seconda fase, il transito sul Turkish Stream diventerà ancora più grande, cioè quando il gasdotto che attraverserà Bulgaria, Serbia ed Ungheria sarà completo, con un ammontare di ulteriori 15 miliardi di metri cubi di gas in transito persi.

Sebbene Makagon abbia detto che spera l’Ucraina possa tenere in deposito gas per conto della Russia, ha anche annunciato che l’Ucraina “farà ogni sforzo per prevenire il completamento del Nord Stream 2, dal momento che questo progetto ha un chiaro carattere politico e va contro i principi europei di solidarietà”. In questo modo ha in effetti fatto due affermazioni contraddittorie, in quanto una è amichevole e l’altra è aggressiva, perciò ancora una volta si dimostra il perché la Russia trovi difficile fidarsi dell’Ucraina.

I funzionari russi chiariscono come ci siano abbastanza depositi di gas sul territorio russo, e come la Russia non abbia bisogno al momento dell’assistenza di altri paesi per questo aspetto. Anche nel caso ci fosse necessità di noleggiare un deposito, nel caso dell’Ucraina, un prezzo competitivo non sarebbe sufficiente rispetto alle garanzie richieste per il compito di tenere al sicuro il gas russo, in quanto è necessario che non si ripetano furti come accaduto in passato.

È anche da tenere in considerazione il fattore coronavirus, a causa del crollo di consumi di gas che ne è conseguito. La necessità di immagazzinare gas aumenterà in inverno, questo è apparentemente ovvio. Ma siamo solo ad alcune settimane dall’inizio dell’estate, e la domanda di gas si ridurrà significativamente, in aggiunta al fatto che Gazprom ha sufficiente capacità di deposito presso le proprie strutture. Perciò la proposta di Makogon per l’Ucraina di far da deposito per il gas russo è in realtà poco più di un appello disperato in relazione al fatto che l’Ucraina sta vivendo una significativa recessione economica, ed il capo del sistema di trasporto gas ucraino sta cercando l’opportunità di tappare i profondi buchi di bilancio.

Va anche considerato che le infrastrutture ucraine offerte alla Russia sono generalmente vecchie di 50 anni. A causa di tutto questo, è altamente improbabile che si arriverà ad un accordo tra Mosca e Kiev.

Lo scorso dicembre, dopo difficili trattative, Kiev e Mosca hanno firmato un accordo di cinque anni per il transito di gas russo diretto all’Europa attraverso l’Ucraina. Il nuovo contratto ha stabilito che Gazprom invierà almeno 65 miliardi di metri cubi di gas attraverso l’Ucraina nel primo anno, e poi almeno 40 miliardi all’anno dal 2021 al 2024. Questo contratto di cinque anni porterà a Kiev più di 7 miliardi di dollari, che è critico per la sua sopravvivenza a breve termine, ma cosa succederà dopo?

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 Articolo di Paul Antonopoulos pubblicato su Global Research il 6 maggio 2020
Traduzione in italiano di Michele Passarelli per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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