Denis Kornilov / Shutterstock.com

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È passato più di un anno da quando il volo MH-17 della Malaysia Airlines è stato spazzato via dai cieli da qualcuno, ma ancora non sappiamo la verità ed ogni sorta di ipotesi continua a circolare in Internet. In Occidente, l’Imperatore Barack ha decretato, il giorno stesso dell’evento, che i responsabili di questa atrocità erano, naturalmente, i novorussi. E questo è sia prevedibile che irrilevante poiché nessuna pezza d’appoggio è stata presentata da alcuno in Occidente. Invece i russi hanno fornito un discreto numero di prove, scartate peraltro subito senza ulteriori indagini. Il fatto innegabile è che la narrativa occidentale riguardo l’Ucraina richiede espressamente che o i russi o i novorussi abbiano abbattuto lo MH-17. Ogni altra versione è completamente inaccettabile è per questo non sarà mai considerata, tanto meno accettata, dai politici occidentali e dai loro media ufficiali.

Ma per il resto del mondo la questione rimane aperta: da chi e come è stato abbattuto lo MH-17?

La prima cosa che sappiamo è che i controllori di volo ucraini hanno diretto MH-17 a sorvolare direttamente la zona dei combattimenti e ad abbassare la sua altitudine. Sappiamo anche per certo che quel giorno c’era almeno un aereo ucraino nelle vicinanze immediate dello MH-17. Ciò è confermato sia dai segnali dei radar russi e da numerosi testimoni locali che, quel giorno, videro almeno uno, forse due, aerei SU-25. Infine sappiamo che unità della difesa antiaerea dell’Ucraina erano presenti quel giorno nell’area e che i loro radar erano attivi. Quello che quel giorno nessuno ha visto è la traccia di fumo, spessa e molto visibile, che avrebbe accompagnato ogni lancio di un grosso missile, né alcuno ha udito niente di speciale. Apparentemente non ci fu nessun lancio missilistico, eppure i radar ucraini erano attivi. Perché?

Io credo che lo MH-17 sia stato abbattuto da un SU-25 ucraino. I critici di questa teoria hanno sottolineato che il SU-25 è un “aereo di supporto ravvicinato” che è stato disegnato per volare molto basso e per ingaggiare colonne corazzate, che non è stato mai disegnato per volare molto veloce o molto in alto, e che il SU-25 non ha radar né missili aria-aria. Infine, l’abitacolo del SU-25 non è pressurizzato il che implica che il pilota non può volare oltre i 7.000 metri di altitudine. Tutto ciò vero. Ma non coglie il punto.

Innanzitutto, mentre è vero che la cabina del SU-25 non è pressurizzata, tutto ciò di cui il pilota ha bisogno è una maschera che gli fornisca l’ossigeno. L’aereo in sé può volare facilmente oltre il limite dei 7.000 metri di quota. È vero che la velocità dell’aereo non è sufficiente per intercettare un grande aereo civile che voli alla sua velocità di crociera. I motori del SU-25 non sono mai stati progettati per il volo in quota e, mentre possono portare l’aereo sopra i 7.000 metri, non possono fargli raggiungere un’alta velocità in quella atmosfera rarefatta. Ma quello che il SU-25 può fare è portare un missile R-60 a guida infrarossa. Non solo questo missile non richiede l’ingaggio radar, ma la sua velocità supera i 3.000 chilometri all’ora, molto più veloce di qualsiasi aereo civile. Il problema con questo missile, tuttavia, è che la sua portata è corta, circa 8.000 metri.

Il SU-25 non ha la capacità radar di individuare un aereo civile per dirigersi verso di esso. Ma il radar di una batteria di missili Buk ne è capace certamente. Visto che la rotta dello MH-17 era ben conosciuta in anticipo, tutto quello che gli ucraini dovevano fare è di tenere uno o due SU-25 a girellare a bassa quota sotto il corridoio aereo che lo MH-17 avrebbe preso ed aspettare che gli operatori dei missili Buk guidassero il SU-25, posizionato meglio verso l’aereo civile al momento opportuno. Il pilota, ricevuto il segnale, avrebbe dovuto solo salire rapidamente verso lo MH-17, entrare nel raggio di portata del missile (in questo caso entro gli 8 chilometri dal bersaglio) ed infine sparare il missile R-60. A quel punto, il missile si sarebbe diretto verso la più grossa sorgente di calore dell’aereo, cioè uno dei motori dell’MH-17.

Il missile R-60 è piuttosto piccolo e non avrebbe mai potuto distruggere un grande aereo civile come il Boeing 777 della Malaysia Airlines. Ma lo R-60 è più che capace di distruggere uno dei motori del Boeing. A quel punto, l’aereo di linea avrebbe perso rapidamente velocità e avrebbe effettuato una brusca virata, mentre i piloti avrebbero cercato di capire cosa fosse successo, spegnere l’incendio al motore e compensare l’aumento della resistenza. Questo è quello che è stato osservato sul radar, a proposito. La rapida perdita di velocità e quota avrebbe fatto del Boeing una facile preda per il SU-25 che avrebbe potuto inseguirlo facilmente e continuare l’attacco con raffiche da 30 mm del suo potente cannone di bordo. Finito il suo bersaglio, il SU-25 si sarebbe girato rapidamente e sarebbe tornato alla base. Questo è esattamente quello che hanno visto i radar russi.

Ci si potrebbe chiedere perché gli ucraini avrebbero usato un aereo di supporto ravvicinato come il SU-25 invece di un intercettore specializzato come il SU-27 o di un aereo da combattimento come il MiG-29. Anche qui la spiegazione è molto semplice: non c’è solo il fatto che gli ucraini hanno molti più SU-25 rispetto ai SU-27 o MiG-29, ma anche che questi ultimi aerei sarebbero stati molto riconoscibili da  eventuali testimoni. Invece, sarebbe stato facile dissimulare nell’Ucraina orientale ed in qualsiasi aeroporto uno, o forse due, SU-25 incaricati della distruzione dello MH-17. È proprio perché il SU-25 appare come una scelta improbabile per una tale missione che è l’aereo giusto per eseguire un perfetto esempio di attacco sotto falsa bandiera.

Per quanto riguarda il Buk, esso è un sistema missilistico talmente grande che è impossibile da nascondere. Inoltre, se tale missile fosse lanciato in pieno giorno, il suo lancio sarebbe visibile chiaramente da molti chilometri attorno. Però, se la batteria di Buk guidava soltanto il SU-25 verso lo MH-17, allora nessuno l’avrebbe notato. Nessuno eccetto la Russia, la NATO e gli USA, ovviamente.

Avendo sorvegliato personalmente il traffico aereo civile e militare sull’Europa, posso testimoniare che lo spazio aereo fra l’Atlantico e gli Urali è costantemente sorvegliato da numerose forze militari, incluse quelle statunitensi e NATO. Questo è ancor più vero per le zone di guerra. Infatti, aerei AWACS russi e statunitensi sono sempre presenti quando si accende un conflitto vicino all’Europa. Essi hanno sorvegliato la guerra nel Golfo Persico, quella in Bosnia ed in Croazia e quella in Afganistan e molti altri conflitti. Oltre ai loro AWACS, i russi e gli americani usano i loro satelliti spaziali per sorvegliare ogni zona di conflitto. Naturalmente, nessuno di loro ha voglia di condividere le informazioni dettagliate che possiede, ma qui il problema vero è di natura politica: gli USA non vogliono condividere niente perché devono proteggere il regime di Kiev mentre qualunque informazione condivisa dai russi sarà immediatamente derubricata come “propaganda” (il che è proprio quello che è successo con il poco che i russi hanno condiviso).

Aggiungerei qui che se fossero stati i novorussi ad aver abbattuto lo MH-17, gli Stati Uniti avrebbero potuto facilmente provarlo come avevano fatto in precedenza con il KAL-007 nel 1983. Infatti, nei 30 anni che ci separano da quell’episodio, le capacità di spionaggio degli americani sono migliorate considerevolmente, cosicché mi aspetterei che avrebbero potuto fornire molti più dati delle intercettazioni radio. Eppure gli Stati Uniti non hanno fornito assolutamente niente. C’è una sola spiegazione logica per questo bizzarro rifiuto statunitense di fornire alcun dato: tutti i dati in loro possesso puntano verso la parte “sbagliata”. In altre parole, il fatto che gli Stati Uniti non abbiano rilasciato nessun dato sull’evento prova, di per sé, che gli ucraini l’hanno causato.

Per quanto riguarda gli ucraini stessi, ovviamente loro conoscono esattamente quel che è successo e non c’è, per loro, nessuna necessità di “investigare”. Quindi non rimane niente da indagare. Il volo è stato abbattuto dagli ucraini e l’Occidente non lo ammetterà mai.

Fine della storia.

The Saker

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Articolo di TheSaker apparso su UnzReview il 23 agosto 2015


Traduzione in italiano a cura di Fabio_San per SakerItalia.it