Abbiamo l’onore di presentarvi alcuni tra gli articoli passati del Saker, tradotti dall’ottimo

sito www.ortodossiatorino.net,

vi invitiamo a visitarlo per meglio comprendere la Russia.

Questo articolo è comparso sul blog The Vineyard of the Saker il 23 Agosto 2014

Scritto in particolare per Russia Insider

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Il ministro della Difesa ucraino Valerij Geletej non è certo una figura credibile.

Non solo ha dichiarato di recente che la Russia aveva minacciato l’Ucraina con attacchi nucleari, ha anche detto a un giornalista ucraino che la Russia aveva già eseguito due attacchi nucleari tattici sulla città di Lugansk (apparentemente per spiegare perché le forze ucraine hanno dovuto ritirarsi da lì). La giunta ha poi negato la storia e ne ha addossato la colpa sul giornalista che l’ha pubblicata per primo.

Nonostante queste buffonate, Geletej ha comunque catturato l’attenzione del mondo quando ha promesso alla Rada (il parlamento ucraino) che l’Ucraina avrebbe ripreso la Crimea e organizzato una parata della vittoria a Sebastopoli. Alla Rada hanno salutato quella promessa alzandosi in piedi ad applaudire.

La verità è che questo non accadrà mai. Ecco perché: Entro il 2020 la Russia avrà completato il seguente piano di difesa:

  • 86,7 miliardi di rubli saranno spesi per modernizzare la Flotta del Mar Nero. I piani di modernizzazione comprendono la dislocazione di fregate Progetto 11356 e di sottomarini d’attacco diesel-elettrici Progetto 636.3.
  •  Sarà formato un gruppo separato dell’esercito, simile a quello di Kaliningrad, e verrà creata una base di bombardieri. La componente di forze terrestri comprenderà una brigata aerea d’assalto, una brigata di forze speciali, una brigata di fanteria navale e una brigata motorizzata di fucilieri. In precedenza, altre fonti hanno parlato di una o due brigate aviotrasportate, due o tre brigate motorizzate di fucilieri e una brigata di carri armati.
  • Le forze aeree russe prevedono di implementare in Crimea i bombardieri Tupolev Tu-22M3 “Backfire”, che saranno in grado non solo di difendere la Crimea da qualsiasi minaccia dal mare, ma anche di distruggere le componenti chiave del sistema anti-missili balistici USA / NATO ora distribuite in Europa meridionale.
  • Infine, la Crimea sarà difesa da missili di difesa costiera, sistemi di difesa aerea e missili da crociera anti-nave.

In altre parole, la Crimea diventerà un formidabile nodo di difesa, una portaerei inaffondabile, se si vuole, e una posizione ideale per la proiezione delle forze militari russe in Europa meridionale, nei Balcani, nel Mediterraneo, nel Medio Oriente, nel Caucaso e nell’Asia centrale.

Nessuna meraviglia che gli USA / la NATO la volessero così tanto.

Parlando degli Stati Uniti e della NATO – si parla molto della presenza di navi della US Navy nel Mar Nero. In realtà, la marina americana non costituisce affatto una minaccia per la Russia, almeno non dal Mar Nero. Il Mar Nero è un mare chiuso e piccolo, almeno per gli standard della US Navy, una cui nave, sott’acqua o in superficie, sarebbe un bersaglio per le forze russe, in particolare de gli attacchi missilistici.

La US Navy lo sa, e ciò che questi vascelli americani stanno facendo nel Mar Nero si chiama “mostrare la bandiera”. Questo non ha nulla a che fare con le minacce alla Russia o alla Crimea. Se gli Stati Uniti volessero davvero minacciare la Russia, l’ultima cosa che la loro marina farebbe è entrare nel Mar Nero. La US Navy è una marina da “acque blu”, da mare profondo, che combatte a lunga distanza e non in “acque verdi” da litorale, o, tanto meno, da “acque marroni” costiere.

Infine, la storia ha dimostrato che la Crimea è ideale da difendere e molto difficile da conquistare. Via terra, la Crimea è accessibile solo da poche strade aperte e indifese da nord. Secoli di guerra l’hanno trasformata in un groviera di gallerie, bunker sotterranei e fortificazioni.

Ultimo ma non meno importante, la Crimea è ormai già stata completamente integrata nella Distretto Militare meridionale dell’esercito russo (con sede a Rostov sul Don) e, come tale, avrebbe il pieno sostegno di tutto il resto delle forze armate russe.

Saker

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