Pompeo in Kiev: Ukrainians want to be more than friends but Trump's team ain't interested

Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj a Kiev, Ucraina, il 31 gennaio 2020. ©  REUTERS/Kevin Lamarque/Pool

La visita di venerdì [31 gennaio] del Segretario di Stato americano Mike Pompeo in Ucraina è stata così scomoda che potrebbe anche essere arrivato a Kiev sulle note di “Positively 4th Street” di Bob Dylan.

Hai un sacco di coraggio a dire che sei mio amico/Quando ero a terra sei rimasto lì a sorridere/Hai un sacco di coraggio a dire che hai una mano da darmi/Vuoi solo stare dalla parte di chi vince.

Il problema centrale nelle relazioni ucraino/americane è molto chiaro: Kiev pensa di essere un alleato degli Stati Uniti, ma Washington la considera uno stato vassallo. E come qualsiasi paese che sia politicamente, economicamente o militarmente subordinato ad un altro attore più potente, è soggetto ai mutevoli capricci di chi decide le cose.

La tragedia dell’Ucraina è che la precedente amministrazione Barack Obama aveva uno scopo per lei; faceva parte della sua strategia per “contenere” la Russia. Ma la squadra di Donald Trump non ha bisogno di Kiev. La Russia non è una priorità per lei. Al contrario, percepisce la Cina come la principale minaccia per gli Stati Uniti, ed è in gran parte concentrata su una politica filoisraeliana in Medio Oriente. E Israele, ovviamente, è amico della Russia.

La geopolitica europea non entusiasma davvero la squadra di Trump. Il suo interesse per il continente è quello di trovare nuovi mercati per il gas naturale liquido americano, e altre cose su cui gli Stati Uniti possono guadagnare. Come le vendite di armi ai membri della NATO.

Ma l’Ucraina si è trovata in una posizione in cui è totalmente legata alla benevolenza americana per mantenere a galla la sua economia in difficoltà. Ecco perché ha dovuto sopportare l’umiliazione di stendere il tappeto rosso ad un uomo che ha sminuito il paese solo una settimana fa.

Mi vedi per la strada e ti comporti sempre in modo sorpreso/Dici: “Come stai?” Buona fortuna ma non lo dici/Quando sai bene quanto me che preferisci vedermi paralizzato/Perché non basta uscire una volta e urlarlo.

Pensa che gli americani si preoccupino dell’Ucraina?avrebbe chiesto [in inglese] Pompeo alla presentatrice della National Public Radio Mary Louise Kelly, che implicava che avrebbe anche decorato la sua oratoria con la “parola con la f[termini scurrili].

Venerdì gli ucraini hanno finto di non averne sentito niente, e il Segretario di Stato americano ha finto di non aver detto niente. Invece, si è trattato di banalità insignificanti.

Gli Stati Uniti vedono che la lotta ucraina per la libertà, la democrazia e la prosperità è coraggiosa”, ha dichiarato Pompeo con tutta la convinzione di uno che ha due dita incrociate dietro la schiena.

Ciò che Kiev voleva davvero dall’incontro di venerdì era un invito per il Presidente Volodymyr Zelenskyj per una visita ufficiale alla Casa Bianca. Nessun premio del genere era in programma, e si è menato il can per l’aia.

Il Presidente Zelenskyj sarà il benvenuto a Washington quando avremo l’opportunità di fare cose buone per il popolo americano e il popolo ucraino”, ha detto Pompeo. “Troveremo il momento giusto”.

Avrebbe anche potuto dire: “Il Presidente Trump si sta lavando i capelli”.

Vorrei che solo per una volta potessi stare nei miei panni/E solo per quel momento potessi essere te/Sì, vorrei che per una sola volta potessi stare nei miei panni/Sapresti che seccatura è vederti.

L’altro elefante nella stanza, la messa in stato d’accusa [impeachment], è stato nascosto. Nonostante il ruolo centrale dell’Ucraina in questa saga, Zelenskyj ha semplicemente affermato che non ha messo a dura prova le relazioni Kiev-Washington.

Si è quindi sottoposto alla vergogna di ringraziare personalmente Trump per il suo “sostegno incrollabile”, citando un aiuto americano di quasi 700 milioni di dollari nel 2020. Sciocchezze per Washington, ma fondamentale per Kiev, che ha registrato un deficit di bilancio di circa 3,4 miliardi di dollari l’anno scorso, e ha accumulato un debito nazionale di 82 miliardi di dollari, ma ha solo 25 miliardi di dollari in riserve estere [tutti e tre i link in inglese].

Pompeo ha ricordato ai suoi ospiti che gli Stati Uniti hanno fornito oltre 1 miliardo di dollari di assistenza militare da quando Trump è entrato in carica nel 2017, e ha promesso che questo sostegno continuerà.

E questo è davvero tutto. L’establishment americano, in particolare i Democratici che controllano la Camera dei Rappresentanti, vuole mantenere il supporto vitale artificiale per l’Ucraina, poiché potrebbe essere utile contro la Russia, in futuro. Per quanto riguarda gli stessi ucraini, non hanno altra scelta che tenere a freno la lingua e giocare bene con lo Zio Sam, per non finire nella desolazione.

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Articolo di Bryan MacDonald pubblicato su Russia Today il 31 gennaio 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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