Non molto tempo fa, lo scrivente pubblicò un articolo sul “dono reale” della Casa Bianca alla Bielorussia, sotto forma della nuova ambasciatrice americana Julie Fisher, e sottolineò che la sua nomina era molto in linea con la recente politica di Washington di “rafforzare” la leadership nelle sue missioni diplomatiche con individui [entrambi i link in inglese] con una notevole esperienza nella sfera strategico-militare e nella messa in scena di colpi di Stato.

E infine, è arrivato il turno dell’Ucraina. Dopotutto, la nazione ha ripetutamente chiesto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al Segretario di Stato Mike Pompeo (anche durante la sua visita a Kiev a febbraio) di inviargli un “buon” ambasciatore, che, alla fine, molto probabilmente sarà utile alla Casa Bianca piuttosto che all’Ucraina.

Probabilmente non vale la pena sottolineare che per Washington l’Ucraina è diventata da tempo un “enfant terrible”, di conseguenza il trattamento della Casa Bianca è arrivato a somigliare a quello di un “padre nei confronti di un bambino cattivo”. Washington è da qualche tempo aperta sul suo coinvolgimento negli affari di questa nazione. In un’intervista alla CNN dell’1 febbraio 2015, il presidente degli Stati Uniti dell’epoca, Barack Obama, ha parlato di “esercitare maggiore pressione sulla Russia e rafforzare l’Ucraina”. Vale anche la pena ricordare ai nostri lettori che il 2 dicembre 2014 il parlamento ucraino ha votato per nominare la cittadina americana di discendenza ucraina Natalie Jaresko come ministro delle Finanze della nazione. Fino ad oggi, la decisione ha avuto un impatto negativo sullo stato finanziario dell’Ucraina. All’epoca c’erano voci persistenti sulla possibilità che se Arseniy Yatsenyuk (che aveva deluso Washington non riuscendo ad attuare le riforme approvate dall’FMI) avrebbe lasciato il suo posto, Natalie Jaresko avrebbe potuto sostituirlo come Primo Ministro dell’Ucraina.

È anche importante ricordare che vi fu una serie di presidenti ucraini, come Viktor Yushchenko e Petro Poroshenko, le cui priorità dipendevano direttamente dalle “preoccupazioni paterne” degli USA. Dopotutto, Washington si è volutamente impegnata a “portare ordine” in Ucraina dopo il Maidan (disordini civili). Ad esempio, gli Stati Uniti hanno donato denaro al governo ucraino attraverso vari istituti finanziari; in sostanza, per definire le politiche da seguire per la leadership di Kiev e fare pressioni per garantire che vengano nominate le persone giuste. Il comportamento eccessivamente servile manifestato dall’establishment ucraino nei confronti dei suoi “consiglieri” statunitensi non sorprende, in quanto Washington è apparentemente responsabile di tutto: dal fornire aiuti finanziari e impartire ordini diretti alle forze armate ucraine, all’assunzione di personale per servizi di intelligence e la nomina di ministri della Difesa, membri del gabinetto e personale presidenziale.

I media hanno anche riferito dell’influenza degli Stati Uniti sui processi decisionali di Kiev in più di un’occasione. Basti ricordare gli articoli sulle vanagloriose dichiarazioni rilasciate dall’ex vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden sulla pressione su Petro Poroshenko perché rimuovesse dall’incarico il procuratore generale ucraino. In precedenza, l’ex Segretario di Stato aggiunto per gli affari europei ed eurasiatici Victoria Nuland aveva affermato che gli Stati Uniti avevano investito oltre 5 miliardi di dollari per promuovere la democrazia in Ucraina dal 1991. L’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e il National Endowment for Democracy (le organizzazioni sospettate di avere legami con la CIA) erano tra i maggiori investitori. Hanno finanziato dozzine di iniziative volte a “sostenere” attivisti politici, organizzazioni senza scopo di lucro (ONG) e media ucraini.

Di conseguenza, persone che apparentemente cercano consigli dagli Stati Uniti sono in Ucraina da un po’ di tempo, ormai. Finalmente è giunto il momento di nominare un nuovo ambasciatore americano in Ucraina. E secondo Donald Trump, il tenente generale in pensione dell’esercito americano Keith Dayton potrebbe presto assumere questo ruolo. È nato il 7 marzo 1949. Nel 1970 si è laureato al College di William & Mary a Williamsburg, in Virginia. Keith Dayton ha anche conseguito un Master in Storia presso l’Università di Cambridge e un Master in Relazioni Internazionali presso la University of Southern California. Parla russo e un po’ di tedesco.

Keith Dayton si è specializzato in studi russi/sovietici presso lo US Army Russian Institute (USARI) di Garmisch-Partenkirchen, in Germania. È stato anche uno dei coautori di un libro sul futuro della NATO: “Il Futuro della NATO: affrontare un nemico inaffidabile in un ambiente incerto[in inglese], pubblicato nel 1991.

Durante i suoi quasi 40 anni di servizio nell’esercito degli Stati Uniti, il Generale Keith Dayton è stato il Direttore dell’Intelligence Umana per la Defense Intelligence Agency di Washington DC e il Direttore del Gruppo d’indagine Iracheno per l’Operazione Iraqi Freedom, che ha provocato il crollo del regime di Saddam Hussein. Ha anche guidato la Divisione Piani e Politiche Strategiche presso il Dipartimento dell’Esercito (all’interno del Dipartimento della Difesa).

Keith Dayton è stato attaché alla Difesa degli Stati Uniti in Russia.

Nel dicembre 2010 è andato in pensione.

Attualmente è direttore del Centro Europeo per gli Studi sulla Sicurezza George C. Marshall (un istituto bi-nazionale gestito dal Dipartimento della Difesa americano e dal Ministero della Difesa Federale tedesco). Nel novembre 2018, il segretario alla difesa degli Stati Uniti dell’epoca, James N. Mattis, nominò Keith Dayton come Consigliere Anziano della Difesa Americana in Ucraina.

Quindi, la Casa Bianca ha scelto Keith Dayton come potenziale candidato per una ragione, ovvero gli Stati Uniti continuano con il loro approccio di nominare nello spazio post-sovietico ambasciatori statunitensi che hanno una notevole esperienza nella sfera militare-strategica, e che siano in grado di far sì che la leadership di Washington arrivi al potere in questa regione.

Sembra che attualmente l’Ucraina sia di particolare interesse per gli Stati Uniti, il che spiega perché il tenente generale in pensione sia stato scelto come potenziale ambasciatore degli Stati Uniti in questa nazione. Dopotutto, Washington spera che questo ex membro delle forze armate statunitensi sarà in grado di portare ordine in stile militare in Ucraina con le sue “mani abili”. In effetti, a breve termine, gli Stati Uniti prevedono di istituire strutture militari avanzate in Ucraina, compresi centri di addestramento; installare sistemi di sorveglianza di sicurezza digitale in questa nazione; promuovere lì il lavoro di 15 bio-laboratori partner statunitensi e riportare la Crimea in Ucraina per convertire questa penisola in una futura base militare americana. I preparativi sono quasi completi per iniziare i lavori su un importante hub di trasporti militari, che sarà utilizzato per trasferire tecnologia, attrezzature e specialisti in Ucraina, in un aeroporto nella città di Uzyn (nell’Oblast di Kiev). Una comunità residenziale recintata è in costruzione alla periferia della capitale. Tuttavia, considerando il crollo complessivo del mercato immobiliare a Kiev, un tale progetto sembra arrivato nel momento sbagliato. Tuttavia, la costruzione del complesso residenziale non dovrebbe sorprendere. Dopotutto, il personale militare americano è abituato a vivere in aree confortevoli e sicure prive di gente del posto. E stanno pianificando di vivere in Ucraina da molto tempo poiché la “promozione” della democrazia non è un processo rapido. Ad esempio, in Vietnam è durato decine di anni e in Iraq e Afghanistan, il processo è ancora in corso.

Tuttavia, la presunta interferenza degli Stati Uniti nella politica interna ucraina, a partire dal Maidan, è vista sempre più negativamente da alcuni degli abitanti di questa nazione. L’incomprensione del perché due navi classe “Island”, che gli Stati Uniti si sono offerti di cedere all’Ucraina gratuitamente, non sono state ancora consegnate, e sul perché il paese ha bisogno di acquistare carbone abbastanza costoso, sta crescendo tra alcuni ucraini. Sembra che la nazione sia messa in svantaggio. Gli Stati Uniti hanno incoraggiato attivamente la Chiesa Ortodossa Ucraina-Patriarcato di Kiev, ad ottenere l’autocefalia, il che ha portato ad uno scisma all’interno della Chiesa. Tuttavia, il Patriarcato non è riuscito ad ottenere rilevanza nella società ucraina. Inoltre, una posizione anti-russa, attivamente promossa da Washington in Ucraina, non può che avere un effetto negativo sui legami economici tanto necessari di Kiev con la Russia. Quindi, a volte, l’Ucraina non sembra essere un’alleata degli Stati Uniti, al contrario è uno strumento da utilizzare negli interessi geopolitici degli Stati Uniti.

Tuttavia, Washington spera di porre fine a tutti questi problemi nel prossimo futuro nominando il tenente generale in pensione Keith Dayton, con la sua sostanziale esperienza nel campo della strategia militare, come ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina.

E solo il tempo e la popolazione ucraina, che non ha perso la sua decisione nonostante i tentativi di schiavizzarlo nei secoli passati, diranno se questi piani saranno effettivamente realizzati.

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Articolo di Vladimir Platov pubblicato su New Eastern Outlook l’11 maggio 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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