1. L’Ucraina è la più grande nazione in Europa, con un confine terrestre di 1400 miglia con la Russia. Il governo degli Stati Uniti dai tempi di Bill Clinton ha cercato di integrare l’Ucraina nell’alleanza militare anti-russa della NATO.

2. La NATO è un artefatto della prima Guerra Fredda e della Dottrina Truman, che promise tutti i mezzi necessari per fermare la diffusione del Comunismo. Fondata nel 1949, quando gli Stati Uniti dominavano la maggior parte del mondo, includeva la maggior parte dei paesi d’Europa ad eccezione di quelli liberati dal Nazismo dai sovietici, tra cui Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Bulgaria e Romania, Jugoslavia e Albania, dove avevano preso il potere i partigiani antifascisti.

3. Dopo lo scioglimento dell’URSS e del Patto di Varsavia (un’alleanza difensiva formata nel 1956 dopo che la Germania ovest venne inclusa nella NATO) nel 1990, e il completo ripristino del capitalismo nei paesi dell’ex Unione Sovietica, non c’era più alcun conflitto ideologico est-ovest, o un altro motivo logico per tenere in vita la NATO. Essa ha gradualmente ridefinito la sua missione in “mantenimento della stabilità” nell’era post-sovietica, sulla scia dei conflitti etnici in tutta l’Eurasia, e di “antiterrorismo”. Successivamente sono state aggiunte le missioni “umanitarie”.

4. Nel 1989 il presidente George H. W. Bush promise al Segretario Generale Sovietico Mikhail Gorbachev che, in seguito alla riunificazione della Germania con il consenso di Mosca, la NATO non si sarebbe “spostata di un centimetro più ad est”. Ma mentre Bill Clinton era presidente nel 1999, Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia si unirono all’alleanza. Sotto il figlio di Bush, nel 2004, l’elenco è cresciuto: si unirono Estonia, Lituania, Lettonia, Bulgaria, Romania, Slovacchia, Slovenia. La NATO confinava così con la stessa Russia. Obama aggiunse l’Albania e la Croazia. Sotto Trump, si è unito il Montenegro, e viene valutata l’entrata della Macedonia del Nord. Gli Stati Uniti stanno ovviamente cercando di incorporare ogni nazione europea possibile in una coalizione anti-russa per futuri dispiegamenti.

5. Le forze della NATO non furono mai schierate contro le forze sovietiche o del Patto di Varsavia durante la Guerra Fredda. Ma Clinton (spinto dalla bellicosa Hillary) le usò per colpire le posizioni serbe in Bosnia negli anni ‘90 e per bombardare Belgrado durante la guerra del 1999 per staccare il Kosovo dalla Serbia, e convertirlo in una base NATO. (In entrambi i casi Clinton rivendicò motivi “umanitari”). Furono usate anche in Afghanistan e in Libia, lontano dal Nord Atlantico, sotto la direzione degli Stati Uniti, per rovesciare i Talebani, producendo così un’insurrezione ancora in corso, e per distruggere il moderno stato libico di Gheddafi . Non sono una forza del bene nel mondo.

6. La Russia ha risposto, con rabbia ma con cautela, all’espansione incessante e inspiegabile della NATO. I tre momenti cruciali sono stati nel 1999, quando le truppe russe si sono precipitate all’aeroporto di Pristina, in Kosovo, per conservare un po’ di orgoglio nazionale in seguito all’espansione della NATO e all’umiliazione degli Stati Uniti da parte dei serbi; nel 2008, quando la Russia ha brevemente invaso la Georgia per punirla per gli attacchi contro l’Ossezia del Sud (e la sua appena annunciata volontà di aderire alla NATO); e nel 2014, in risposta al putsch di Kiev appoggiato dagli Stati Uniti, Mosca si è mossa per garantirsi l’attuale controllo della Penisola di Crimea. Queste erano ovviamente mosse per scoraggiare l’espansione della NATO.

7. Per gli strateghi e i sostenitori della NATO, l’Ucraina è il premio finale. (Successivamente dovranno essere assorbite solo la Bielorussia e la Georgia). È ancora in lista per l’adesione alla NATO; quest’anno il Segretario Generale Jens Soltenberg ha ribadito questo impegno a Kiev. Resta la posizione degli Stati Uniti che sia l’Ucraina che la Georgia dovrebbero aderire alla NATO. D’altro canto, il governo tedesco, molto più sensibile alle questioni storiche coinvolte, osserva che l’adesione ucraina o georgiana “attraverserebbe una linea rossa” con la Russia. Il popolo ucraino è diviso sulla questione. È positivo che i tedeschi e altri possano bloccare l’espansione del blocco.

8. Da febbraio 2010 a febbraio 2014, l’Ucraina è stata guidata da un presidente eletto democraticamente, Viktor Yanukovych, che si è opposto all’adesione alla NATO. Era stato eletto nonostante le normali ingerenze elettorali statunitensi. È stato descritto dalla stampa americana come “filo-russo” e contrario all’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. In realtà, ha cercato di entrare nell’UE, usando il suo aiutante americano Paul Manafort a tale scopo, e si è ritirato da un accordo dopo aver capito i costi politici del programma di austerità richiesto. Era “filo-russo” in quanto è di etnia russa in un paese multietnico, e quando era al potere era incline a mantenere buoni rapporti con il vicino del nord. È stato preso di mira da Victoria Nuland (moglie del Neoconservatore guerrafondaio Robert Kagan), nominata da Hillary Clinton perché lo rimuovesse. È stato accusato di aver negato le “aspirazioni europee” del popolo ucraino – ovvero stava resistendo ad un’associazione con l’UE (e la NATO).

Fu difatti rovesciato, e gli successe un nuovo regime che provocò fin dall’inizio la rivolta tra i russi etnici nell’est. Il tentativo degli Stati Uniti di installare un regime in grado di allinearsi rapidamente con l’Occidente, unendosi come solito con l’UE e la NATO, ha provocato conflitti civili e la ri-annessione russa della Crimea. Alla fine, lo sforzo della NATO di dominare l’Eurasia incontrò un ostacolo quando i russi dissero: in nessun modo vi concederemo il porto dove ha sede la Flotta del Mar Nero fin dai tempi dell’Imperatrice Caterina, nel 1785.

9. Dopo il colpo di Stato del 18-21 febbraio 2014, Aseniy Yatsenyuk, scelto dalla Nuland, divenne Primo Ministro. La Russia si rifiutò di riconoscere il governo da lui diretto, pieno di sostenitori della NATO. Solo quando l’Ucraina ha tenuto le elezioni presidenziali ed è stato eletto un candidato accettabile per Mosca, Petro Poroshenko, i russi si sono impegnati attivamente nella diplomazia con Kiev. Il risultato sono gli Accordi di Minsk e un processo di negoziati in corso tra Kiev, i separatisti del Donbass, Mosca, la Germania e la Francia. La questione chiave dell’autonomia del Donbass come condizione preliminare per la pace ha incontrato l’opposizione in parlamento, ma dall’elezione di Volodymyr Zelenskyj ci sono stati passi concreti verso la pace. Non che ci siano stati molti combattimenti pesanti dal 2015. Russia e Ucraina stanno lavorando con l’Europa per trovare una soluzione. Sarebbe bene per gli Stati Uniti evitare di interferire.

10. Dopo il colpo di Stato del febbraio 2014 (rappresentato dalla stampa occidentale come una “rivoluzione” che ha fatto cadere un leader “filo-russo”), l’Ucraina si è unita in modo informale al campo imperialista degli Stati Uniti. In realtà, non esiste un’alleanza formale, ma l’Ucraina è ora descritta come un alleato, che ha un disperato bisogno di armi statunitensi per resistere all’invasione russa. Ma non c’è stata alcuna vera invasione russa, solo molta pubblicità; al giorno d’oggi gli esperti si riferiscono agli ucraini di etnia russa come forze “appoggiate dai russi”; sfruttano l’ignoranza generale delle persone riguardo alla storia e alla geografia, e confondono i russi con gli ucraini di etnia russa (o qualche volta con qualsiasi slavo). E l’annessione della Crimea fu non violenta, e sostenuta dal popolo. È improbabile che la fornitura di 380 milioni di dollari in missili anticarro Javelin e altre armi al governo di Kiev contribuirà a risolvere il problema del Donbass.

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Tra tutta l’attenzione ai dettagli, alle telefonate, alle trascrizioni e alle visite segrete, coloro che insistono per la messa in stato d’accusa di Trump (per motivi di corruzione) non discutono mai del contesto di questo piccolo scandalo. Il fatto che l’Ucraina sia stata irrimediabilmente corrotta da quando è diventata indipendente con lo scioglimento dell’URSS nel 1991; il fatto che gli Stati Uniti abbiano sostenuto il colpo di Stato del 2014; il fatto che Hunter Biden sia stato assunto dalla Burisma Holdings due mesi dopo il colpo di Stato (mentre suo padre era l’uomo di punta della squadra di Obama nella corruzione ucraina) e vi abbia lavorato fino all’aprile 2019; e soprattutto, il fatto che gli Stati Uniti vogliono portare l’Ucraina nella NATO, circondando la Russia europea e prendendo la Crimea per sé.

Suppongo che cercare di accumulare fango sui Biden armando pesantemente un leader straniero, minacciando un taglio dell’offerta di armi, sia pessimo per definizione. Ma fornire armi per alimentare un conflitto innescato dall’interferenza degli Stati Uniti in Ucraina è peggio. Se gli Stati Uniti non avessero speso 5 miliardi di dollari (cifre della Nuland) per “sostenere le aspirazioni europee del popolo ucraino”, se John McCain e Lesley Graham non avessero distribuito biscotti con la Nuland nel Maidan; se la NATO non avesse dichiarato l’intenzione di includere Kiev nell’alleanza, l’est sarebbe stato tranquillo come al solito. Il colpo di Stato e l’immediata revoca della legge sul rispetto dei diritti linguistici dei russofoni hanno provocato la ribellione.

Lo scandalo ucraino potrebbe essere un’opportunità per imparare: è qui che conduce l’aggressione degli Stati Uniti. Provoca ancora e ancora la Russia, con ogni nuova ammissione nella NATO. Ad un certo punto, la Russia dovrà agire. Non può permettere ad un paese delle dimensioni del Texas sul suo fianco meridionale di unirsi ad un’alleanza militare diretta contro di lei. Soprattutto non può accettare la perdita del controllo della penisola di Crimea.

Che la Nuland, nei giorni precedenti al pianificato colpo di Stato non avesse previsto questa reazione russa è sconcertante. Pensava davvero che la conquista dell’Ucraina sarebbe stata così facile? O pensava che una volta che l’Ucraina fosse entrata nella NATO, la Russia avrebbe dovuto arretrare?

È ancora questo il presupposto dominante nel Dipartimento di Stato?

Ora un presidente che non si preoccupa dell’Ucraina e del suo popolo è accusato di una scioccante riluttanza a consegnare armi ad un paese invaso dalla Russia, “il nostro più grande avversario” secondo i conduttori della TV via cavo. Che venga messo sotto accusa, ovviamente! Ma se cadrà, sostituito da una leadership più incline a provocare la Russia con l’espansione della NATO, il mondo sarà più pericoloso di quanto non sia ora sotto Trump.

 

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Articolo di Gary Leupp pubblicato su Counterpunch il 22 novembre 2019
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

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