Il 21 maggio, in una delle sue prime azioni [in ucraino] come Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelenskyj ha emesso un decreto con il quale ha licenziato il generale dell’esercito Viktor Muzhenko dalla carica di Capo di Stato Maggiore Generale – Comandante in Capo delle Forze Armate dell’Ucraina.

Ha inoltre nominato il Tenente Generale Ruslan Khomchak Capo di Stato Maggiore Generale – Comandante in Capo delle Forze Armate dell’Ucraina.

Muzhenko era il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine dal luglio 2014, quasi 5 anni.

Il Tenente Generale delle Forze Armate dell’Ucraina Ruslan Khomchak è stato Capo di Stato Maggiore delle Forze Terrestri ucraine dal 2016 ad oggi.

Sia Muzhenko che Khomchak hanno preso parte alla lotta contro le forze di autodifesa di Donetsk e Lugansk nel Donbass. Ruslan Khomchak era il capo del Comando Operativo Sud a Donetsk, che ha preso parte al conflitto in corso nell’est dell’Ucraina.

Khomchak è il generale che ordinò alle truppe ucraine di lasciare la circondata Ilovajsk nell’agosto 2014.

Nell’agosto 2014, Khomchak era a capo del settore “B” della Zona dell’Operazione Antiterrorismo. Il comandante dell’operazione, Muzhenko, ordinò di circondare Donetsk. Le forze armate ucraine avrebbero dovuto bloccare le rotte principali da Gorlovka a Donetsk, mentre da sud altre divisioni avrebbero dovuto occupare Ilovajsk e Khartsyzk.

L’operazione si è conclusa con la sconfitta delle truppe del settore “B”. Secondo Khomchak, dopo aver perso la battaglia ed essersi arrese. A quanto pare alle forze ucraine fu concesso un corridoio umanitario, ma durante la ritirata caddero in un’imboscata e 108 soldati vennero uccisi.

Khomchak disse di essere stupito nel vedere così tante truppe nemiche. “I boschi che circondavano i campi brulicavano di soldati e blindati”, disse. Il convoglio proseguì lungo una strada di campagna fino a raggiungere la periferia di Starobesheve. “Quando abbiamo superato il loro secondo checkpoint, hanno iniziato a spararci come in un poligono di tiro”, ha ricordato. “Era un’imboscata”.

Lui e una dozzina di soldati riuscirono a sfuggire all’imboscata, corsero a piedi per due giorni e riuscirono a raggiungere le linee ucraine e a salvarsi.

Recentemente, Ivan Aparshin, consulente della difesa di Zelenskyj, ha promesso di dire al popolo chi sono i colpevoli della debacle di Ilovajsk, della Battaglia di Debaltsevo e della resa della Crimea.

Sempre il 21 maggio, Zelenskyj ha firmato il decreto per sciogliere il parlamento ucraino [in inglese].

“Essendo guidato dalla parte 2 dell’articolo 77, dalle parti 6 e 7 dell’articolo 83, dal paragrafo 1 della parte 2 dell’articolo 90 della Costituzione dell’Ucraina e in conformità con i paragrafi 7 e 8 della parte 1 dell’articolo 106 della Costituzione dell’Ucraina, decreto di terminare i poteri della Verchovna Rada dell’Ucraina dell’ottava convocazione prima del previsto e di fissare elezioni straordinarie della Verchovna Rada dell’Ucraina il 21 luglio 2019”, si legge nel decreto.

Lo status legale della mossa di Zelenskyj di sciogliere il Parlamento rimane incerto, lui martedì ha affermato che ha l’autorità di sciogliere la legislatura perché “dal 2016 non c’è stata alcuna coalizione”. Ma i leader delle due più grandi fazioni del parlamento – Petro Poroshenko e Julija Tymoshenko sembrano non opporsi alla decisione.

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Articolo pubblicato su South Front il 22 maggio 2019.
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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