Questo breve film-documentario di Anastasia Popova “Expulsion” (Izgnanie), girato per il canale televisivo Rossiia24, si concentra sulla situazione dei Cristiani in una Siria dilaniata dalla guerra. Questo argomento è degno di una attenzione maggiore rispetto a quella che ha ricevuto dai media corporativi occidentali, da qui lo sforzo di sottotitolare questo progetto.
Dopo tutto i Cristiani sono uno dei gruppi più perseguitati al mondo. La loro diminuzione è una tendenza generale in tutto il Medio Oriente e l’Africa del Nord, non solo in Siria. Nel film, per esempio, si dice che metà della popolazione palestinese era un tempo cristiana, ora ne rimane solo il 5%. In Iraq, del milione e mezzo di Cristiani presenti prima dell’invasione americana, oggi ne rimane solo il 10%. Nel 2013, l’OSCE ha stimato che ogni 5 minuti, nel mondo, un Cristiano muore a causa della sua fede. Adesso, con l’escalation della guerra e il conseguente aumento del numero dei rifugiati, questi numeri sono destinati ad aumentare.

La Chiesa Ortodossa Russa ha sempre cercato di richiamare l’attenzione sulla sparizione dei Cristiani del Medio Oriente (da dove essa ha avuto origine) e la stessa cosa ha fatto il Cremlino.
Al contrario, le organizzazioni umanitarie internazionali, che avrebbero dovuto occuparsi del problema, hanno fatto poco o nulla.
Le potenze occidentali, specialmente le nazioni della NATO, che teoricamente dovrebbero essere cristiane, almeno per eredità culturale, rimangono, quando va bene, in silenzio o addirittura sostengono quelle politiche che aiutano e favoriscono proprio quegli estremisti e quei terroristi che cercano di sradicare il Cristianesimo dal luogo dove è nato.

Davvero non c’è nessuna spiegazione convincente per la campagna incredibilmente costosa ed inefficace portata avanti dagli Stati Uniti e dai suoi alleati occidentali da oltre un anno contro il cosiddetto Stato Islamico, né c’è stata una chiara differenziazione metodologica sui bersagli di quella che viene chiamata “opposizione moderata”, rispetto a quelli dei terroristi.
La politica di Washington di finanziare ed usare gruppi estremisti Jiadhisti contro governi legittimi (o anche l’uno contro l’altro), risale alla fine degli anni ’70.

Più di recente, l’invasione dell’Iraq con il falso pretesto delle armi di distruzione di massa, il cosiddetto bombardamento “umanitario” della Libia e l’attuale e illegale campagna militare in Siria, hanno destabilizzato tutta la regione, facendola precipitare nel caos e creando un vuoto di potere che ha favorito l’avvento degli estremisti. Sul fronte interno, molti gruppi cristiani degli Stati Uniti, come gli Evangelici, mostrano una preferenza maggiore per Israele piuttosto che per i loro fratelli cristiani della regione.

Così, uno dei motivi principali della decisione russa di aiutare il legittimo governo siriano, su suo invito e nel rispetto delle leggi internazionali, nella sua lotta contro il terrorismo e l’estremismo religioso è proprio quello di stabilizzare la regione ed iniziare un dialogo politico. E’ stato proprio grazie ai governi secolari, come quello siriano, se i differenti gruppi religiosi sono stati in grado di coesistere pacificamente fino a poco tempo fa.

Questo film e i suoi partecipanti rafforzano questo concetto.

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Sottotitoli in italiano a cura di Mario per Sakeritalia.it