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Un documentario di Vladimir Soloviev sul Nuovo Ordine Mondiale, su ciò che sta accadendo, sul mondo che abbiamo ereditato, e che lasceremo ai nostri figli. I testimoni interpellati vanno da Julian Assange a Pervez Musharraf, da Emir Kusturica a Lord David Owen.

Prima Parte

In questa prima parte si analizza la fine del mondo bipolare (e del suo equilibrio), il superamento degli accordi di Yalta avvenuto in seguito al dissolvimento dell’URSS, e le conseguenze: l’ossimoro della “guerra umanitaria” dell’Occidente che ha distrutto la  Jugoslavia. Particolarmente interessanti alcune brevi considerazioni di V.V. Putin sull’intervento sovietico in Afghanistan e sull’interventismo USA all’estero.


Seconda Parte

La seconda parte analizza gli avvenimenti immediatamente successivi all’11 Settembre 2001, il tentativo congiunto russo, francese e tedesco di fermare l’invasione dell’Iraq, i vani moniti di Gheddafi all’assemblea generale dell’ONU accolti da risate che si sarebbero rivelate amare. Dmitry Peskov analizza il livello di democrazia prima dei bombardamenti della coalizione a quelli realmente raggiunti con la no-fly zone imposta a Gheddafi. La seconda parte affronta inoltre l’espansione della Nato, i difficili rapporti tra Israele e Yasser Arafat, le rivoluzioni colorate, gli infiniti cliché che caratterizzano la diplomazia occidentale.


Terza Parte

La terza parte si occupa dei disordini del 2013, dove le prime chiese cristiane d’Egitto erano sotto attacco quotidiano, molte bruciate, molte distrutte. Vengono esaminati nel dettaglio i video di propaganda dello Stato Islamico. Lavrov sottolinea la necessità di non soccombere alle minacce dell’ISIS e come contrastarle. Peskov affronta la politica degli Stati Uniti in Medio Oriente e il conseguente fallimento. Gli effetti di un mondo unipolare su nazioni prospere e funzionali ha provocato la loro fine. Putin dunque sottolinea l’importanza della sovranità nazionale, la necessità del rispetto prima di tutto. Le ondate di migranti non sono altro che la conseguenza delle terribili politiche occidentali. La stessa Unione Europea appare oggi in rovina, le cause sono da cercare nel suo passato e presente, nel FMI e tra i suoi dirigenti, senza dimenticare l’immancabile disinformazione mediatica occidentale.


Quarta Parte

Nella quarta parte si illustra il passaggio in corso da un mondo unipolare a multipolare, con le tensioni e i conflitti che comporta il passaggio. Su questo V.V. Putin sottolinea col suo interlocutore l’importanza (tutta russa) della spiritualità, di far parte di uno Stato che “sta dalla parte giusta”, con però la necessità di non imporrei propri valori agli altri (come avvenne invece in epoca sovietica); e di  come sbagliano i “partner americani” a voler mantenere il loro dominio solo umiliando la controparte, con la violenza: nessun partner, solo servi e nemici.

E poi il pericolo dello “Stato Islamico”, per la Russia, gli stessi Paesi musulmani, e per il Mondo. E interessante, ancor più dato il personaggio, il discorso sulla moralità di Shimon Perez.


 

Quinta Parte

La quinta parte è incentrata sull’intervista di Soloviev a Vladimir Putin. Il Presidente russo spiega la differenza per un paese fra l’essere e il non essere sovrano, risponde a domande di economia riguardo i rapporti con l’Europa, in particolare con la Germania. Ricorda a tutti che Jacques Chirac e Gerhard Schröder avevano previsto la situazione attuale e sono stati accusati ingiustamente, nonostante i loro popoli stiano ancora godendo dei vantaggi ottenuti dai loro leader. Vengono poi discussi i rapporti con la Turchia e viene esaminata la situazione in Ucraina, una situazione che desta orrore e sgomento. Dalla constatazione delle atrocità accadute scaturisce dunque la necessità di combattere ogni forma di nazismo. In ultimo viene descritto il difficile compito di combattere l’espansione della NATO, compito che costringe la Russia a dotarsi di armi da usare come deterrente.

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Sottotitoli in Italiano a cura di Mario per Sakeritalia.it