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Trascrizione

Innanzitutto vorrei esprimere il mio sconcerto.

Non si capisce bene quale valore aggiunto, oltre al prolungamento della riunione odierna, comporti l’inclusione nell’elenco degli oratori dei rappresentanti di Slovacchia, Polonia, Germania e Grecia. Oggi non stiamo tenendo un dibattito, ma un’informativa. La posizione di questi paesi la conosciamo già molto bene. Potrebbe essere ben riassunta da un [singolo] rappresentante dell’Unione Europea. Non c’è nulla, se non il desiderio di apparire sugli schermi televisivi nazionali. In futuro, signor Presidente, vorremmo chiederle di essere più attento nel compilare l’elenco degli oratori per le riunioni delle Nazioni Unite su questo tema.

Signor Presidente, prendiamo atto dell’informativa del Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite per le questioni politiche, Rosemary Di Carlo, e del Coordinatore Residente in Ucraina Denise Brown.

Vediamo che il Segretariato delle Nazioni Unite si è finalmente interessato alla storia della distruzione delle infrastrutture civili. Purtroppo, ancora una volta, in modo unilaterale. Non abbiamo sentito una sola parola sulle distruzioni che Kiev ha causato per 8 anni e continua a causare nel Donbass. Né abbiamo sentito parlare delle vittime tra la popolazione civile a causa degli attacchi delle Forze Armate dell’Ucraina. Rimangono senza alcuna reazione da parte del Segretariato i mostruosi attacchi terroristici di Kiev contro infrastrutture civili come il ponte di Crimea, il bombardamento da parte delle Forze Armate dell’Ucraina della centrale nucleare di Zaporozhye e della centrale idroelettrica di Kakhovskaya.

La necessità di convocare la riunione odierna è stata spiegata dai nostri colleghi occidentali con l’intensificarsi degli attacchi da parte russa contro le infrastrutture civili ucraine e gli obiettivi civili. Vediamo come stanno realmente le cose. Negli ultimi due mesi il regime ucraino e i suoi protettori occidentali, apparentemente euforici per alcuni avanzamenti tattici delle truppe ucraine in diverse direzioni, ottenuti al costo di perdite astronomiche in termini di uomini ed equipaggiamenti, hanno riproposto in tutti i modi possibili la tesi secondo cui la Russia avrebbe esaurito le sue risorse materiali e umane e starebbe per… iniziare a perdere sul campo di battaglia.

Allo stesso tempo, gli strateghi ucraini, sotto la supervisione dei loro maestri occidentali, utilizzano già da tempo metodi di sabotaggio terroristico sul territorio russo. Gli esempi sono numerosi. Ma l’apogeo dei loro sforzi è stato l’attacco terroristico al ponte di Crimea dell’8 ottobre, commesso dai servizi speciali ucraini. Quattro persone sono state uccise e distrutta una parte della strada, utilizzata dalla popolazione della penisola per rifornirsi di cibo, medicinali e altri beni vitali.

I funzionari ucraini, tra cui il Vice Primo Ministro e Capo del Ministero per la Trasformazione Digitale dell’Ucraina, Mikhail Fedorov e il Consigliere del Ministro degli Affari Interni dell’Ucraina, Anton Gerashchenko, hanno apertamente apprezzato questo crimine. Messaggi entusiastici sono stati pubblicati anche sull’account ufficiale del Ministero della Difesa ucraino. E sebbene Kiev, apparentemente rimproverata dai suoi padroni occidentali, abbia tentato molto rapidamente, come da tradizione, di scaricare la colpa sulla Russia, il Ministro degli Affari Esteri ucraino, Dmitry Kuleba, nel filmato trapelato su Internet ha confermato che Kiev è dietro gli attacchi al ponte Krymsky e alla regione di Belgorod. Ecco le sue parole, rese disponibili a milioni di utenti. Cito:

Se mi chiedete chi fa saltare in aria [le infrastrutture] in Crimea o a Belgorod, allora, in una comunicazione privata, vi dirò che, sì, siamo noi.

Poiché durante gli otto anni di amara esperienza degli abitanti del Donbass sappiamo bene di cosa è capace il regime di Kiev, è stata presa la decisione di raffreddare l’ardore militante degli arroganti terroristi di Kiev. Con missili a guida precisa e droni di fabbricazione russa, sono state distrutte numerose installazioni militari e anche infrastrutture, [riducendo] le capacità militari e minando le potenzialità del regime repressivo di Zelensky.

Naturalmente questa situazione non è piaciuta all’Occidente, e ha provocato una vera e propria isteria tra i nostri “colleghi” occidentali, che possiamo osservare espressa durante l’incontro di oggi in tutta la sua gloria. Naturalmente, come in precedenza, non vogliono vedere la verità e riconoscere che gli obiettivi civili sono stati colpiti e danneggiati solo nei casi in cui i droni sono stati abbattuti vicino agli obiettivi dalla difesa territoriale ucraina … e per questo hanno deviato dalla rotta originale. Oppure i danni si sono verificati quando gli obiettivi civili sono stati colpiti dai missili della difesa aerea ucraina, che non erano in grado di intercettare i loro obiettivi. Ci sono molti casi di questo tipo, anche registrati in video. Chiunque voglia, può guardarli su Internet.

In questo momento l’Ucraina e i suoi patrocinatori occidentali stanno cercando di mettere in piedi un’altra messinscena sulle presunte consegne alla Russia di droni iraniani, in violazione della Risoluzione n. 2231 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Respingiamo qualsiasi tentativo di coinvolgere il Segretariato delle Nazioni Unite in questo gioco senza scrupoli. Ne è un esempio la lettera distribuita oggi in Consiglio di Sicurezza da Germania, Francia e Regno Unito con una petizione de facto al Segretariato delle Nazioni Unite per violare l’articolo 100 della Carta delle Nazioni Unite e il mandato, prescritto nella nota del Presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite S/2016/44 del 16 gennaio 2016. Gli Stati Uniti sono andati anche oltre e nella loro lettera hanno chiesto direttamente al Segretariato di condurre un’indagine che il Segretariato non è autorizzato ad aprire. Si tratta di una situazione grave e abbiamo presentato le nostre valutazioni legali nella nostra lettera di risposta, che è stata fatta circolare prima di questa sessione. Siamo in attesa che il Segretariato confermi pienamente che non intende assecondare la [richiesta di] violazione della Carta delle Nazioni Unite presente nelle istruzioni di questi occidentali, e non condurrà alcuna “indagine” di questo tipo. Se gli esperti dell’ONU, per compiacere le capitali occidentali, apriranno comunque queste pseudo-investigazioni, facendo riferimento in modo infondato alla disposizione della Risoluzione 2231, potremmo rivedere l’intero complesso delle nostre relazioni con il Segretariato dell’ONU, sulla cui imparzialità in tal caso non sarebbe più possibile fare affidamento.

Cari colleghi. Lo spettacolo di oggi al Consiglio di Sicurezza è anche una sorta di cortina fumogena per il regime di Kiev e i suoi patroni. L’Occidente sta diligentemente creando l’immagine del regime di Kiev come di una vittima innocente dell’aggressione russa, [la quale vittima] ha bisogno di una costante assistenza militare. La scorsa settimana sono state annunciate le consegne di forniture militari a Kiev.

Gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno scelto i sistemi che hanno mostrato la più alta letalità contro la popolazione del Donbass e dei territori liberati. Gli Stati Uniti consegneranno a Kiev un altro lotto di M142 HIMARS MLRS e missili guidati ad alta precisione M31 GMLRS, oltre a missili antiradar dell’aviazione AGM-88 HARM. Da Parigi, Kiev riceverà nuovamente cannoni d’artiglieria semoventi di calibro 155 mm. La consegna di munizioni da 155 mm a Kiev è stata annunciata dalla Germania. Alla propria popolazione, i leader di questi paesi spiegano che queste armi, presumibilmente, dovrebbero aiutare il regime di Zelensky nella difesa dell’Ucraina.

Vediamo per cosa sono effettivamente utilizzate. Secondo i dati della DPR-LPR, solo sul territorio controllato dalle repubbliche da … febbraio a ottobre, come risultato degli attacchi ucraini con l’uso di armi pesanti, sono state distrutte più di diecimila case e più di duemila strutture infrastrutturali civili, tra cui 424 strutture scolastiche e 109 strutture mediche. Per questi attacchi sono stati utilizzati attivamente gli HIMARS MLRS americani. Anche i Caesar francesi hanno sfruttato l’occasione per mostrare la loro potenza in una battaglia impari con gli edifici residenziali, le scuole e altri obiettivi civili. Direttamente dalle armi francesi a Donetsk dal giugno di quest’anno, non meno di cinque persone sono morte, dieci sono state ferite, più di 64 edifici sono stati distrutti.

Le Forze Armate dell’Ucraina colpiscono anche in profondità nel territorio russo, mirando a civili e infrastrutture civili. Il 10 ottobre, nella regione di Belgorod, le Forze Armate dell’Ucraina hanno lanciato più di 100 missili, tra cui il famigerato Tochka-U armato con testate a grappolo. Una donna è morta, quattro case sono state danneggiate. Nel sofferente villaggio di Tetkino, nella regione di Kursk, che dalla primavera è stato bersaglio dei massicci colpi di artiglieria delle Forze Armate dell’Ucraina nonostante l’assenza di strutture militari, due persone sono rimaste ferite. Il 13 ottobre, i colpi ucraini hanno colpito un condominio a Belgorod, … il villaggio di Krasny, il posto di blocco doganale nel distretto cittadino di Shebekinsky e altri edifici civili.

Proprio ora, alla vigilia del nostro incontro, le Forze Armate ucraine hanno distrutto… distrutto gli impianti industriali di questo distretto. Vale la pena ricordare che in precedenza in quest’area, proprio come a Donetsk, le Forze Armate dell’Ucraina hanno usato attivamente e indiscriminatamente contro la popolazione civile i sistemi di mine a distanza, comprese le mine “Petal”.

Il 16 ottobre, [hanno] sparato sugli edifici residenziali di Nikolskoye, sull’aeroporto internazionale Shukhov di Belgorod, due civili sono rimasti feriti.

Il 18 ottobre, i militari ucraini hanno nuovamente bombardato il villaggio di Belaya Beryozka, nella regione di Bryansk. Lo stesso giorno, le Forze Armate ucraine hanno attaccato sei città nella regione di Kursk, una donna è rimasta ferita, alcune case sono state distrutte, diverse linee elettriche sono state messe fuori uso.

In precedenza, i sabotatori ucraini hanno ripetutamente cercato di perpetrare un atto di sabotaggio contro la centrale nucleare di Kursk. In totale, solo dall’inizio di ottobre, il fuoco indiscriminato dell’artiglieria delle Forze Armate ucraine, anche con l’uso dei suddetti missili americani HIMARS, è stato scatenato su più di 30 insediamenti pacifici nella regione di Belgorod e nella stessa città di Belgorod.

Allo stesso tempo Kiev, incoraggiata dai suoi supervisori occidentali, se ne vanta apertamente. A Kiev e nelle capitali che la proteggono, pensano seriamente che noi si possa tollerare tutto questo?

Usando un’indulgenza per qualsiasi atto criminale rilasciata dai loro supervisori occidentali, il regime di Zelensky colpisce deliberatamente le infrastrutture civili nei loro ex territori. Per cinque mesi le Forze Armate ucraine hanno bombardato la città di Novaya Kakhovka, nella regione di Kherson. Arrivano fino a 120 missili il giorno, la maggior parte dei quali sono HIMARS americani, che gli ucraini puntano specificamente sulla diga di Kakhovka per sfondarla e quindi alzare il livello dell’acqua per causare l’inondazione dei territori adiacenti. Questo scenario potrebbe causare la morte di migliaia di civili e il danneggiamento di migliaia di abitazioni.

Oggi abbiamo diffuso una lettera al Consiglio di Sicurezza, chiedendo alla leadership delle Nazioni Unite di impedire questa mostruosa provocazione.

Gli irresponsabili attacchi delle Forze Armate ucraine alla centrale nucleare di Zaporozhye continuano, creando seri rischi per la sicurezza nucleare della centrale. L’entità delle vittime civili, nel caso in cui la centrale nucleare di Zaporozhye venga gravemente danneggiata, per non parlare di un incidente su larga scala causato dall’uomo con contaminazione radioattiva, non preoccupa Kiev. Sono pronti a compiere qualsiasi sacrificio umano affinché la NATO possa continuare a condurre la sua guerra per procura con la Russia e a proseguire con le forniture di armi all’Ucraina. Teniamo informati i vertici dell’ONU di questi incidenti vergognosi, ma finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta significativa.

I militanti ucraini sono riusciti a danneggiare seriamente i ponti Kakhovsky e Antonovsky attraverso il Dnieper, attraverso i quali gli abitanti di Kherson venivano riforniti di cibo, medicinali e così via. Un altro tentativo di distruggere il ponte Antonovsky è stato compiuto dalle Forze Armate dell’Ucraina il 19 ottobre. I sistemi di difesa aerea russi sono riusciti a proteggere questa installazione e per questi attacchi sono stati utilizzati ancora una volta i sistemi americani HIMARS. I militanti ucraini avevano già utilizzato gli stessi sistemi per colpire il luogo in cui erano detenuti i prigionieri del battaglione neonazista Azov a Yelenovka.

Un’altra orribile illustrazione di come le autorità di Kiev trattino effettivamente le persone pacifiche è rappresentata dalle barbare punizioni inflitte ai loro connazionali che hanno fatto la loro scelta a favore della Russia. Il 29 settembre, le Forze Armate dell’Ucraina bombardato nei pressi di Kupyansk le colonne di auto che stavano per lasciare l’Ucraina in direzione della Russia. Sono morte una trentina di persone. Il 30 settembre le Forze Armate dell’Ucraina hanno nuovamente sparato sui rifugiati che stavano partendo per i territori liberati della regione di Zaporozhye. Sul posto sono state uccise trenta persone, mentre ottantotto sono rimaste ferite. Ieri, 20 ottobre, le Forze Armate dell’Ucraina hanno bombardato il traghetto utilizzato per evacuare i civili in fuga dai bombardamenti e dalle provocazioni ucraine. A seguito di questo crimine ci sono morti e feriti, tra cui giornalisti e bambini.

Il 4 ottobre è stato pubblicato un video messaggio aperto da parte di trentotto militari dell’8ª Compagnia del 3° Reggimento della 25ª Brigata d’assalto aviotrasportata delle Forze Armate dell’Ucraina. In esso hanno riferito di aver ricevuto ordini criminali di uccidere la popolazione civile della regione di Kharkiv.

Il Ministero degli Affari Interni ucraino ha recentemente rilasciato una dichiarazione sull’inizio di un’operazione di ricerca dei nemici dell’Ucraina, nell’ambito della quale, nelle città della regione di Kharkov, sono detenuti fino a quaranta cosiddetti “potenziali collaboratori” che sono poi interrogati dai servizi di sicurezza.

Cosa succede dopo a queste persone, lo ha mostrato nei video pubblicati sui social media il 9 ottobre un membro dell’esercito ucraino, ex comandante dell’unità neonazista Azov, Maxim Zhorin. Il filmato mostra che i corpi dei civili giustiziati da loro, i neonazisti li scaricano nel burrone. Lo stesso Zhorin ha scritto che si tratta di residenti della città di Kupyansk, nella regione di Kharkiv, commentando, cito: “Ci sarà una punizione”. I metadati della clip indicano che è stata registrata poco più di mezz’ora prima della pubblicazione. I cadaveri erano vestiti con abiti caldi, adatti alle condizioni climatiche di ottobre. Le truppe russe, vi ricordo, sono assenti da Kupyansk dall’inizio di settembre. Tutto lascia pensare che questi sfortunati siano stati vittime di un’esecuzione extragiudiziale compiuta dai neonazisti ucraini nell’ambito della pulizia della città.

Dov’è una sola parola di condanna di queste azioni da parte delle delegazioni occidentali? Il vostro silenzio è la prova migliore che, nonostante tutta l’ipocrisia, nessuno in Occidente si preoccupa del destino della popolazione civile ucraina. Preferite coprire questo regime criminale che ha incorporato nazionalisti, radicali e veri e propri nazisti, [li] aiutate a organizzare provocazioni e a promuovere menzogne sulla Russia e sulle azioni delle truppe russe.

A proposito, vorrei ricordarvi ancora una volta che, nonostante tutti i solleciti, non abbiamo ancora ricevuto le liste delle vittime della provocazione ucraina a Bucha in aprile, i nomi di queste persone. Questo conferma ancora una volta che le autorità di Kiev non hanno nulla da presentare a sostegno delle loro accuse e congetture. I nostri “colleghi” occidentali stanno cercando di fingere che non ci sia nulla da dimostrare – è sufficiente credere alla parola dei rappresentanti del regime di Kiev su qualsiasi loro affermazione.

Signor Presidente, prima di terminare, vorrei informarla in anticipo che oggi non ascolterò un’altra serie di filippiche del rappresentante del regime ucraino all’interno delle mura del Consiglio di Sicurezza, permettendogli così di provare quel piacere bizzarro e peccaminoso che [apparentemente] ne trae, no, non lo farò. Penso che tutti coloro che hanno letto i suoi recenti commenti offensivi sui diplomatici russi sui social network…[incomprensibile] Purtroppo, tali buffonate riflettono lo stato attuale della diplomazia ucraina e sono la prova dell’incapacità e dell’impreparazione di Kiev a qualsiasi dialogo. Tanto meno a un dialogo civile.

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Articolo di Vasily Nebenzya su The Saker il 24 ottobre 2022
Traduzione in italiano di Fabio_san per SakerItalia

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