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L’obiettivo strategico degli Stati Uniti: spezzare e smembrare la Russia, o mantenere l’egemonia del dollaro americano? O un confuso “entrambi”?

Un obiettivo strategico richiederebbe uno scopo unitario che possa essere descritto in modo sintetico. Inoltre, richiederebbe una chiarezza convincente sui mezzi con cui raggiungere l’obiettivo e una visione coerente su quale risultato considerare un successo. Winston Churchill descrisse l’obiettivo della Seconda Guerra Mondiale come la distruzione della Germania. Ma si trattava di una “banalità”, non di una strategia. Perché la Germania doveva essere distrutta? Che interesse c’era nel distruggere un

Il cuculo americano nel nido europeo

Larry Johnson – veterano della CIA e del Dipartimento di Stato – individua [in inglese] il “cuculo” che si annida alla base del “nido” del pensiero occidentale sull’Ucraina. L’uccello ha due parti strettamente correlate, di cui lo strato superiore è il quadro concettuale che prevede che gli Stati Uniti si trovino ad affrontare due distinte contese: in primo luogo Stati Uniti contro Russia e, in secondo luogo, Stati Uniti contro

Le molte “guerre” intrecciate – Una guida approssimativa attraverso la nebbia

Ora abbiamo un imbarazzo di “guerre” di cui, paradossalmente, quella in Ucraina è forse di minore importanza strategica – anche se conserva un contenuto simbolico significativo. Una “bandiera” attorno alla quale si articolano le narrazioni e si raccoglie il sostegno. Sì, sono in corso non meno di cinque “guerre” sovrapposte e interconnesse, che devono essere chiaramente differenziate per essere ben comprese. Nelle ultime settimane si sono verificati diversi cambiamenti epocali:

L’inquietante silenzio dell’Europa – Il curioso caso del cane che non abbaiò

Sir A. Conan Doyle: Holmes: Curioso: il fatto che il cane non abbaiò quando ci si aspettava che lo facesse. I media occidentali sono pieni di speculazioni sul fatto che ci troviamo o meno sull’orlo della terza guerra mondiale. In realtà, ci siamo già. La lunga guerra non si è mai fermata. Sulla scia della crisi finanziaria del 2008, gli Stati Uniti avevano bisogno di rafforzare la base di risorse

Come si spiega il “cambio di gioco” in Ucraina: un grande conflitto è inevitabile?

La Russia si sta preparando a un’escalation di questa guerra. Sta aumentando le sue forze al livello minimo per affrontare un’eventuale grossa offensiva della NATO. Questa decisione non è stata imposta da una significativa riduzione della forza esistente. I fatti sono chiari: le milizie di Donetsk e Lugansk rappresentano la maggioranza delle forze alleate russe che combattono nel Donbass. Le milizie sono state rafforzate da soldati a contratto del Gruppo

Le guerre americane assumono un carattere divisivo

È agosto, il Giorno dell’Indipendenza Ucraina, e anche l’anniversario del disastroso ritiro di Biden da Kabul. Washington sa benissimo che queste immagini dolorose (gli afghani aggrappati al carrello degli Hercules) stanno per essere presentate nuovamante, in vista delle elezioni di novembre. Perché gli eventi in Ucraina stanno andando male per Washington, e il lento e calibrato rullo compressore dell’artiglieria russa fa a pezzi l’esercito ucraino. L’Ucraina chiaramente non è stata

Inquietudini esistenziali: la guerra finanziaria contro l’Occidente inizia a mordere

Il Club di Roma, fondato nel 1968 come collettivo di pensatori di spicco che riflettevano su questioni globali, assunse come leitmotiv la dottrina secondo cui considerare i problemi dell’umanità individualmente, in modo isolato o come “problemi in grado di essere risolti nei propri termini”, era destinato al fallimento: “I problemi sono tutti interconnessi”. Oggi, a distanza di cinquant’anni, questa è diventata una “verità rivelata” indiscussa per un segmento chiave delle

La maschera di Pandora

Ebbene, questo pezzo [in inglese] è tratto dal principale giornale dell’establishment legato allo Stato Profondo dell’Anglosfera, il Daily Telegraph: Questa è l’estate prima della tempesta. Non illudetevi, con i prezzi dell’energia destinati a salire a livelli mai visti prima, ci stiamo avvicinando ad uno dei più grandi terremoti geopolitici degli ultimi decenni. Le convulsioni che ne deriveranno saranno probabilmente di un ordine di grandezza molto più grande di quelle che

La ‘danza ritmica’ della nostra economia fisica reale

La modernità occidentale dipende da combustibili fossili a buon mercato. Se questi si riducono, anche le nostre economie si ridurranno, ad un livello non ottimale. Il poeta WB Yeats usava spesso nei suoi scritti due vecchi termini folkloristici irlandesi: “thrall” e “glamour”. Essere in preda [in inglese “in thrall”] a qualcosa significava che una persona era completamente sopraffatta da un “magnetismo” inspiegabile che emanava nel suo mondo e nella cui

Il mondo non funziona più così

La Prima Guerra Mondiale segnò la fine di un ordine mercantilista che si era sviluppato sotto l’egida delle potenze europee. Cento anni dopo al suo posto vi era un ordine economico molto diverso (il cosmopolitismo neoliberale). Ritenuta dai suoi architetti universale ed eterna, la globalizzazione ha incantato il mondo per un lungo periodo, ma poi ha iniziato a scemare dal suo apice, proprio nel momento in cui, con la caduta