Nessun negoziato

La guerra per procura in Ucraina è un buco nero senza fine per l’Occidente.

No, non ci sarà alcuna soluzione negoziale alla guerra per procura degli americani contro la Russia. Per prima cosa: che senso ha che i russi negozino con gli ucraini quando sono gli Stati Uniti e il Regno Unito a comandare?

I russi hanno già tentato un compromesso ad Istanbul in primavera, quando avevano distrutto la maggior parte delle forze aeree e navali delle Forze Armate Ucraine e gran parte del loro sistema di difesa aerea, costringendole nella loro “Linea Maginot”. Gli ucraini erano disposti ad accettare le condizioni russe. Gli Stati Uniti dissero no! E questo è quanto.

Ora, i russi continueranno [in inglese] quella che è definita una Campagna di Anti-Terrorismo fino a quando non avranno il pieno controllo dell’Ucraina occidentale. Non c’è altro modo che garantisca il raggiungimento dei loro obiettivi originari: la smilitarizzazione – distruzione delle risorse militari dell’Ucraina occidentale, comprese le infrastrutture elettriche che le sostengono – e la denazificazione, l’identificazione e la cattura dei neonazisti/fascisti e l’istituzione di tribunali per crimini contro l’umanità. Le ripetute atrocità ucraine hanno reso la giustizia una necessità politica.

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Obiettivo finale: il consolidamento 

L’incorporazione nella Federazione Russa è l’unica opzione possibile per proteggere le vite e i mezzi di sussistenza della popolazione del paese.

Storicamente l’Ucraina è sempre stata parte della Russia. Oggi è solo una colonia statunitense. Una sorta di Puerto Rico slavo.

I due obiettivi originari della Russia, la smilitarizzazione e la denazificazione, hanno sempre implicato un terzo obiettivo finale – la logica conseguenza dei primi due – solitamente trascurato, ma cruciale per la comprensione di ciò che la Russia sta facendo: l’Ucraina deve morire per poter vivere di nuovo.

“Consolidare” significa prendere un’Ucraina spezzata dall’ingerenza americana e dal fascismo risorgente, e rimetterne insieme i pezzi.

Le nazioni sono contenitori di culture.

Più culture ci sono, più grande è il contenitore e più fragile è la nazione.

In Russia, Putin ha preso i cocci di un paese distrutto e di culture frammentate e li ha rimessi insieme. All’inizio il risultato è stato negativo. Ora vediamo che la Russia si sta aggiustando da sola, basandosi sui risultati ottenuti in patria, con un consenso sociale e culturale in evoluzione, guidato dal basso verso l’alto da una popolazione ostinata, conservatrice ma diversificata, piuttosto che dalla propaganda aziendale, dall’alto verso il basso, come in Occidente, che riflette l’agenda degli oligarchi.

Scrive [in inglese] Gilbert Doctorow:

La pressione sul signor Putin proviene dai suoi stessi sostenitori patriottici, e una tregua intempestiva per i negoziati in questo momento potrebbe portare al disordine civile in Russia. … Nel frattempo, il liberalismo russo, ormai screditato, sta portando con sé l’impegno a favore del libero mercato per una produzione bellica più efficace. Si parla seriamente di reintrodurre i Piani Quinquennali..

Se Putin avesse fatto il passo più lungo della gamba nel febbraio di quest’anno, e avesse annunciato la mobilitazione in quel momento, ci sarebbe stata resistenza da parte di un pubblico sempre scettico. Ora le cose sono diverse.

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Putin e l’evoluzione sociale russa

Molti in Occidente credono che Putin sia un “dittatore” e uno “strumento degli oligarchi”, anche se non so come si possa essere dittatori e “strumenti” di qualcun altro.

Pepe Escobar scrive :

…tra il 1991 e il 1999 l’equivalente dell’attuale intero patrimonio familiare della Russia è stato rubato e trasferito all’estero, soprattutto a Londra. Ora i soliti sospetti stanno cercando di rovinare la Russia con le sanzioni, perché il “nuovo Hitler” Putin ha fermato il saccheggio..

“Ha fermato il saccheggio”?

Nessuno in Occidente paragona Putin alle forze dell’ordine.

Piuttosto, lo si caratterizza come un criminale di basso livello – un delinquente.

Eppure, è il più legalista e giurista dei leader.

Putin ha capito che l’evoluzione sociale ed economica della Russia richiedeva la stabilità e lo stato di diritto. Gli oligarchi più corrotti sono finiti in prigione o sono fuggiti dal paese. Gli altri dovevano attenersi alla linea. Avrebbero potuto prosperare se anche il paese lo avesse fatto. Agli oligarchi russi non piaceva affatto lavorare per lo Stato, ma non avevano scelta. Chi è sopravvissuto e ha prosperato l’ha fatto per fornire continuità e servizi.

Poi sono arrivate le sanzioni; infine, la guerra – portata avanti dalle oligarche occidentali – sfide esistenziali che hanno ulteriormente indebolito l’oligarchia russa e rafforzato la maggioranza russa.

I russi comuni non venderanno più la loro anima per un Big Mac.

È significativo che la principale opposizione di Putin in Russia sia il Partito Comunista, che è forte perché – proprio come accade sempre più spesso nella Germania dell’Est – molti anziani ripensano – e parlano – dei benefici del socialismo ai tempi dell’Unione Sovietica.

Nonostante ciò che pensa Doctorow, la guerra non ha screditato il “liberalismo russo” che, nella sua forma attuale, accetta sia la socialdemocrazia che il capitalismo, ma solo il neo-liberalismo russo, che promuove l’avidità e il profitto personale e, naturalmente, la “narrativa” occidentale.

In guerra, quando tutti sono a rischio e la moralità di base è essenziale per la sopravvivenza, si richiede attenzione ai bisogni umani e al sacrificio. La guerra dell’Occidente contro la Russia, iniziata anni fa con sanzioni e PSYOP, ha indirizzato lo sviluppo della Russia. Il paese ora è autarchico, sostanzialmente autosufficiente, sospettoso dei valori occidentali, e sta costruendo nuove strade economiche verso il mondo attraverso alleanze con la Cina, l’India e con la rete dei paesi BRICS, potente e in continua espansione. Mentre l’Occidente fallisce e si dimena, la Russia va a gonfie vele.

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L’Ucraina come repubblica russa

Se l’Ucraina deve essere ricostruita, il suo futuro è con la Russia. Il consolidamento non significherà solo una nuova repubblica federale, oltre al Donbass, a Lugansk e agli oblast dell’Ucraina orientale; significherà un ritorno alla democrazia parlamentare e al pluralismo per l’Ucraina nel suo complesso.

Kiev è stata la prima capitale della Rus’, molto prima di Mosca.

In seguito, l’Ucraina è stata la forza trainante dell’Unione Sovietica.

Ancora una volta, la regione può diventare il nucleo della Russia come federazione, rivitalizzata e prospera attraverso il commercio con l’Eurasia e i BRICS – come snodo occidentale della BRI.

Naturalmente la popolazione dell’Ucraina occidentale è sottoposta ad un lavaggio del cervello come lo erano i tedeschi o i giapponesi nel 1942. Cosa farne di loro? Nelle società di massa gran parte del lavaggio del cervello si basa sul branco: è una questione di direzione. È possibile cambiare la direzione della mandria. Le mucche non lo sanno e non se ne preoccupano, finché possono sgranocchiare un po’ d’erba. È quando hanno fame – o paura – che ci sono problemi. La mandria non ha cervelli da lavare, ma solo budella. Chiamiamo la propaganda “stronzate” per un motivo.

Al momento in cui scriviamo i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche primarie e secondarie dell’Ucraina occidentale hanno spento le luci in tutto il paese, comprese quelle lucine piccole che ti dicono di essere in linea su Internet. Non c’è nemmeno l’acqua. La mandria è scoraggiata, impaurita e affamata. Sarà un inverno duro – l’Ucraina occidentale si spopolerà forse di altri cinque o sei milioni di persone, sicuramente di uno o due, con persone che si sposteranno ad ovest per unirsi alla diaspora ucraina globale anti-russa.

Quelli che se ne andranno saranno probabilmente i primi agiati – persone privilegiate con le risorse necessarie per fuggire.

Le stime [in inglese] mostrano che, tra i rifugiati in Austria, il 70% si identifica come classe media o superiore. Su 450 parlamentari ucraini, solo 90 sono rimasti in Ucraina. Ciao ciao Kiev. Salve Monaco.

Eppure queste persone ricevono i sussidi in quanto “rifugiati”. Certo, alcuni di loro ne hanno bisogno – ma gli aiuti americani tendono a nutrire i ricchi affamati che devono semplicemente avere il loro caviale. Per le vitamine, insomma. È la via americana, come il socialismo aziendale.

Ma queste incoerenze significano che i molti rifugiati ucraini di alto livello che sono arrivati hanno avvelenato il pozzo dell’accoglienza per quelli che si trovano più in basso nella scala sociale e che arriveranno più tardi, in massa.

A un certo punto, anche gli europei della classe operaia si chiederanno [in inglese] perché loro non ricevono caviale.

Se io lo so e voi lo sapete, allora lo sanno anche i russi.

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Nessuna trattativa

Non ci sarà alcuna trattativa tra Occidente e Oriente.

Come scrive Yves Smith su Naked Capitalism:

Le due parti hanno una condivisione di posizioni pari a zero, il che significa che non c’è base per le discussioni. E uno dei maggiori ostacoli a qualsiasi accordo, a parte quello in cui la Russia finisce per dettarne i termini, è il leader che l’Occidente collettivo ha messo su un piedistallo: Zelensky, con l’ulteriore bagaglio della sua cerchia di banderisti. È in gioco la virilità della NATO, che non può essere vista perdere a favore della Russia..

A parte il fatto che “contrattare” significa che entrambe le parti devono avere qualcosa da offrire, e l’Occidente non ha nulla, la “virilità della NATO” non è il problema. L’Europa ha perso le palle anni fa, come del resto gli Stati Uniti.

I russi hanno già provato a negoziare. Si chiamava Minsk.

Quando è fallito, hanno tentato altri colloqui sperando in qualcosa di diverso. Anche questi sono falliti.

Gli Stati Uniti sono un non-negoziatore. La follia è ripetere lo stesso errore sperando in un risultato diverso. Si ama citare quest’assioma ignorandolo nella pratica. Prima bisogna riconoscere l’errore. Ma la gente in Occidente non vive nel mondo reale. L’Egemone è un vecchio, chiuso in un circolo chiuso di realtà virtuale, creato dalla sua stessa propaganda.

I russi, al contrario, devono affrontare la dura necessità.

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La NATO interverrà? 

La NATO non ha intenzione di schierare truppe in Ucraina perché ciò includerebbe gli americani.

Se c’è qualcosa che i politici americani temono: sono le bare avvolte dalla bandiera.

L’assistenza della NATO è quindi limitata ai “volontari” delle PMC (compagnie militari private), verso i quali i russi non devono mostrare rispetto poiché non sono combattenti legittimi protetti dalle regole di guerra, una politica che gli stessi Stati Uniti hanno promosso quando hanno invaso l’Afghanistan.

Chi sono questi “volontari”?

Il creatore della “Legione Internazionale Ucraina” Gaston Besson.

Gaston Besson ha partecipato al conflitto jugoslavo. Ha massacrato donne e bambini e bruciato villaggi. Si dice che abbia sparato personalmente ai soldati che si rifiutavano di uccidere i civili. Era un mostro – e ora è anche morto.

Una zona di “non volo”? Gli Stati Uniti hanno un enorme vantaggio nel numero di aerei che possono far volare. Ma questa non è la Seconda Guerra Mondiale. Come dice Yves Smith:

…anche il colonnello Douglas Macgregor ha fatto notare che in caso di una guerra ufficiale della NATO con la Russia, al contrario dell’attuale versione mezza incinta, la Russia potrebbe eliminare tutte le basi aeree della NATO in Europa, tranne una remota, in Portogallo, nella prima ora e mezza del conflitto..

Che ne dice [in inglese] lo stesso Macgregor? Parla di “totale assurdità” in Ucraina.

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Il finale di partita

Questo inverno è più caldo del solito. È ancora fangoso, il che rende più difficili le offensive mobili come quelle che i russi potrebbero organizzare.

Ma il terreno si ghiaccerà. Questo dà tempo ai russi di riaddestrare completamente, di equipaggiare e di schierare le forze appena mobilitate. Aspettatevi un regalo di Natale o di Capodanno per la NATO e l’Occidente. Guardate cosa ha portato Babbo Natale. Boom!

All’inizio del conflitto i russi avevano meno di 100.000 truppe da combattimento in Ucraina, e circa altrettante sotto forma di milizie dell’Ucraina orientale. In questo momento vediamo la maggior parte delle truppe russe in prima linea, piuttosto che quelle delle milizie, in attacco a Marinka, Bakhmut, Soledar e Ugledar e altre cittadine e villaggi fortificati che costituiscono i resti della Linea Maginot dell’Ucraina occidentale.

I rinforzi russi stanno già facendo la differenza, e nelle prossime settimane ne arriveranno molti altri.

Una volta caduta la Linea Maginot, il Donbass apparterrà ai russi. Allora il Donbass sarà loro e anche il resto dell’Ucraina, buio e freddo, spopolato e demoralizzato, gli apparterrà.

Proprio come i peggiori oligarchi russi sono fuggiti a Londra quando Putin ha preso il potere (e ora gran parte della ricca quinta colonna russa) i più cattivi tra i banderiti e i simpatizzanti banderiti dell’Ucraina occidentale, che finora hanno tratto profitto dal conflitto, fuggiranno a Berlino, Vienna e Londra, se non a Beverly Hills.

L’Ucraina occidentale ha commesso [in italiano] un “suicidio da poliziotto”, invitando la propria distruzione..

Era ora!.

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Articolo di Julian Macfarlane pubblicato su Julian Mcfarlane blog il 26 novembre 2022
Traduzione in italiano di Fabio_san per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore] 

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